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Verstappen torna vecchio stile, Antonelli vola: Ferrari, che rimonta da incubo a podio

Il vecchio Max Verstappen è tornato. In una Sepang trasformata in un inferno d’acqua dal diluvio equatoriale, l’olandese ha ritrovato quella ferocia e quella capacità di leggere la gara che lo hanno reso uno dei dominatori della Formula 1 moderna.

Il Gran Premio del Bahrain, disputato in Malesia a causa della guerra nel Golfo, si trasforma così in una gara folle, iniziata con un’ora e mezza di ritardo e conclusa con una certezza: Verstappen è ancora lì.

Alle sue spalle, però, brilla ancora una volta Kimi Antonelli. Il pilota italiano della Mercedes conquista un secondo posto pesantissimo in ottica Mondiale e, complice il ritiro del compagno di squadra George Russell, porta a 84 punti il proprio margine in classifica. Il titolo comincia ad assumere contorni sempre più concreti.

Sul podio sale anche una Ferrari che, dopo aver rischiato di buttare via tutto nelle prime fasi, riesce almeno a salvare la faccia. Lewis Hamilton chiude terzo dopo una rimonta straordinaria, mentre Charles Leclerc porta l’altra SF a un quarto posto che non cancella però gli errori strategici del Cavallino.

Sepang accoglie il Circus con il solito clima tropicale, ma stavolta il maltempo presenta il conto. Un nubifragio costringe a posticipare la partenza di circa un’ora e mezza. Come se non bastasse, arrivano anche problemi al software delle power unit di alcune monoposto, tra cui Verstappen e le due Ferrari, durante i giri dietro la Safety Car del primo tentativo di partenza.

Quando finalmente arriva il semaforo verde, la pista è ancora pesantemente bagnata. Ed è proprio qui che la Ferrari commette il primo, pesantissimo errore.

Hamilton e Leclerc partono entrambi con gomme soft, una scelta che si rivela immediatamente disastrosa. Le due Rosse sprofondano nelle retrovie mentre Verstappen, molto più efficace nella lettura delle condizioni, sfrutta al meglio la situazione e prende il comando.

Da quel momento l’olandese non concede più nulla.

Il pilota della Red Bull gestisce una gara complicatissima con freddezza e velocità. Sul bagnato è efficace, sull’asciutto diventa imprendibile. Alla fine arriva la 72ª vittoria in carriera, una di quelle che ricordano il Verstappen dei giorni migliori: aggressivo quando serve, chirurgico quando la gara lo impone.

Dietro di lui, Antonelli prova a tenere il ritmo ma deve accontentarsi di un secondo posto che vale quasi quanto una vittoria.

«Oggi abbiamo ottenuto il miglior risultato possibile», racconta l’italiano al termine della gara. La Mercedes, secondo Antonelli, non aveva il passo della Red Bull soprattutto quando l’asfalto ha iniziato ad asciugarsi. Gli aggiornamenti portati a Sepang, inoltre, hanno creato qualche difficoltà in più del previsto.

Il pensiero è già rivolto a Singapore, dove il team potrà effettuare un confronto più attendibile tra le diverse soluzioni tecniche.

Ma intanto Antonelli sorride. E ne ha tutte le ragioni.

Se la Ferrari può festeggiare il podio, deve soprattutto ringraziare Lewis Hamilton.

La gara del sette volte campione del mondo sembrava compromessa già nei primi chilometri. La scelta delle gomme lo aveva fatto precipitare lontanissimo dalla vetta, con un distacco che a un certo punto aveva raggiunto circa un minuto.

«È stata una gara durissima a causa della scelta di gomme sbagliata che abbiamo fatto all’inizio», ammette Hamilton.

La Rossa sembrava ormai condannata a una giornata da dimenticare. Invece Hamilton non si arrende, continua a spingere e sfrutta ogni occasione. Nel finale arriva il colpo di scena: George Russell è costretto al ritiro durante una fase di Safety Car a cinque giri dalla bandiera a scacchi e Isack Hadjar eredita momentaneamente la terza posizione.

Hamilton, però, non si accontenta.

A due giri dalla fine attacca e supera Hadjar, conquistando un podio che sembrava impensabile dopo la partenza.

«Alla fine sono sul podio dopo che all’inizio ero un minuto dietro al leader», racconta il britannico. «Onestamente è la più bella delle tante gare che ho corso qui a Sepang negli anni».

Il terzo posto di Hamilton e il quarto di Leclerc permettono alla Ferrari di limitare i danni, ma il risultato non basta a placare la rabbia dei tifosi.

Nel mirino finisce soprattutto il muretto del Cavallino, protagonista di una strategia gomme che ha compromesso la gara delle due monoposto fin dalle prime battute.

