Pittella: recuperare la capacità di anticipare i cambiamenti
Il presidente del Consiglio regionale a Bologna per l’iniziativa del Circolo dei Lucani dedicata alla fondatrice del Piccolo Coro dell’Antoniano. “Le radici sono una connessione viva tra storie e percorsi diversi”

“Mariele Ventre ha saputo accompagnare tanti bambini nella crescita, insegnando loro a stare insieme, a confrontarsi e a misurarsi con le sfide della vita. La sua esperienza ci consegna una lezione che conserva tutta la sua attualità, soprattutto in un tempo in cui siamo chiamati a ripensare la sfida educativa e il modo in cui prepariamo le nuove generazioni ad affrontare il futuro”.
Lo ha dichiarato Marcello Pittella, presidente del Consiglio regionale della Basilicata e della Commissione regionale dei Lucani nel Mondo, intervenendo a Bologna all’iniziativa “Una storia di musica, educazione e memoria”, promossa dall’Associazione culturale Circolo dei Lucani di Bologna in occasione dell’intitolazione dell’associazione a Mariele Ventre, fondatrice e direttrice del Piccolo Coro dell’Antoniano, nata a Bologna da genitori lucani.
Nel suo intervento, Pittella ha richiamato la capacità di Mariele Ventre di riconoscere le qualità di ogni bambino e accompagnarne la crescita attraverso la musica, intesa come arte, cultura e strumento educativo. “Aveva una vocazione straordinaria. Ha saputo insegnare ai più piccoli il valore dello stare insieme, del confronto e della crescita, aiutandoli a comprendere, passo dopo passo, le sfide che la vita avrebbe messo davanti a loro”.
Da questa esperienza il presidente ha sviluppato una riflessione sulla capacità della società e delle istituzioni di interpretare le trasformazioni in corso. “L’Italia e l’Europa hanno spesso faticato ad anticipare i cambiamenti, ritrovandosi a comprenderne gli effetti quando erano già evidenti. Dobbiamo recuperare la capacità di leggere il presente e prepararci a ciò che verrà. È una sfida che riguarda l’educazione, il welfare e la possibilità di rispondere alle esigenze delle persone, riconoscendo le differenze e valorizzando le caratteristiche di ciascuno”.
Pittella ha quindi affrontato il significato del legame tra la Basilicata e i lucani che vivono lontano dalla regione, sottolineando il ruolo delle associazioni nel mantenere vive le relazioni con i territori d’origine. “La lucanità non può essere soltanto nostalgia. È, piuttosto, una connessione tra storie diverse, tra persone che hanno intrapreso percorsi differenti e che possono continuare a sentirsi parte di una stessa realtà anche a distanza. Significa riconoscere il valore di questo legame e trasformarlo in una risorsa per la Basilicata”.
“Le istituzioni – ha concluso Pittella – hanno il compito di facilitare questo rapporto e di lavorare insieme alle associazioni dei lucani nel mondo, perché le relazioni costruite nel tempo diventino occasioni di incontro, partecipazione e nuove progettualità”.
All’iniziativa hanno partecipato anche il dirigente generale del Consiglio regionale, Gerardo Travaglio, il responsabile dell’Ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio regionale, Emanuele Desina, Domenico Fornabaio, Presidente dell’Associazione Culturale Circolo dei lucani di Bologna, Teresa Summa, presidente dell’associazione dei lucani di Parma e Donato Vena, presidente dell’Associazione Circolo Lucano “La Tarantella” di Reggio Emilia.