CRONACA

Piano di Sorrento, muore a 33 anni insieme al bambino che portava in grembo: aperta un’inchiesta

Greta Astarita è deceduta all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove poche ore prima era morto anche il piccolo Niccolò. La Procura indaga per duplice omicidio colposo. Sequestrate le cartelle cliniche e le salme, disposta l’autopsia.

Era in attesa del suo secondo figlio e aveva già preparato con amore il corredino per accoglierlo.

Niccolò sarebbe dovuto nascere alla fine del 2026, ma quel momento tanto atteso si è trasformato in una tragedia che ha sconvolto Piano di Sorrento e l’intera comunità della penisola sorrentina.

Greta Astarita, 33 anni, è morta all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, a meno di 24 ore dal decesso del bambino che portava in grembo. Una doppia perdita dolorosa, sulla quale ora la magistratura vuole fare piena luce per ricostruire quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità.

Secondo la ricostruzione riportata, la vicenda sarebbe iniziata venerdì, quando la donna si era presentata al pronto soccorso del San Leonardo lamentando forti dolori nella zona inguinale. Dopo gli accertamenti, le sue condizioni non sarebbero state ritenute tali da richiedere il ricovero.

Una volta tornata a casa, però, i sintomi si sarebbero ripresentati con maggiore intensità, fino a provocarle uno svenimento. A quel punto sarebbe stato necessario un nuovo trasferimento d’urgenza in ospedale, dove il quadro clinico sarebbe apparso estremamente grave.

I medici avrebbero quindi deciso di procedere con un parto d’urgenza, nel tentativo di salvare il bambino. Nonostante gli interventi, per il piccolo Niccolò non ci sarebbe stato nulla da fare: il decesso sarebbe stato constatato intorno alle 23 di venerdì.

Greta, trasferita nel reparto di Rianimazione, è morta il giorno successivo, intorno alle 14:30.

La Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per duplice omicidio colposo, con l’obiettivo di chiarire le cause dei due decessi e verificare la correttezza delle procedure sanitarie adottate durante i diversi accessi in ospedale.

Le salme e le cartelle cliniche sono state poste sotto sequestro in vista degli accertamenti medico-legali, compresi gli esami autoptici, che potranno contribuire a ricostruire la sequenza degli eventi e a individuare le eventuali cause della tragedia.

Tra gli aspetti da approfondire c’è proprio la prima visita al pronto soccorso e la decisione di non procedere al ricovero. Sarà necessario stabilire quali fossero le condizioni della donna in quel momento, quali accertamenti siano stati eseguiti e se fossero presenti segnali che avrebbero richiesto ulteriori approfondimenti.

Al momento, le cause dei decessi e l’eventuale esistenza di responsabilità sanitarie restano da accertare.

Greta lascia un’altra figlia, ancora piccola, alla quale i familiari non hanno trovato il coraggio di raccontare quanto accaduto. Una situazione che rende ancora più drammatica la perdita, perché al dolore per la scomparsa della giovane madre e del neonato si aggiunge la necessità di proteggere la bambina da una realtà difficile da comprendere.

Il nonno paterno della 33enne, intervenendo ai microfoni della Rai, ha espresso tutta la disperazione della famiglia, sottolineando la delicatezza del momento e la volontà di tutelare la piccola.

Nelle ore successive alla tragedia sono circolate anche ipotesi su possibili complicazioni circolatorie, tra cui una trombosi, e su eventuali gonfiori alle gambe che la donna avrebbe manifestato nei giorni precedenti. Si tratta, tuttavia, di elementi che dovranno essere verificati dagli specialisti e dagli inquirenti, senza anticipare conclusioni sulle cause della morte.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’Asl Napoli 3 Sud, che ha annunciato l’avvio di un’indagine interna per ricostruire l’assistenza prestata alla donna e verificare il rispetto delle procedure previste.

Il caso ha riportato l’attenzione sull’ospedale San Leonardo, già interessato da un’altra vicenda giudiziaria relativa alla morte di un neonato avvenuta nel 2024, per la quale nei giorni scorsi sono stati adottati provvedimenti cautelari nei confronti di alcuni sanitari. I due episodi restano distinti e dovranno essere valutati nelle rispettive sedi.

Profondo il cordoglio espresso dal sindaco di Piano di Sorrento, Salvatore Cappiello, che ha affidato ai social un messaggio di vicinanza alla famiglia e alla comunità cittadina.

La scomparsa di Greta e del piccolo Niccolò lascia un vuoto enorme e tanti interrogativi ancora senza risposta.

Ora saranno gli accertamenti della magistratura e le verifiche medico-legali a dover chiarire cosa sia successo nelle ore che hanno preceduto la tragedia, restituendo alla famiglia, per quanto possibile, risposte su una perdita tanto improvvisa quanto dolorosa.

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