CRONACA

San Carlo di Potenza, la Radiologia si rinnova: nuove apparecchiature per diagnosi più precise

Investimento da 2,5 milioni di euro per potenziare la diagnostica per immagini. Installate due risonanze magnetiche, una TC spettrale di ultima generazione e due sistemi radiologici telecomandati

POTENZA – Un nuovo passo nel percorso di innovazione tecnologica dell’ospedale San Carlo di Potenza. La Radiologia dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo si dota di nuove apparecchiature destinate a migliorare la qualità degli esami diagnostici, ampliare le possibilità di individuazione e studio delle patologie e rendere più efficienti i percorsi assistenziali.

Il nuovo parco tecnologico è stato presentato nel corso di un’inaugurazione alla quale hanno partecipato il direttore generale dell’Aor San Carlo, Giuseppe Spera, l’assessore regionale alla Salute, Politiche per la persona e Pnrr, Cosimo Latronico, e il direttore della Radiologia, Enrico Scarano. Presenti anche medici, tecnici sanitari di radiologia medica e operatori della struttura.

L’intervento ha comportato una spesa complessiva di 2,5 milioni di euro, finanziata attraverso risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e fondi regionali riconducibili al Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e al Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc).

Il rinnovamento comprende due risonanze magnetiche, una da 1,5 Tesla e una da 3 Tesla, una TC spettrale Dual Energy con sistemi di intelligenza artificiale e due apparecchiature telecomandate polifunzionali.

Si tratta di un intervento inserito in una programmazione pluriennale della Direzione strategica dell’Aor San Carlo, con l’obiettivo di aggiornare progressivamente le dotazioni tecnologiche dell’ospedale e rafforzare i servizi destinati alla diagnosi e alla cura.

«L’intervento realizzato non rappresenta una semplice sostituzione di macchinari, ma un significativo aggiornamento tecnologico che rientra in un progetto più ampio di innovazione dell’Azienda», ha dichiarato il direttore generale Giuseppe Spera.

«Per ottenere risultati concreti è necessario far dialogare strumenti tecnologici, professionalità e organizzazione. È proprio questa integrazione a consentire di migliorare realmente i percorsi diagnostici e assistenziali».

Per l’assessore regionale Cosimo Latronico, il nuovo investimento rappresenta un rafforzamento delle capacità diagnostiche del sistema sanitario lucano.

«L’introduzione delle nuove apparecchiature costituisce un investimento sulla qualità dei servizi sanitari e sulla possibilità di garantire ai cittadini prestazioni diagnostiche sempre più evolute», ha sottolineato Latronico.

«Le risorse del Pnrr possono tradursi in risultati concreti quando vengono accompagnate da una programmazione efficace e indirizzate verso tecnologie e servizi capaci di produrre benefici per la popolazione».

La nuova risonanza magnetica da 3 Tesla

Tra le principali novità c’è la risonanza magnetica da 3 Tesla, tecnologia ad alto campo magnetico che consente di ottenere immagini particolarmente dettagliate e di analizzare con maggiore precisione strutture anatomiche e condizioni patologiche complesse.

L’apparecchiatura amplia le possibilità diagnostiche soprattutto in ambito neuroradiologico, sia per le patologie oncologiche sia per quelle neurodegenerative. Importanti sono anche le applicazioni in campo oncologico, con particolare riferimento allo studio delle neoplasie epato-bilio-pancreatiche, della prostata e della mammella.

La seconda risonanza, da 1,5 Tesla, completa l’offerta diagnostica e presenta applicazioni di particolare interesse anche per lo studio cardiovascolare. L’esame permette infatti di valutare non soltanto la funzionalità del cuore, ma anche eventuali modificazioni strutturali del muscolo cardiaco, comprese quelle associate alle cardiomiopatie.

Entrambi i sistemi sono dotati di software avanzati per l’elaborazione e la ricostruzione delle immagini, oltre a strumenti basati sull’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di supportare il lavoro degli operatori e incrementare qualità e precisione delle informazioni ottenute.

La TC spettrale per una lettura più approfondita

Un’altra importante novità è rappresentata dalla TC spettrale Dual Energy, in grado di acquisire dati a differenti livelli energetici. Questa tecnologia permette di distinguere e caratterizzare meglio i tessuti e i materiali presenti nell’organismo, offrendo informazioni aggiuntive rispetto alla diagnostica tomografica tradizionale.

In ambito cardiologico, la nuova TC affianca la risonanza magnetica da 1,5 Tesla con competenze diagnostiche differenti e complementari. La risonanza consente di analizzare il muscolo cardiaco e le sue caratteristiche, mentre la TC permette di esaminare in maniera dettagliata strutture come le coronarie e l’aorta.

La tecnologia trova applicazione anche in oncologia, dove può fornire un contributo nella stadiazione dei tumori, ovvero nella definizione della diffusione della malattia, elemento fondamentale per orientare le successive scelte terapeutiche.

Più efficienza anche nella radiologia tradizionale

Il progetto di ammodernamento coinvolge anche la radiologia convenzionale. Sono infatti entrati in funzione due nuovi sistemi telecomandati polifunzionali, progettati per consentire l’esecuzione di diverse tipologie di esami e rendere più fluidi i processi di lavoro all’interno del reparto.

Le nuove apparecchiature offrono inoltre vantaggi sul fronte della radioprotezione. I sistemi permettono di ottimizzare l’utilizzo delle radiazioni ionizzanti e, quando le condizioni dell’esame lo consentono, di contenere la dose necessaria per ottenere immagini diagnostiche adeguate, contribuendo così alla tutela dei pazienti.

Il rinnovamento tecnologico si accompagna quindi alla formazione del personale, elemento indispensabile per sfruttare pienamente le potenzialità delle nuove apparecchiature.

«Disponiamo oggi di strumenti che modificano in maniera importante le nostre possibilità di analizzare numerose patologie e di fornire ai medici informazioni sempre più dettagliate», ha spiegato il direttore della Radiologia, Enrico Scarano.

«Il valore di queste tecnologie dipende anche dalle competenze degli operatori che le utilizzano. Per questo è stato sviluppato uno specifico percorso formativo. L’obiettivo non è semplicemente aumentare il numero degli esami effettuati, ma migliorare la capacità di arrivare a diagnosi accurate». 

Pulsante per tornare all'inizio