CRONACA

Protesta degli autotrasportatori, il Governo sblocca i fondi: al via i pagamenti. Disagi in tutto il Sud

Rixi annuncia l’erogazione degli aiuti alle imprese e prepara un nuovo decreto. Confindustria chiede la fine dei blocchi, mentre si aggravano le difficoltà nei rifornimenti, negli aeroporti e lungo le autostrade. Salvini: oltre 32mila richieste per i contributi contro il caro carburante.

Partono i pagamenti dei contributi destinati alle imprese di autotrasporto, mentre proseguono le proteste che stanno provocando rallentamenti alla circolazione e difficoltà negli approvvigionamenti in diverse regioni italiane.

Il Governo annuncia lo sblocco delle risorse economiche e prepara un provvedimento legislativo per definire ulteriori interventi a sostegno del settore, ma nel frattempo cresce la preoccupazione per le conseguenze dei presidi stradali sulla produzione industriale, sulla distribuzione delle merci e sui servizi essenziali.

A confermare l’avvio dei pagamenti è stato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, intervenuto a margine dell’undicesimo Forum internazionale di Conftrasporto-Confcommercio.

«I fondi per l’autotrasporto verranno già erogati da oggi, poi ci sarà un decreto legge, in cui verranno incluse tutte le misure su cui noi ci siamo impegnati», ha dichiarato Rixi.

Il viceministro ha rivolto un appello ai manifestanti affinché vengano rimossi i blocchi, sottolineando le ripercussioni sulle forniture destinate agli ospedali e ai supermercati.

Ha inoltre espresso timori per la possibile presenza di gruppi organizzati estranei alle rivendicazioni della categoria, ribadendo la necessità di rispettare le norme e garantire la libera circolazione.

Sul fronte economico, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato lo sblocco di risorse superiori al miliardo di euro a favore del comparto.

Nel corso di un intervento radiofonico, il ministro ha precisato che circa 480 milioni di euro sono destinati a compensare l’aumento dei costi del carburante nel periodo compreso tra marzo e ottobre, mentre oltre 500 milioni sono riservati al rinnovo dei mezzi.

Per la misura contro il caro gasolio sono state presentate più di 32mila domande. Secondo Salvini, ai 430 milioni inizialmente previsti sono stati aggiunti ulteriori 50 milioni, con l’obiettivo di sostenere le imprese che utilizzano il carburante per le proprie attività professionali.

Il ministro ha definito consistente lo sforzo economico messo in campo, evidenziando la necessità di aiutare gli operatori a superare una fase caratterizzata dall’aumento dei costi e dalle tensioni internazionali.

La richiesta di interrompere le proteste arriva anche dal mondo industriale. Le associazioni degli industriali di Napoli e delle altre province campane, insieme a Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani, hanno lanciato un appello per ripristinare la circolazione delle merci.

In una nota congiunta, le organizzazioni hanno evidenziato che le interruzioni stanno compromettendo la regolarità delle attività produttive, a causa della difficoltà di ricevere le materie prime necessarie e di consegnare i prodotti finiti.

Secondo le associazioni, le conseguenze economiche rischiano di diventare sempre più pesanti per le aziende e i consumatori, con ripercussioni sull’economia della Campania, della Puglia e dell’intero Mezzogiorno.

Da qui l’invito a tutte le parti coinvolte a dimostrare senso di responsabilità e a trovare una soluzione che consenta di tutelare le richieste degli autotrasportatori senza compromettere l’approvvigionamento di beni e servizi.

Anche le organizzazioni rappresentative delle imprese di trasporto iscritte all’Albo hanno sollecitato un’azione urgente da parte del Governo e, in particolare, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, per rimuovere i presidi che stanno ostacolando la circolazione soprattutto nelle regioni meridionali.

L’appello è stato diffuso dopo l’incontro tenutosi a Milano con Matteo Salvini. Tra le sigle firmatarie figurano Anita, Cna-Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna Casartigiani, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, Unatras e Assotir.

