Sanitopoli lucana, archiviata l’inchiesta sulla prima Giunta Bardi: prosciolti tutti gli 11 indagati
Il Gip del Tribunale di Potenza ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Vincenzo Montemurro. Si chiude così un importante filone investigativo legato alla sanità lucana e alla politica regionale. Forza Italia: «Cade il castello di fango».
POTENZA – Si chiude con l’archiviazione l’inchiesta sulla sanità lucana che aveva coinvolto esponenti politici, amministratori, imprenditori, professionisti e funzionari nell’ambito della prima Giunta regionale guidata da Vito Bardi. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza, Antonello Amodeo, ha accolto la richiesta presentata dal pubblico ministero Vincenzo Montemurro, disponendo l’archiviazione del procedimento per tutti gli 11 indagati, secondo quanto riportato da Il Quotidiano del Sud.
La decisione arriva al termine di un articolato percorso investigativo e dell’esame delle memorie difensive. Secondo quanto riferito, non sarebbero emersi elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio, facendo così venir meno la prospettiva di un processo per le posizioni interessate dal provvedimento.
Tra gli esponenti politici le cui posizioni sono state archiviate figurano Francesco Piro, consigliere regionale, Rocco Luigi Leone, ex assessore regionale alla Salute, Francesco Cupparo, assessore alle Attività produttive, il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, Francesco Fanelli, già assessore alla Salute, Gianni Rosa, senatore ed ex assessore, e Donatella Merra, già assessore alle Infrastrutture.
Il provvedimento riguarda inoltre imprenditori, professionisti e funzionari coinvolti nel procedimento, tra cui Raffaele Mario De Bonis Cristalli, Saverio Colummella, Vito Barozzi, Mario Araneo, Antonio Colangelo, Claudio Giangrande, Luca Di Mase, Adriano Loscalzo e Paolo D’Apolito.
L’archiviazione chiude il procedimento nei confronti delle persone interessate dal decreto, senza che si arrivi a un giudizio dibattimentale sulle ipotesi investigative originarie.
La decisione giudiziaria ha suscitato la reazione di Vincenzo Taddei, vice segretario regionale vicario di Forza Italia Basilicata, che ha commentato con soddisfazione l’esito della vicenda.
«Con l’archiviazione dell’inchiesta sulla sanità cade il castello di fango. La decisione del Gip mette la parola “fine” a una vicenda usata per troppo tempo come clava politica. Abbiamo sempre avuto fiducia nella magistratura e nella rettitudine morale dei nostri dirigenti. Resta l’amarezza per le sofferenze patite, ma oggi il centrodestra lucano ne esce ancora più coeso e rafforzato», ha dichiarato Taddei.
Parole che sottolineano la posizione del partito, secondo cui l’inchiesta avrebbe alimentato per lungo tempo un confronto politico particolarmente acceso, con conseguenze sull’immagine pubblica degli amministratori coinvolti.
L’indagine sulla sanità regionale si era inserita in una fase delicata per la politica lucana, alimentando polemiche e contrapposizioni tra maggioranza e opposizione. La decisione del Gip rappresenta ora un passaggio rilevante per gli esponenti coinvolti, le cui posizioni vengono definite sul piano giudiziario con il provvedimento di archiviazione.
Per il centrodestra regionale, l’esito costituisce un motivo di sollievo e un’occasione per rivendicare la correttezza del proprio operato. Sul piano strettamente giudiziario, il dato centrale resta l’accoglimento della richiesta della Procura e la chiusura del procedimento per le persone interessate.
La vicenda si conclude dunque senza un processo per gli indagati destinatari dell’archiviazione. Una decisione che segna la fine di un importante capitolo giudiziario della politica lucana e che, inevitabilmente, riapre il confronto sulle conseguenze politiche e mediatiche delle inchieste giudiziarie.