La sensazione è quella di un’occasione sprecata. Con una gestione più efficace della fase iniziale, la Ferrari avrebbe potuto giocarsi una gara molto diversa. Il podio di Hamilton rappresenta un salvataggio in extremis, non certo la cancellazione degli errori commessi.

Alle spalle delle Ferrari chiude Isack Hadjar, autore di una gara solida prima di essere scavalcato da Hamilton nel finale.

Quinto Oscar Piastri con la McLaren, seguito da Liam Lawson. Fernando Alonso porta finalmente l’Aston Martin a punti con un settimo posto prezioso.

Completano la zona punti Lando Norris e Arvid Lindblad, rispettivamente nono e decimo.

La vera notizia, però, arriva dalla classifica iridata.

Con il secondo posto di Sepang e il ritiro di Russell, Antonelli sale a 320 punti, mentre il compagno di squadra resta fermo a 236. Sono 84 punti di vantaggio: un margine enorme che permette al giovane italiano di guardare al finale di stagione con crescente fiducia.

Hamilton è terzo a quota 214, Leclerc quarto a 191. Verstappen raggiunge quota 188, a pari punti con Lando Norris.

Tra i costruttori, Mercedes allunga ulteriormente con 556 punti, davanti alla Ferrari a 405 e alla McLaren a 316. Red Bull è quarta a 298.

A Sepang, dunque, cambiano molte cose. Verstappen torna a vincere da Verstappen. Antonelli fa un altro passo verso il titolo. La Ferrari, invece, scopre ancora una volta quanto sottile possa essere il confine tra un disastro strategico e un podio salvato all’ultimo respiro.

E se il Mondiale sembrava ancora aperto, dopo questa gara Antonelli ha iniziato a chiudere la porta.

Gp Bahrain, classifiche

Ordine d’arrivo del Gran Premio di F1 del Bahrain sul circuito di Sepang in Malesia:

1 Max Verstappen (Red Bull Racing)
2 Kimi Antonelli (Mercedes) +2.307
3 Lewis Hamilton (Ferrari) +4.919
4 Charles Leclerc (Ferrari) +7.258
5 Isack Hadjar (Red Bull Racing) +8.571
6 Oscar Piastri (McLaren) +9.454
7 Liam Lawson (Racing Bulls) +12.753
8 Fernando Alonso (Aston Martin) +13.372
9 Lando Norris (McLaren) +13.993
10 Arvid Lindblad (Racing Bulls) +15.928
11 Nico Hulkenberg (Audi) +17.404
12 Lance Stroll (Aston Martin) +18.052
13 Franco Colapinto (Alpine) +18.997
14 Oliver Bearman (Haas F1 Team) +22.305
15 Esteban Ocon (Haas F1 Team) +22.532
16 Pierre Gasly (Alpine) +23.315
17 Carlos Sainz (Williams) +25.431
18 Gabriel Bortoleto (Audi) +28.233
19 Sergio Perez (Cadillac) +29.310

Classifica Mondiale piloti:
1 Kimi Antonelli (Italia, Mercedes) 320
2 George Russell (Regno Unito, Mercedes) 236
3 Lewis Hamilton (Regno Unito, Ferrari) 214
4 Charles Leclerc (Monaco, Ferrari) 191
5 Max Verstappen (Paesi Bassi, Red Bull) 188
6 Lando Norris (Regno Unito, McLaren) 188
7 Oscar Piastri (Australia, McLaren) 128
8 Isack Hadjar (Francia, Red Bull) 96
9 Liam Lawson (Nuova Zelanda, Racing Bulls) 65
10 Pierre Gasly (Francia, Alpine) 41
11 Arvid Lindblad (Regno Unito, Racing Bulls) 38
12 Franco Colapinto (Argentina, Alpine) 27
13 Oliver Bearman (Regno Unito, Haas) 20
14 Gabriel Bortoleto (Brasile, Audi) 10
15 Nico Hulkenberg (Germania, Audi) 7
16 Carlos Sainz Jr. (Spagna, Williams) 7
17 Esteban Ocon (Francia, Haas) 7
18 Fernando Alonso (Spagna, Aston Martin) 7
19 Alexander Albon (Thailandia, Williams) 5
20 Yuki Tsunoda (Giappone, Racing Bulls) 1

Classifica Mondiale costruttori:
1 Mercedes 556
2 Ferrari 405
3 McLaren 316
4 Red Bull Racing 298
5 Racing Bulls 90
6 Alpine 68
7 Haas F1 Team 27
8 Audi 17
9 Williams 12
10 Aston Martin 7

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