CRONACA

Cia-Agricoltori Italiani: Caro gasolio, prima risposta all’emergenza

Gli agricoltori lucani in piazza a Roma: ora attendiamo risposte concrete anche dalla Regione

I 60 milioni di euro a fondo perduto stanziati dal Governo per sostenere le imprese agricole alle prese con il caro gasolio rappresentano una prima risposta a un’emergenza che sta mettendo a dura prova la tenuta economica delle aziende.

Cia-Agricoltori Italiani accoglie il decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri, che prevede risorse per compensare parte dei maggiori costi sostenuti per l’acquisto del carburante agricolo nel periodo compreso tra giugno e metà ottobre, ma rilancia la richiesta di interventi tempestivi e di una strategia strutturale per il settore.

 FINI: «ORA SERVONO RISPOSTE STRUTTURALI»

Il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, sottolinea il ruolo della mobilitazione portata avanti dall’organizzazione: «Le nostre due settimane di presidio, tuttora in corso davanti a Montecitorio, hanno sortito il loro effetto. Ora subito a lavoro per dare risposte strutturali e di lungo periodo che tirino fuori il Paese da uno stallo senza precedenti».

Per Cia, lo stanziamento rappresenta un primo intervento a sostegno del reddito delle imprese agricole, in grado di compensare almeno il 20% dei costi sostenuti, fino a 45 centesimi al litro. Resta però decisiva la rapidità delle erogazioni, affinché le risorse possano arrivare alle aziende dopo settimane di difficoltà finanziarie.

«Adesso auspichiamo che tempi e metodo di erogazione arrivino subito a compensare queste lunghe settimane di agonia per agricoltori e cittadini, più che mai dentro l’escalation di ripercussioni tra prezzi delle materie prime alle stelle e scaffali direttamente vuoti», afferma Fini.

Il presidente nazionale ribadisce inoltre che le difficoltà del comparto non possono essere ricondotte esclusivamente alle tensioni internazionali e alla chiusura dello Stretto di Hormuz.

«I conti non tornano e resta grave il trattamento riservato agli agricoltori, che va ben oltre le responsabilità da attribuire alla chiusura di Hormuz.

Andiamo avanti, accogliamo il decreto-legge e chiediamo subito la costruzione di un piano nazionale straordinario per l’agroalimentare che coinvolga tutta la filiera – produzione, trasformazione, Gdo – per affrontare in modo più organico tutte le difficoltà in campo».

MOSCARITOLO: «GLI AGRICOLTORI LUCANI SONO SCESI IN PIAZZA A ROMA»

La mobilitazione nazionale ha visto anche la partecipazione degli agricoltori lucani, presenti mercoledì scorso a Roma al presidio in piazza davanti al Parlamento.

Una protesta per portare all’attenzione delle istituzioni il peso dei rincari, la crisi di liquidità e le difficoltà di imprese che non riescono più a recuperare attraverso i prezzi di vendita i costi sostenuti per produrre.

«La presenza dei nostri agricoltori a Roma testimonia la determinazione di un settore che non può continuare a lavorare in perdita – afferma Moscaritolo –.

Le imprese lucane hanno partecipato alla protesta per far sentire la propria voce e chiedere risposte concrete. Il provvedimento del Governo va nella direzione di un primo sostegno, ma adesso occorre garantire che le risorse arrivino rapidamente alle aziende e siano realmente in grado di alleviare il peso dei rincari».

Per Cia-Agricoltori Basilicata, il fattore tempo è decisivo. Le aziende devono sostenere nell’immediato le spese per le lavorazioni, la raccolta, il trasporto e tutte le attività indispensabili alla produzione. Un aiuto annunciato ma erogato in ritardo rischierebbe di perdere parte della propria efficacia.

«Non possiamo chiedere agli agricoltori di anticipare continuamente costi che non riescono più a recuperare sul mercato. Servono procedure semplici, tempi certi e un sostegno adeguato alle difficoltà reali delle imprese. E, soprattutto, bisogna intervenire sulle cause strutturali della crisi, perché non è sostenibile che ogni nuova emergenza energetica si traduca in un ulteriore sacrificio per chi produce cibo».

L’ATTESA PER GLI IMPEGNI DELLA REGIONE

Accanto al confronto nazionale, resta aperto quello con la Regione Basilicata. Cia attende ora che gli impegni assunti dall’assessore regionale all’Agricoltura, Carmine Cicala, si traducano in iniziative concrete.

«Dall’assessore Cicala attendiamo risposte coerenti con gli impegni assunti – sottolinea Moscaritolo –. La Basilicata non può limitarsi a prendere atto delle misure nazionali: occorre individuare gli strumenti regionali concretamente attivabili, sostenere le aziende più esposte e accompagnare il comparto in una fase particolarmente difficile.

«La nostra mobilitazione nasce dalla necessità di difendere il reddito degli agricoltori, ma anche il futuro dell’agricoltura lucana e il diritto dei cittadini ad avere prodotti alimentari di qualità a prezzi equi – conclude Moscaritolo –.

Continueremo a incalzare il Governo e la Regione affinché agli annunci seguano interventi tempestivi. Le aziende agricole non possono essere lasciate sole a sostenere il costo di una crisi che rischia di ripercuotersi sull’intero sistema agroalimentare».

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