Carburanti, stop ai blocchi dei camion nel Mezzogiorno: ripartono i rifornimenti, ora la protesta passa ai taxi
Rimossi i presidi degli autotrasportatori in Campania e Calabria dopo lo stanziamento di 105 milioni di euro di aiuti. Serviranno ancora diversi giorni per ripristinare le scorte nei supermercati e nelle stazioni di servizio. Intanto i tassisti annunciano nuove mobilitazioni contro il caro carburanti e non escludono uno sciopero nazionale.

La fine della protesta, tuttavia, non significa un ritorno immediato alla normalità: le scorte dovranno essere ricostituite e potrebbero essere necessari ancora diversi giorni prima di superare le difficoltà nelle aree maggiormente interessate dalle interruzioni.
La protesta dei camionisti, alimentata dall’aumento dei costi del carburante, lascia ora spazio alle rivendicazioni dei tassisti, che denunciano analoghe difficoltà economiche e chiedono interventi urgenti al governo. Per i prossimi giorni sono già stati annunciati appuntamenti a Roma e Firenze, mentre l’ipotesi di uno sciopero della categoria resta concreta.
Nella notte tra giovedì e venerdì sono stati rimossi i presidi degli autotrasportatori in Campania e Calabria, dopo che il Consiglio dei ministri ha stanziato 105 milioni di euro a sostegno del comparto.
Nei giorni precedenti, martedì 20, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini aveva annunciato 480 milioni di euro di aiuti immediati e ulteriori 590 milioni destinati al rinnovo dei mezzi.
Con la ripresa della circolazione dei camion, sono ricominciate le consegne di prodotti alimentari e carburanti, ma gli effetti delle interruzioni continuano a farsi sentire. In alcune zone del Sud si registrano ancora distributori senza carburante e scaffali parzialmente vuoti nei supermercati.
«Probabilmente servirà ancora qualche giorno per un ritorno alla piena normalità», ha dichiarato il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, sottolineando la necessità di attendere il ripristino delle normali attività di distribuzione.
Anche Federdistribuzione invita alla cautela sui tempi di recupero. Il presidente Carlo Buttarelli stima che possano essere necessari tra cinque e sette giorni per tornare a una situazione regolare, considerando le scorte da ricostituire nei punti vendita. I danni economici provocati dai blocchi, secondo la sua valutazione, ammonterebbero a decine di milioni di euro nelle regioni coinvolte.
Nel frattempo proseguono le verifiche sulle proteste degli autotrasportatori. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riferito che, in relazione ai blocchi stradali nel Mezzogiorno, sono state identificate 2.065 persone, 79 sono state denunciate e 242 sono state sanzionate.
Il confronto tra il governo e le rappresentanze del settore continuerà nei prossimi giorni. Martedì 27 è previsto al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a Roma, un incontro tra le associazioni degli autotrasportatori e il ministro Salvini per fare il punto sulle misure annunciate e sulle difficoltà ancora presenti nella filiera.
Mentre il trasporto merci torna gradualmente alla normalità, si prepara una nuova fase di protesta nel settore dei taxi. Le associazioni itTaxi, Uri e Unicoop hanno annunciato un presidio per lunedì davanti al ministero dei Trasporti, dalle 10 alle 13.
Alla mobilitazione parteciperanno anche rappresentanti del comparto del noleggio con conducente, gli Ncc, che condividono le preoccupazioni legate all’aumento dei costi operativi.
Per martedì 27, invece, altre 27 sigle sindacali e associative, tra cui Uiltrasporti, Usb Taxi e Federtaxi Cisal, si riuniranno a Firenze per discutere le prossime iniziative. Tra le possibilità sul tavolo figura anche uno sciopero.
«Lo sciopero è un’opzione in campo, ed è quanto mai probabile», ha dichiarato Carlo Di Alessandro di Federtaxi Cisal, evidenziando la crescente difficoltà degli operatori a sostenere le spese quotidiane.
Al centro delle rivendicazioni dei tassisti c’è l’impossibilità di trasferire sui clienti gli aumenti dei carburanti. Le tariffe, infatti, sono regolate dai Comuni e non possono essere adeguate liberamente dagli operatori per compensare i rincari di benzina e gasolio.
«Siamo di fronte a un’emergenza economica non più sostenibile», ha affermato Loreno Bittarelli, presidente di itTaxi. Secondo il rappresentante della categoria, l’incremento delle spese rischia di ridurre drasticamente i margini di guadagno dei lavoratori, che non possono aumentare autonomamente i prezzi delle corse.
Le associazioni chiedono al governo di estendere il cosiddetto Gasolio Professionale, attraverso un regime di agevolazione fiscale, e di istituire un fondo straordinario di compensazione. Tra le proposte figurano anche incentivi per favorire il passaggio a veicoli a minore impatto ambientale.
Le organizzazioni che si riuniranno a Firenze intendono inoltre sollecitare l’introduzione di aiuti economici per il settore e l’applicazione delle misure previste dalla normativa contro l’abusivismo.
La ripresa delle consegne nel Mezzogiorno rappresenta un primo passo verso il superamento delle difficoltà provocate dai blocchi degli autotrasportatori. Il ripristino delle scorte, però, richiederà tempo e risorse, mentre il confronto con il governo dovrà chiarire l’effettiva portata degli interventi economici destinati al comparto.
Parallelamente, le richieste dei tassisti riportano al centro dell’attenzione l’impatto del caro carburanti sulle attività di trasporto. Gli incontri programmati a Roma e Firenze saranno determinanti per definire le prossime iniziative della categoria e verificare se ci siano le condizioni per evitare uno sciopero.
Per cittadini e imprese, l’obiettivo resta il ritorno a una distribuzione regolare delle merci e a servizi di trasporto sostenibili, in un contesto in cui l’aumento dei costi energetici continua a pesare sull’intera filiera.