Basilicata, infrastrutture e logistica al centro della strategia per la crescita: firmato l’accordo per l’Interporto di Ferrandina
A Matera il confronto promosso da Confindustria Basilicata. Strade, ferrovie, porti e piattaforme logistiche al centro del dibattito. Bardi: “Stiamo costruendo una Basilicata più connessa”. Da Anas un piano da circa 3 miliardi per la rete regionale

Fare delle infrastrutture un elemento strutturale delle politiche di sviluppo della Basilicata, collegando in modo più efficace aree produttive, sistemi ferroviari, rete stradale, porti e mercati.
È stato questo il filo conduttore dell’incontro “Sulle rotte dello sviluppo. Infrastrutture, Trasporti e Logistica per una Basilicata più competitiva”, promosso da Confindustria Basilicata nella sala convegni di UnaHotels MH Matera, al borgo Venusio.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema imprenditoriale e dei principali soggetti impegnati nella gestione e nella programmazione delle reti di collegamento.
Al centro del confronto la necessità di ridurre i divari infrastrutturali della regione e, allo stesso tempo, sfruttare la posizione della Basilicata nel Mezzogiorno per favorire scambi commerciali, investimenti e crescita delle attività produttive.
Ad aprire i lavori sono stati gli interventi istituzionali del sindaco di Matera Antonio Nicoletti, del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, del procuratore generale della Corte d’Appello di Potenza Francesco Basentini e del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi.
Nel suo intervento, D’Alema ha posto l’accento sulla necessità di superare una programmazione basata su singole opere, puntando invece su una rete coordinata capace di mettere in relazione infrastrutture e sistema produttivo.
«Le nostre imprese hanno bisogno di essere integrate nei grandi flussi economici e logistici del Paese e del Mediterraneo», ha sottolineato il presidente di Confindustria Basilicata, evidenziando l’importanza di un sistema nel quale strade, ferrovie, porti, piattaforme logistiche e imprese possano operare in maniera complementare.
Secondo D’Alema, la Basilicata continua a vivere una condizione di difficoltà sul piano dell’accessibilità, nonostante la sua collocazione geografica. Migliorare i collegamenti viene quindi indicato come una condizione per favorire nuovi investimenti, sostenere le esportazioni e consolidare il tessuto produttivo.
Tra le priorità richiamate figurano il completamento delle opere già finanziate e la definizione di una nuova fase di potenziamento della rete ferroviaria e stradale.
Sul versante ferroviario, particolare attenzione è stata riservata agli interventi finanziati anche attraverso il PNRR e al collegamento Matera-Ferrandina, da inserire, secondo Confindustria Basilicata, in un sistema più ampio capace di collegare la città dei Sassi alla direttrice verso Gioia del Colle e alla rete ferroviaria nazionale.
Per la viabilità sono stati indicati come strategici il raccordo Sicignano-Potenza, la Basentana, la Potenza-Melfi e il progetto di raddoppio della Statale 7 Matera-Ferrandina, comprensivo del bypass di Matera.
Il mondo industriale ha inoltre sollecitato tempi definiti per l’esecuzione delle opere, monitoraggio costante dei cantieri e disponibilità delle risorse necessarie.
Un capitolo specifico è stato dedicato anche al trasporto aereo, con la proposta di sviluppare una strategia coordinata con gli aeroporti del Mezzogiorno e di valorizzare infrastrutture come l’Aviosuperficie Enrico Mattei di Pisticci.
Nel corso del confronto è intervenuto anche Leopoldo Destro, vicepresidente di Confindustria con delega a Trasporti, Logistica e Industria del turismo.
Destro ha evidenziato il peso economico della logistica e del sistema dei trasporti, indicando questi comparti come componenti della produttività nazionale.
La conclusione del PNRR nel 2026, ha osservato, pone inoltre il tema della continuità degli investimenti e della capacità di trasformare gli interventi realizzati in una programmazione strutturale.