Le associazioni sostengono che la prosecuzione dei blocchi non sia più giustificabile dopo la riapertura del confronto con il Governo e gli impegni annunciati a sostegno delle imprese.

La richiesta è quella di ripristinare la mobilità delle merci e garantire la continuità delle forniture, evitando che le conseguenze della protesta ricadano ulteriormente su cittadini, aziende e servizi pubblici.

Tra i territori maggiormente interessati dalle ripercussioni della protesta figura la Calabria, dove i presidi degli autotrasportatori stanno creando problemi nella distribuzione dei prodotti alimentari e nel rifornimento di alcune infrastrutture aeroportuali.

Secondo un avviso operativo diffuso da Enav, gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti senza carburante per gli aeromobili. La situazione è invece regolare a Lamezia Terme.

L’avviso invita i piloti a programmare il rifornimento presso lo scalo di partenza o in quello precedente, assicurandosi di disporre del carburante necessario per le tratte successive.

Le difficoltà riguardano anche la distribuzione alimentare. In diversi punti vendita vengono segnalate carenze di prodotti freschi e deperibili, tra cui carne, frutta, latte e acqua minerale, a causa delle interruzioni nella catena logistica.

La protesta rischia inoltre di compromettere le attività delle imprese che dipendono da consegne regolari di materie prime e dalla distribuzione dei prodotti finiti.

Ripercussioni significative si registrano anche sulla rete autostradale campana. Intorno alle 10:30, le manifestazioni hanno provocato rallentamenti e code in diversi tratti.

In particolare, sono stati segnalati:

  • Autostrada A1, direzione Napoli: circa 4 chilometri di coda tra Caserta Nord e il bivio con la A30.
  • Autostrada A1, direzione Roma: circa 2 chilometri di rallentamenti tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord.
  • Autostrada A30, direzione Caserta: circa 2 chilometri di coda tra Maddaloni e l’intersezione con la A1.

Le criticità sono legate alla presenza dei manifestanti e dei mezzi pesanti, con ripercussioni sulla viabilità e sui tempi di percorrenza.

Una nuova manifestazione si è svolta anche a Campobasso, dove un corteo composto da mezzi pesanti e trattori è entrato in città poco prima delle 10, attraverso Porta Napoli, sotto la scorta delle forze dell’ordine.

La mobilitazione, partita dall’area industriale di Campochiaro, è stata accompagnata dallo slogan «Insieme per il nostro futuro» e ha causato rallentamenti alla circolazione nel centro urbano.

In Sicilia la situazione rimane differenziata a seconda delle aree interessate. A Palermo è stato rimosso il blocco in via Oreto, all’accesso dell’autostrada, mentre continua il presidio davanti all’ingresso del porto, in corrispondenza del molo Santa Lucia, dove risultano parcheggiati circa venti tir.

Altri blocchi proseguono a Tremestieri, nella zona sud di Messina, e al casello di San Gregorio, punto di accesso all’autostrada A18 Catania-Messina.

La prosecuzione delle proteste mantiene alta l’attenzione sulle conseguenze per il trasporto delle merci e sulla necessità di ripristinare la regolarità dei collegamenti.

La mobilitazione, secondo quanto annunciato da Fedralog, dovrebbe continuare fino al 27 ottobre, data entro la quale il ministro Salvini è atteso a comunicare le misure e gli impegni che il Governo intende assumere per il settore.

Nel frattempo, l’esecutivo punta sull’erogazione degli aiuti già disponibili e sull’adozione di un nuovo decreto per affrontare le richieste della categoria.

Il confronto resta aperto tra le esigenze economiche degli autotrasportatori e la necessità di garantire la libera circolazione, la continuità delle attività produttive e la disponibilità dei beni essenziali.

Le prossime decisioni del Governo e l’evoluzione dei presidi saranno determinanti per capire se sarà possibile superare rapidamente l’emergenza logistica che interessa diverse aree del Paese.

Pulsante per tornare all'inizio