CULTURA E EVENTI

Grumento Nova, la qualità agroalimentare al centro della quinta edizione dei Dialoghi ANARSIA

In Val d’Agri tre giornate di confronto tra istituzioni, Agenzie regionali, ricerca e comparto agricolo. Riflettori su produzioni certificate, sostenibilità, identità dei territori e innovazione

La Basilicata ospita la quinta edizione dei Dialoghi ANARSIA, iniziativa che riunisce rappresentanti delle Agenzie e degli organismi regionali impegnati nella promozione dello sviluppo agricolo, della ricerca e dell’innovazione.

L’appuntamento di quest’anno si svolge in Val d’Agri, a Grumento Nova, dal 30 settembre al 2 ottobre, e propone un confronto nazionale dedicato al rapporto tra qualità delle produzioni agroalimentari e valorizzazione dei territori.

L’iniziativa è promossa da ANARSIA, in collaborazione con ALSIA e con la Direzione Agricoltura della Regione Basilicata. Al tavolo siedono istituzioni, enti di ricerca, Agenzie regionali, organizzazioni e operatori del comparto agroalimentare, chiamati a condividere esperienze e strumenti per affrontare le trasformazioni che interessano il mondo agricolo.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è “La qualità che racconta il territorio: quando un prodotto diventa identità”. Un tema che pone l’accento sul legame tra produzioni agricole, patrimonio locale e sviluppo delle aree rurali.

La giornata inaugurale ha rappresentato un primo momento di approfondimento sulle strategie regionali dedicate alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari.

Al confronto hanno partecipato esponenti del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, del CREA, dell’ISMEA, delle Agenzie regionali e delle strutture agricole regionali.

Presenti anche realtà provenienti da territori nei quali non è attiva una specifica Agenzia regionale di sviluppo agricolo, tra cui Puglia e Campania. L’obiettivo è favorire uno scambio di esperienze e mettere in comune metodologie e pratiche sperimentate nei diversi contesti territoriali.

Per Michele Blasi, direttore dell’ALSIA, i Dialoghi rappresentano uno spazio utile per consolidare la collaborazione tra le diverse realtà regionali.

“Mettere in relazione Agenzie e territori significa condividere competenze, risultati e soluzioni già sperimentate, creando una base comune per affrontare le nuove esigenze dell’agricoltura”, ha spiegato Blasi.

Secondo il direttore dell’ALSIA, la scelta della Basilicata di porre al centro dell’incontro il binomio qualità-territorio nasce dalla necessità di considerare il prodotto agroalimentare non soltanto dal punto di vista della certificazione, ma anche come espressione di cultura, storia, biodiversità e saperi locali.

In questa prospettiva, l’Agenzia punta a rafforzare il proprio contributo al sistema regionale dell’innovazione agricola, favorendo il collegamento tra ricerca scientifica, sperimentazione, nuove tecnologie e aziende.

L’obiettivo indicato è rendere più diretto il trasferimento delle conoscenze dal mondo della ricerca alle imprese agricole, affinché le innovazioni possano tradursi in strumenti concreti per migliorare le scelte produttive, la competitività aziendale e la gestione sostenibile delle risorse.

Il programma della seconda giornata prevede diversi momenti di approfondimento dedicati alle produzioni di qualità. Tra gli appuntamenti è previsto il workshop “Prodotti di qualità: territorio e sostenibilità”, articolato in sessioni dedicate al rapporto tra produzioni e territori e alle strategie per una maggiore sostenibilità.

Spazio anche ai Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), alla loro valorizzazione e alle opportunità legate alla promozione delle specificità locali.

Il programma comprende inoltre una tavola rotonda dedicata al ruolo delle certificazioni, dei consorzi e delle esperienze maturate nei diversi territori regionali.

Tra i temi affrontati nel corso della manifestazione figurano anche le produzioni DOP e IGP, l’agricoltura biologica, la tracciabilità, i marchi di qualità e le possibilità di integrazione tra comparto agroalimentare, turismo rurale, ristorazione e promozione dei piccoli centri.

Sul significato della manifestazione è intervenuto anche l’assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, che ha sottolineato il valore del rapporto tra prodotto e territorio.

“La qualità di un prodotto non dipende soltanto dal processo produttivo, ma anche dalla capacità di esprimere la storia e le caratteristiche del territorio di provenienza”, ha dichiarato l’assessore, evidenziando la necessità di trasformare le eccellenze agroalimentari in opportunità economiche per le comunità rurali.

Per Cicala, la scelta della Basilicata e della Val d’Agri come sede dell’edizione 2026 assume inoltre un significato particolare, considerando il percorso che ha portato alla nascita di ANARSIA a partire dalla Carta di Intenti “Lucania 2021”.

La rete riunisce oggi differenti realtà regionali con l’obiettivo di favorire la circolazione delle conoscenze e dell’innovazione e di mettere a disposizione delle imprese nuovi strumenti per rafforzare i sistemi agricoli locali.

“Non è sufficiente produrre qualità – ha sottolineato Cicala – occorre costruire intorno alle produzioni anche reputazione, organizzazione e capacità di affrontare i mercati. I prodotti possono diventare ambasciatori dei territori e contribuire alla loro promozione”.

L’appuntamento si concluderà il 2 ottobre con una giornata dedicata alla conoscenza diretta del patrimonio storico, culturale e agroalimentare della Val d’Agri.

Il programma prevede la visita al Museo e Parco archeologico di Grumentum e ai Fondaci del Canestrato di Moliterno IGP, offrendo ai partecipanti l’occasione di collegare i temi affrontati durante il confronto nazionale alle realtà produttive e culturali del territorio.

La conclusione dei Dialoghi ANARSIA sarà accompagnata dalla presentazione del documento finale della quinta edizione, destinato a raccogliere gli elementi emersi durante le tre giornate di lavoro.

La Basilicata si presenta così come luogo di incontro tra esperienze differenti, con l’obiettivo di mettere in relazione agricoltura, innovazione, ricerca e valorizzazione territoriale. Un percorso nel quale produzioni agroalimentari, patrimonio locale e nuove strategie di sviluppo vengono affrontati come componenti di un unico sistema.

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