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Nobel per la Chimica 2026 a Henri Kagan e Kenso Soai: premiate le ricerche sulla chiralità

Il riconoscimento va al francese Henri Kagan e al giapponese Kenso Soai per gli studi sugli effetti non lineari e sull’autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica. Con il premio alla Chimica si completa la settimana dedicata ai Nobel scientifici.

Il Nobel per la Chimica 2026 è stato assegnato a Henri Kagan e Kenso Soai per i loro contributi alla comprensione e al controllo delle reazioni chimiche legate alla sintesi organica asimmetrica, con particolare riferimento agli effetti non lineari e ai processi di autocatalisi.

Il lavoro dei due scienziati ha contribuito a chiarire uno dei problemi che per lungo tempo hanno interessato la chimica: quello della chiralità delle molecole, ovvero la caratteristica per cui alcune strutture molecolari possono esistere in due configurazioni che sono l’una l’immagine speculare dell’altra, analogamente a quanto accade con la mano destra e quella sinistra.

Il fenomeno è particolarmente diffuso in natura e riguarda, tra gli altri, gli amminoacidi. Comprendere perché determinate molecole assumano una configurazione piuttosto che un’altra e riuscire a controllare questo processo rappresenta un passaggio fondamentale per numerose applicazioni della chimica moderna.

Secondo il presidente del Comitato Nobel per la Chimica, Heiner Linke, Kagan e Soai hanno contribuito a fornire una risposta a una questione scientifica che aveva impegnato i ricercatori per più di un secolo.

Le loro ricerche hanno permesso di approfondire il comportamento delle molecole chirali e i meccanismi attraverso i quali una particolare configurazione può essere favorita durante una reazione chimica. Risultati che hanno aperto prospettive rilevanti anche nel settore farmaceutico, dove il controllo preciso della struttura delle molecole può essere determinante nella realizzazione di nuovi medicinali.

Per Henri Kagan il premio arriva inoltre a distanza di 25 anni da una vicenda che aveva alimentato un acceso dibattito nel mondo scientifico.

Nel 2001 il Nobel per la Chimica era stato assegnato agli statunitensi Barry Sharpless e William Knowles e al giapponese Ryoji Noyori per le loro ricerche sulla catalisi asimmetrica, una metodologia che consente di ottenere molecole con una specifica configurazione.

L’esclusione di Kagan aveva suscitato proteste anche sul piano istituzionale. L’allora ministro francese della Ricerca, Roger-Gérard Schwartzenberg, aveva inviato una lettera alla Fondazione Nobel sostenendo il ruolo dello scienziato francese e ricordando come Kagan avesse pubblicato già nel 1971 importanti risultati nel campo della catalisi asimmetrica.

All’epoca Kagan era considerato uno dei ricercatori che avevano maggiormente contribuito allo sviluppo di questo settore. Il regolamento dei Nobel, tuttavia, stabilisce che un singolo premio possa essere attribuito a un massimo di tre persone.

Dopo quella vicenda, il chimico francese aveva scelto di mantenere un profilo estremamente riservato, lontano dalle polemiche.

Il riconoscimento del 2026 riporta così l’attenzione su un settore della chimica che ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo di tecniche capaci di controllare la struttura delle molecole durante le reazioni.

La possibilità di orientare la produzione di una molecola verso una specifica configurazione può avere conseguenze importanti soprattutto nella progettazione di farmaci e di altri composti destinati a interagire con sistemi biologici.

Il premio a Kagan e Soai chiude la sequenza dei Nobel scientifici di questa edizione, celebrando un filone di ricerca che collega la chimica fondamentale alle applicazioni tecnologiche e farmaceutiche.

Il Nobel assegnato a Kagan rappresenta inoltre il riconoscimento, arrivato a distanza di anni, del contributo di uno scienziato che aveva avuto un ruolo centrale nello sviluppo della chimica asimmetrica.

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