Grillo torna a criticare il M5S: nel mirino la gestione della legge sugli incarichi in Sardegna
Nel giorno dedicato a San Francesco, Beppe Grillo riapre il confronto con il Movimento 5 Stelle e richiama i principi con cui, secondo lui, era nato il progetto politico. Al centro del nuovo intervento c’è la Sardegna e la normativa regionale sugli incarichi, approvata nel 2021 durante la precedente amministrazione di centrodestra.

Il fondatore del Movimento richiama in particolare i principi francescani di sobrietà e servizio pubblico, ricordando che il progetto politico nato nel 2009 avrebbe dovuto mettere al centro l’interesse dei cittadini e non la ricerca di vantaggi personali.
Nel nuovo intervento Grillo concentra l’attenzione sulla cosiddetta legge regionale sugli incarichi, approvata nel 2021 dalla giunta guidata da Christian Solinas.
Quando si trovava all’opposizione, il Movimento 5 Stelle aveva contestato duramente quella normativa insieme al Partito democratico, sostenendo che avrebbe favorito un aumento di nomine, collaborazioni e consulenze nell’amministrazione regionale.
La situazione è cambiata dopo l’arrivo del M5S alla guida della Regione, all’interno della coalizione che sostiene la presidente Alessandra Todde. Secondo Grillo, la norma non sarebbe stata cancellata e le possibilità previste dalla legge sarebbero state utilizzate anche dalla nuova amministrazione.
È proprio su questo passaggio che si concentra la sua contestazione. Nel suo intervento, Grillo sostiene che, alla luce dei principi richiamati dal Movimento, l’abolizione della normativa avrebbe dovuto rappresentare una delle prime decisioni della nuova maggioranza.
L’attacco dell’ex garante non riguarda quindi soltanto una specifica disposizione regionale, ma investe il rapporto tra il Movimento e la sua impostazione originaria.
Grillo ricorda la nascita del M5S, avvenuta il 4 ottobre 2009, e richiama l’idea di una forza politica concepita come strumento di partecipazione e di servizio nelle istituzioni.
Il riferimento a San Francesco diventa così il filo conduttore della sua riflessione: secondo Grillo, quei principi dovrebbero continuare a rappresentare un punto di riferimento per chi svolge attività politica.
L’intervento si conclude con una nuova critica alla situazione attuale del Movimento e con un interrogativo rivolto, implicitamente, ai suoi rappresentanti: quanto resta oggi di quei valori nella pratica politica e amministrativa?
Il nuovo messaggio arriva in una fase nella quale il rapporto tra Grillo e l’attuale dirigenza del Movimento resta segnato da posizioni differenti sull’identità e sulla direzione politica del M5S.
La questione sarda diventa così, nelle parole del fondatore, un ulteriore esempio del confronto tra i principi proclamati e le scelte adottate nelle istituzioni.