CRONACA

Tragedie sul lavoro, due morti in poche ore: giovane di 23 anni perde la vita a Scerni, operaio schiacciato dai tubi a Cagliari

Due gravi incidenti sul lavoro hanno provocato la morte di due persone in Abruzzo e in Sardegna. A Scerni, in provincia di Chieti, un ragazzo di 23 anni è deceduto all’interno della cantina sociale San Panfilo mentre era impegnato in un’attività con un macchinario.

A Cagliari, invece, un autotrasportatore di 61 anni ha perso la vita nel porto industriale, travolto da alcuni pesanti tubi durante le operazioni di scarico.

La tragedia si è verificata nelle prime ore della mattinata presso la cantina sociale San Panfilo di Scerni. Il giovane, studente universitario vicino al conseguimento della laurea e probabilmente impiegato per un lavoro stagionale, è rimasto coinvolto in un incidente mentre utilizzava un macchinario. Nonostante l’intervento dei soccorritori, per lui non è stato possibile fare nulla.

Sul luogo dell’accaduto sono arrivati i Vigili del Fuoco e i Carabinieri, impegnati negli accertamenti per chiarire le circostanze dell’incidente. Presente anche il sindaco di Scerni, Daniele Carlucci, che ha espresso il dolore dell’intera comunità per la perdita del giovane.

Il primo cittadino ha definito l’accaduto una tragedia che ha profondamente scosso il paese, annunciando inoltre l’intenzione di proclamare il lutto cittadino in occasione delle esequie.

Parole di cordoglio sono arrivate anche dal presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, che ha manifestato vicinanza alla famiglia della vittima e ai colleghi di lavoro. Menna ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, sottolineando come la protezione della vita dei lavoratori debba rappresentare una priorità assoluta.

Le indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.

Un secondo incidente mortale si è verificato nel porto industriale di Cagliari, dove ha perso la vita Carlo Spiga, autotrasportatore di 61 anni residente a Monastir.

L’uomo sarebbe rimasto schiacciato da alcuni tubi di grandi dimensioni mentre erano in corso le operazioni di scarico dal semirimorchio del suo camion, nell’area portuale gestita dal gruppo Grendi.

Secondo una prima ricostruzione, ancora da confermare, la tragedia potrebbe essere stata provocata dal cedimento delle cinghie utilizzate per mantenere fermo il carico. I tubi sarebbero quindi precipitati, travolgendo il lavoratore.

A lanciare l’allarme sarebbe stato un passante che, transitando nella zona, ha notato il corpo dell’uomo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile.

Le verifiche sono affidate ai Carabinieri della Compagnia di Cagliari e agli specialisti dello Spresal, il servizio che si occupa della prevenzione e della sicurezza negli ambienti di lavoro. Gli accertamenti dovranno chiarire le cause della caduta del carico e verificare il rispetto delle procedure di sicurezza previste per le operazioni di movimentazione delle merci.

In una nota, il gruppo Grendi ha espresso profondo dolore per la morte del lavoratore, precisando che la vittima apparteneva a una società di autotrasporto ed era rimasta coinvolta nell’incidente durante le operazioni di movimentazione delle merci all’interno dello scalo.

L’azienda ha inoltre comunicato la disponibilità della propria struttura tecnica a collaborare con gli organismi competenti per contribuire alla ricostruzione dei fatti. Gli amministratori delegati Costanza e Antonio Musso hanno espresso vicinanza ai familiari della vittima e alla comunità colpita dal lutto.

Due episodi distinti, accomunati da un bilancio drammatico, che riportano al centro il tema della sicurezza sul lavoro e l’importanza dei controlli e della prevenzione per evitare nuove perdite di vite umane.

Pulsante per tornare all'inizio