Latronico, nuove minacce a Maurizio Bolognetti: “Qualcuno sta aspettando che si passi dalle parole ai fatti?”
Il giornalista e segretario di Radicali Lucani si rivolge a Questore, Procura, Prefetto e vertici dell’Arma: “La mia sicurezza e quella della mia famiglia sono a rischio. Occorre rafforzare la Stazione dei Carabinieri di Latronico”

LATRONICO (PZ) – Nuova denuncia di Maurizio Bolognetti, giornalista freelance e segretario di Radicali Lucani, che in una lettera indirizzata al Questore di Potenza, al Procuratore capo presso il Tribunale di Lagonegro, al Prefetto di Potenza e ai vertici regionali dell’Arma dei Carabinieri racconta due episodi di minacce che, secondo la sua ricostruzione, si sarebbero verificati il 30 settembre e il 2 ottobre 2026.
Una vicenda che, sostiene Bolognetti, avrebbe ormai superato il livello delle semplici intimidazioni verbali e che lo avrebbe spinto a chiedere un intervento immediato delle autorità competenti.
“Mi hanno minacciato di morte e aggredito con oggetti”
Il primo episodio, racconta Bolognetti, sarebbe avvenuto il 30 settembre, intorno alle 12.20. Il giornalista riferisce di essere stato avvicinato da una persona che, a suo dire, avrebbe pronunciato una minaccia di morte legata alla possibile pubblicazione della fotografia di un’automobile.
Secondo il racconto contenuto nella denuncia, l’uomo avrebbe successivamente impugnato un bastone di legno, avvicinandosi a circa un metro dal giornalista e intimandogli di andarsene.
Bolognetti parla di “minacce aggravate” e richiama nella sua lettera anche la nozione di minaccia realizzata attraverso modalità materiali o simboliche.
Ma, secondo il giornalista, l’episodio più grave sarebbe avvenuto la mattina del 2 ottobre, quando la stessa persona si sarebbe presentata nei pressi della sua abitazione.
“Ha intravisto mia moglie e ha iniziato ad urlare: ‘Sta qui il giornalista con il cane?’”, racconta Bolognetti.
Secondo la sua ricostruzione, quando si sarebbe affacciato al balcone, l’uomo avrebbe iniziato a rivolgergli insulti e minacce, invitandolo anche a scendere. Bolognetti riferisce inoltre di minacce rivolte alla propria abitazione e alla sua persona.
La situazione, sempre secondo quanto denunciato, sarebbe poi degenerata quando l’uomo avrebbe sradicato due bastoni di ferro dalle piante presenti al piano terra dell’abitazione, lanciandoli nella sua direzione con l’intento, sostiene Bolognetti, di colpirlo.
La richiesta al Questore: “Emani un foglio di via”
Di fronte a quanto accaduto, Bolognetti chiede alle autorità un intervento immediato.
“Attenderei ancora per sollecitare un immediato provvedimento di Daspo/Foglio di Via al Questore di Potenza – scrive – significherebbe mettere a rischio la mia sicurezza fisica e quella della mia famiglia”.
Il giornalista manifesta inoltre il timore che gli episodi possano essere collegati alle attività di informazione e alle vicende delle quali si è occupato negli ultimi mesi.
Nella sua lettera riferisce inoltre della presenza di due donne che, a suo dire, sarebbero in grado di confermare quanto accaduto il 30 settembre, chiedendo che gli episodi vengano verificati dagli organi competenti.
“Chi gli ha dato il mio indirizzo?”
Uno degli interrogativi sollevati da Bolognetti riguarda inoltre la conoscenza del suo domicilio da parte dell’uomo che indica come responsabile delle minacce.
“Chi gli ha dato il mio indirizzo di casa?”, si domanda il giornalista, ipotizzando che dietro la vicenda possano esserci ulteriori responsabilità.
Si tratta, precisa lo stesso Bolognetti, di interrogativi sui quali dovranno essere eventualmente gli investigatori a fare piena luce.
“Qui non è solo in ballo la mia personale sicurezza – scrive – qui è in ballo un principio inderogabile il cui rispetto è necessario per avere una civile convivenza”.
L’appello per la Stazione dei Carabinieri di Latronico
Nella parte conclusiva della lettera, Bolognetti allarga il tema alla presenza delle forze dell’ordine sul territorio lucano e si rivolge direttamente al comandante della Legione Carabinieri Basilicata, generale di brigata Luca Mennitti.
Il giornalista chiede di rafforzare le stazioni dei Carabinieri presenti sul territorio, a partire proprio da quella di Latronico.
“Attualmente sono in servizio solo tre Carabinieri”, afferma Bolognetti, sottolineando come la presenza della stazione dell’Arma rappresenti, a suo giudizio, “garanzia di tutela del territorio, delle persone” e un presidio fondamentale per il rispetto della legge.
La richiesta è dunque duplice: da una parte l’intervento delle autorità rispetto agli episodi denunciati, dall’altra un potenziamento degli organici delle stazioni dell’Arma nei piccoli centri.
“Non voglio vivere da prigioniero”
Bolognetti conclude la sua lettera con parole particolarmente dure, sostenendo di vivere una condizione di crescente inquietudine.
“Di certo, allo stato dell’arte, io sono prigioniero e il delinquente è a piede libero e continua a fare quello che è”, scrive.
E aggiunge un passaggio rivolto direttamente alle istituzioni: “C’è da ripristinare diritti costituzionali e il primato della legge, senza il quale vivremmo in una giungla”.
La lettera si chiude con una richiesta di risposta alle autorità destinatarie e con un appello alla legalità.
“Se mi dovesse accadere qualcosa solo perché pretendo di difendere legge, legalità e Costituzione – scrive Bolognetti – la responsabilità sarà di chi non ha fatto nulla e di chi si è vilmente trincerato dietro l’omertà”.
La denuncia è ora nelle mani degli organi competenti, ai quali spetterà verificare i fatti riferiti dal giornalista, identificare eventuali responsabilità e valutare l’adozione degli eventuali provvedimenti previsti dalla legge.