Confartigianato Basilicata: Rosa Gentile, «La transizione ecologica crea opportunità, ma senza competenze rischiamo di perdere occasioni di lavoro e sviluppo»

La transizione ecologica accelera, le imprese cercano nuove professionalità, ma il mercato del lavoro lucano non riesce a rispondere alla domanda.
In Basilicata circa il 62,5% dei profili professionali richiesti dalle imprese artigiane con competenze green è difficile da reperire. Un divario che segnala una delle criticità strutturali del sistema produttivo regionale: la distanza tra le competenze disponibili e quelle necessarie per accompagnare l’innovazione.
A richiamare l’attenzione sul fenomeno è Confartigianato Basilicata, attraverso la presidente regionale Rosa Gentile, alla luce del rapporto nazionale dell’associazione sulle competenze per la sostenibilità, presentato a Milano nell’ambito dell’iniziativa «Seize the Change. Futuri sostenibili», che apre la Settimana per l’Energia e la Sostenibilità, in programma dal 19 al 24 ottobre.
Il quadro nazionale conferma la portata del problema. Nel 2025 le imprese italiane avevano programmato 3,4 milioni di ingressi per mansioni legate alla gestione di prodotti e tecnologie sostenibili. Di questi, 1,6 milioni sono risultati difficili da reperire, pari al 48,7% del fabbisogno. Nell’artigianato la percentuale sale al 62,5%, con 190.870 figure professionali difficili da trovare su 305.410 assunzioni programmate per profili con competenze green.
Per la Basilicata il mismatch si intreccia con le fragilità del tessuto economico e con la perdita di capitale umano. Automotive, industria meccanica, agroalimentare ed edilizia sono chiamati a investire in efficienza energetica, riduzione dell’impatto ambientale ed economia circolare. Cambiano i processi produttivi e crescono le esigenze di tecnici specializzati, competenze ingegneristiche e capacità di utilizzare tecnologie e strumenti innovativi.
Il problema, però, è trovare lavoratori già preparati oppure costruire percorsi formativi capaci di rispondere tempestivamente alle nuove esigenze. La distanza tra scuola, formazione professionale e imprese rischia di trasformarsi in un freno agli investimenti, proprio mentre la sostenibilità diventa un fattore decisivo per la competitività.
A rendere più difficile la situazione è anche l’emigrazione giovanile. La partenza di diplomati, laureati e tecnici verso altre regioni o l’estero impoverisce il bacino di competenze sul quale le aziende lucane potrebbero contare. Il rischio è un circolo vizioso: le imprese non trovano personale qualificato, le opportunità di crescita si riducono e il territorio perde altre energie professionali.
Il fenomeno riguarda in modo particolare le micro e piccole imprese, che costituiscono una componente essenziale dell’economia regionale e spesso dispongono di minori risorse per organizzare autonomamente percorsi di aggiornamento e riqualificazione. A livello nazionale, nel 2025 queste aziende hanno programmato oltre 2,2 milioni di ingressi con competenze green, ma più della metà dei profili è risultata difficile da reperire.
«La transizione ecologica non può essere considerata soltanto un obbligo da rispettare, ma una leva strategica per lo sviluppo delle imprese e dell’occupazione», è il messaggio che arriva da Confartigianato Basilicata. Per Rosa Gentile, la questione delle competenze deve diventare una priorità delle politiche regionali, con un collegamento più stretto tra sistema scolastico, formazione professionale e mondo produttivo.
Servono percorsi formativi aggiornati, maggiore collaborazione tra imprese e istituti tecnici e professionali, strumenti per favorire la riqualificazione dei lavoratori e occasioni concrete per trattenere i giovani in Basilicata. Non basta, infatti, che le aziende programmino nuove assunzioni se poi non riescono a trovare le professionalità necessarie.
La sfida è trasformare la domanda di competenze verdi in occupazione stabile, innovazione e nuove opportunità per il territorio. Perché la transizione ecologica può rappresentare un motore di sviluppo soltanto se il sistema produttivo dispone delle persone in grado di realizzarla.
E per la Basilicata, dove la carenza di professionalità si somma alla fuga dei giovani, formare e trattenere competenze significa anche difendere il futuro economico della regione.