CRONACA

Autotrasportatori, la protesta continua: presidi a Potenza e Tito

Smontato il presidio sulla Statale 106 Jonica dopo quattro giorni di mobilitazione, ma la protesta di autotrasportatori e agricoltori non si ferma. I camion resteranno in presidio a Potenza e nell’area industriale di Tito, mentre cresce l’attesa per risposte concrete contro il caro carburanti e l’aumento del costo della vita.

La protesta degli autotrasportatori prosegue, anche se sul territorio la situazione resta diversificata. Dopo giorni di blocchi e manifestazioni, alcuni presidi sono stati sciolti, mentre altri continuano a tenere alta l’attenzione sulle difficoltà di chi lavora nel trasporto su gomma e nel settore agricolo. A riaccendere le aspettative è stato anche l’annuncio del ministro Matteo Salvini, che ieri ha assicurato l’arrivo di 480 milioni di euro.

La circolazione è tornata regolare allo svincolo di Padula-Buonabitacolo. Intorno alla mezzanotte, inoltre, è stato smantellato il presidio lungo la Statale 106 Jonica, dove per quattro giorni camionisti e manifestanti avevano protestato contro il caro carburanti e il continuo aumento dei prezzi. La mobilitazione si è conclusa con la scadenza delle autorizzazioni, una decisione che non tutti i partecipanti hanno accolto favorevolmente.

La fine di alcuni blocchi, però, non significa che la protesta sia finita. In Basilicata restano attivi diversi punti di presidio. A Tursi, all’incrocio con la Sinnica, gli agricoltori continueranno a manifestare anche oggi. Gli autotrasportatori, invece, manterranno la loro presenza sul raccordo Sicignano-Potenza, lungo la complanare del capoluogo lucano e a Tito Scalo, nei pressi della sede del Consiglio nazionale delle ricerche.

Nel frattempo, il movimento degli agricoltori guarda già ai prossimi giorni. Il Comitato degli agricoltori del Metapontino ha annunciato per sabato 24 ottobre una grande manifestazione, con un corteo di mezzi agricoli e camion in partenza dall’istituto agrario di Marconia e diretto verso Metaponto.

L’iniziativa punta a coinvolgere non soltanto gli operatori del settore, ma anche i cittadini, chiamati a condividere le preoccupazioni di chi ogni giorno deve fare i conti con costi sempre più pesanti e margini di guadagno ridotti. Un’apertura alla società civile che si è già vista ieri a Lavello, dove la protesta ha raccolto anche la partecipazione di persone estranee al mondo dell’autotrasporto e dell’agricoltura.

La mobilitazione, dunque, prosegue con modalità diverse da zona a zona. Resta da capire se gli impegni annunciati dal Governo saranno sufficienti a rispondere alle richieste dei manifestanti e a riportare la situazione alla normalità.

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