Guardando alla Basilicata, Destro ha richiamato la collocazione della regione tra Tirreno, Ionio e Adriatico e la necessità di rafforzare le connessioni di Melfi, Potenza, Matera e Metapontino con le principali direttrici nazionali ed europee.
Tra gli obiettivi indicati anche il potenziamento dell’asse Salerno-Potenza-Bari, lo sviluppo dell’intermodalità, l’integrazione con la ZES Unica e la valorizzazione dell’Interporto di Ferrandina.
Uno dei passaggi centrali dell’iniziativa è stata la sottoscrizione del Protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’Interporto Valbasento di Ferrandina come retroporto del Porto di Taranto.
L’accordo è stato firmato da Regione Basilicata, Comune di Ferrandina, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Matera e Confindustria Basilicata, alla presenza del sindaco di Ferrandina Carmine Lisanti.
L’intesa punta alla realizzazione di un sistema logistico integrato tra Porto di Taranto e Ferrandina, con lo scalo ionico destinato a svolgere la funzione di gateway marittimo e l’area della Valbasento quella di piattaforma terrestre per consolidamento, lavorazione e distribuzione delle merci.
Tra gli interventi considerati prioritari figura il collegamento ferroviario dell’area industriale di Ferrandina con la rete RFI. Per questo progetto è prevista una programmazione finanziaria FSC che punta a raggiungere i 19 milioni di euro, attraverso la riprogrammazione dell’Accordo per la Coesione.
Il documento prevede inoltre, entro 180 giorni, la predisposizione di un Masterplan logistico-funzionale Ferrandina-Taranto, accompagnato da un Investment Dossier e da un’analisi della domanda logistica delle imprese.
Confindustria Basilicata sarà coinvolta nel raccordo con il sistema produttivo, con il compito di contribuire all’individuazione delle esigenze delle aziende, alla definizione dei servizi dell’Interporto e alla promozione dell’iniziativa nei confronti di operatori e investitori.
Tra le prospettive dell’accordo rientrano anche l’inserimento dell’infrastruttura nella programmazione della ZES Unica, la possibilità di istituire una Zona Franca Doganale, il percorso di riconoscimento dell’Interporto da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la ricerca di ulteriori risorse nazionali ed europee.
«L’Interporto di Ferrandina si avvia a diventare una realtà strategica di livello europeo», ha affermato il sindaco Carmine Lisanti, sottolineando il lavoro svolto dall’amministrazione comunale per portare avanti un progetto considerato rilevante per la Valbasento e per il Mezzogiorno.
Nel suo intervento, il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi ha collegato il tema delle infrastrutture alle prospettive economiche e occupazionali del territorio.
«Lo sviluppo di un territorio ha bisogno di una direzione chiara, ma soprattutto di infrastrutture efficienti», ha dichiarato Bardi, secondo il quale la possibilità di spostare persone e merci in tempi e con costi competitivi rappresenta un elemento importante per attrarre investimenti e sostenere le imprese.
Il presidente lucano ha quindi fatto il punto sugli interventi in corso e programmati, citando il ripristino del Frecciarossa, realizzato con la compartecipazione economica della Regione Puglia, i lavori sulle direttrici Battipaglia-Potenza e Foggia-Potenza, la velocizzazione della tratta Grassano-Bernalda e il completamento della linea Ferrandina-Matera, indicato entro il 2028.
Parallelamente, in collaborazione con Anas, prosegue il programma destinato a migliorare i collegamenti tra l’area del Vulture-Melfese, il Materano e il Tirreno lucano, insieme agli interventi sulla viabilità provinciale e sulle connessioni con le aree interne.
Sul fronte aeroportuale, Bardi ha ricordato gli interventi di adeguamento tecnologico dell’Aviosuperficie Enrico Mattei di Pisticci, resa idonea all’operatività notturna e configurata come aeroporto di aviazione generale. Dopo il bando pubblicato il 28 settembre, l’assegnazione della concessione è attesa entro la fine dell’anno.
