CULTURA E EVENTI

Cinghiali, il Pnal incontra i selecontrollori

Dopo la pausa estiva riprendono nel Parco Nazionale dell’Appennino lucano le attività del Piano di gestione del cinghiale. L’incontro è previsto per il 15 ottobre, alle 18, nel Cinema Pino di Moliterno. Il commissario straordinario del Pnal, Antonio Tisci: azione per ridurne la presenza.

L’anno scorso il Parco ha concentrato le proprie attenzioni nei comuni di confine con la provincia di Salerno che, a causa della presenza della peste suina africana nella regione contadini, erano destinatari di misure di contenimento.

Proprio a causa di questa emergenza sanitaria e di sicurezza pubblica l’Ente Parco ha gestito nell’anno passato la sfida della gestione esclusivamente con le pig brig, le grandi gabbie che hanno consentito le grandi catture in totale sicurezza.

Grazie alle catture effettuate dal Parco e alle conseguenti analisi che hanno constatato l’assenza della PSA nel territorio, è stato possibile per la Basilicata uscire dalle restrizioni legate all’epidemia.

Per l’anno in corso il Parco ha deciso di completare il piano con l’utilizzo dei selecontrollori già formati.

Il giorno 15 ottobre alle 18.00 si terrà presso il Cinema Pino di Moliterno un incontro con i selecontrollori con lo scopo di completare questo percorso partendo dall’illustrazione del lavoro già messo in atto dal Parco con la zonizzazione, l’adozione di strumenti informatizzati, l’acquisizione di strumenti specifici e l’adozione di un regolamento.

Tra gli scopi ambiziosi del progetto a medio lungo termine vi è quello della valorizzazione delle proteine nobili della fauna selvatica attraverso un percorso virtuoso di filiera delle carni.

Durante l’incontro sono previsti alcuni interventi con cenni di biologia e gestione della specie, strumenti e tecniche, obiettivi, utilizzo delle piattaforme di teleprenotazione, a cui farà seguito il confronto con i portatori di interesse.

“Dopo l’azione compiuta l’anno scorso con le pig brig, è arrivato il momento di coinvolgere i selecontrollori per completare l’opera di riduzione della presenza dei cinghiali nel territorio del Parco” ha dichiarato il Commissario Straordinario del PNAL Antonio Tisci.

“Immediatamente dopo il mio insediamento decisi di formare i selecontrollori del Parco, volevamo utilizzarli subito per aiutarci ad affrontare la questioni ma abbiamo preferito utilizzare la massima prudenza possibile nel momento del pericolo di una recrudescenza della PSA – ha proseguito Tisci – perché il ritrovamento di una carcassa colpita da peste suina avrebbe determinato ulteriori restrizioni e, quindi, abbiamo scelto le catture tramite gabbie”

“Ora – ha continuato Tisci – dopo aver messo in sicurezza il territorio è possibile iniziare le catture e gli abbattimenti tramite i selecontrollori”

“La piaga dell’eccessivo numero di ungulati – ha concluso Tisci – continua a colpire le attività agricole e zootecniche oltre a creare disagi e pericoli alla circolazione stradale ed è nostro preciso dovere affrontarlo anche al fine di riportare la popolazione di cinghiali in un numero adeguato alle caratteristiche del territorio per preservare la biodiversità oltre che le attività umane”.

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