Il governatore ha inoltre evidenziato il ruolo dell’Interporto di Ferrandina e della Valbasento come piattaforma logistica collegata al Porto di Taranto, ricordando la copertura finanziaria regionale di 19 milioni di euro attraverso fondi FSC e la riprogrammazione dell’Accordo per la Coesione.
«Stiamo costruendo una Basilicata unita e connessa, in cui ferrovia, strada, porto e aviazione lavorano come un unico sistema produttivo», ha concluso Bardi.
Anas: in Basilicata investimenti per circa 3 miliardi
Durante la tavola rotonda è stato illustrato anche il programma di interventi previsto da Anas per la rete lucana.
L’amministratore delegato Claudio Andrea Gemme ha presentato il quadro del Piano Industriale Anas 2026-2035, che a livello nazionale prevede investimenti complessivi per 43,2 miliardi di euro.
In Basilicata, Anas gestisce oltre 1.000 chilometri di rete. Il programma regionale vale complessivamente circa 3 miliardi di euro, dei quali circa 980 milioni destinati alla manutenzione programmata e oltre 2 miliardi alla realizzazione di nuove opere.
Tra gli interventi considerati prioritari per il Materano figura l’itinerario Ferrandina-Matera della SS7 Appia, articolato in quattro interventi attualmente in fase di progettazione.
Il tratto compreso tra Miglionico e la SP380, dal valore di circa 25 milioni di euro, è già finanziato e viene indicato come appaltabile entro la fine dell’anno. Gli altri progetti riguardano il bypass di Matera, il collegamento Gioia del Colle-Borgo Venusio e l’ammodernamento della SS7 dallo svincolo di Ferrandina sulla SS407 Basentana fino a Matera.
Negli ultimi cinque anni sono stati completati interventi per oltre 220 milioni di euro sulla SS407 Basentana, sul raccordo autostradale 5 Sicignano-Potenza e sulla SS658 Potenza-Melfi.
Tra le opere previste figurano inoltre gli interventi sulla SS18 Tirrena Inferiore a Maratea, con le gallerie di Crivi e Acquafredda, per circa 47 milioni di euro, e la nuova galleria di Castrocucco, con un investimento superiore a 60 milioni. Il bypass di Castrocucco è stato reso fruibile nel settembre 2026.
«Lo sviluppo infrastrutturale passa dalla capacità di costruire reti, non soltanto singole opere», ha affermato Gemme, sottolineando l’importanza di una maggiore integrazione tra i diversi sistemi di mobilità.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema della digitalizzazione delle infrastrutture, attraverso sistemi di monitoraggio e strumenti di manutenzione predittiva finalizzati a individuare in anticipo eventuali criticità e migliorare sicurezza e resilienza.
Gemme ha infine richiamato la necessità di individuare nuove risorse sovranazionali per sostenere gli investimenti nella rete stradale, proponendo un grande programma dedicato alla sicurezza, all’innovazione e alla resilienza delle infrastrutture.
Il confronto di Matera ha riunito competenze diverse del settore infrastrutturale e logistico. Alla tavola rotonda, moderata dal direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno Mimmo Mazza, hanno partecipato Claudio Andrea Gemme per Anas, Lucio Menta della Direzione Investimenti di RFI, Leopoldo Destro per Confindustria, Federico Pittaluga, amministratore delegato di Medlog/Medway/MVN – MSC Group, Giovanni Gugliotti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto, e Luigi Fazzone, provveditore alle Opere Pubbliche di Puglia e Basilicata.
Dal confronto è emersa la centralità di una programmazione coordinata, nella quale le singole opere possano diventare parti di un sistema più ampio.
Per la Basilicata la sfida riguarda quindi non soltanto la realizzazione dei nuovi collegamenti, ma anche la capacità di collegare le infrastrutture esistenti alle aree industriali, ai porti e ai mercati, creando condizioni più favorevoli per le imprese e per i territori.
Il progetto dell’Interporto di Ferrandina si inserisce in questa prospettiva, con l’obiettivo di costruire un collegamento stabile tra la Valbasento, il Porto di Taranto e le principali direttrici nazionali e internazionali delle merci.