MUSICA

Il 4 ottobre a Santeramo il concerto che inaugura la fase autunnale del Gezziamoci

Jazz di tromboni sotto la grande quercia

Le note del Dunbones Trombone Consort porteranno a scoprire una meraviglia della natura nascosta nei pressi di un’antica masseria

Musica e paesaggio, note, spartiti, suoni, meraviglie della natura, echi della tradizione e della cultura enologica, storia e tecniche di architettura, sono le chiavi di volta del concerto che inaugura la fase autunnale della 39ª edizione del Gezziamoci, il Jazz Festival della Basilicata a cura dell’associazione culturale materana Onyx Jazz Club.

Il grande palcoscenico della Murgia ospita il “Concerto per una grande Quercia” in programma domenica 4 ottobre, alle 10.30, in territorio di Santeramo in Colle. Più precisamente la meta è la storica masseria dello Stabilimento vinicolo De Laurentis.

Per l’occasione si conterà il secondo sconfinamento del festival in Puglia dopo le cinque serate organizzate in agosto a Martina Franca, comune che ha aderito alla Rete culturale del Gezziamoci.

Protagonista della trasferta santeramana sarà il Dunbones Trombone Consort, ensemble di trombonisti provenienti dal Conservatorio di musica “Duni” di Matera e dai due licei musicali della provincia diretto da Antonio Reda, con un repertorio jazz che sarà la colonna sonora di una sorprendente esplorazione e di una piacevole scoperta.

L’attrazione è un albero padre, un gigante che proteggeva uno stabilimento vinicolo dall’irradiamento dei raggi solari.

Destinataria dell’omaggio musicale una quercia con più di 500 anni di vita, nascosta nei pressi di una masseria dell’Ottocento che a sua volta è un mirabile esempio di archeologia industriale.

L’edificio è il cuore dello storico stabilimento vinicolo De Laurentis, in contrada Matine De Laurentis, prossimo alla strada che collega Matera a Santeramo, l’attuale strada provinciale 271.

Le Matine sono territori adiacenti al torrente Viglione che una volta si presentavano come una pianura paludosa. Furono bonificati durante il ventennio fascista e trasformati in una delle zone più fertili della Murgia.

La masseria costituisce l’evoluzione delle cantine vinicole. La sua costruzione si deve al cav. Luigi Patroni Griffi-De Laurentiis, nato a Corato nel 1845 da Filippo Patroni Griffi e Isabella De Laurentiis.

Come scrive Giulia Quaranta nella tesi di laurea sperimentale in Progettazione tecnologica dell’architettura dal titolo “Architettura e paesaggio tra tradizione e innovazione.

Recupero e rigenerazione dello stabilimento vinicolo De Laurentis di Santeramo in Colle”, discussa all’Università di Basilicata nell’anno accademico 2022-2023, relatori il prof. ing. Antonello Pagliuca e la prof.ssa arch. Chiara Rizzi, «emerge sin dal principio quanto lo stabilimento risultasse strettamente legato alla figura del suo proprietario, difatti il periodo di maggiore splendore resta legato agli anni della breve vita del suo fondatore.

Il cav. Patroni Griffi-De Laurentiis è stata una figura di notevole rilievo sia per il Comune di Santeramo sia per l’industria manifatturiera pugliese in quanto oltre ad essere stato sindaco di Santeramo per qualche anno, ha anche saputo dare un notevole contributo alla viticoltura pugliese…

È interessante l’origine del progetto, in quanto secondo alcune fonti, il cav. Luigi Patroni Griffi-De Laurentiis in uno dei suoi vari viaggi rimase colpito dagli Châteaux bordolesi e dopo averne appurato la funzionalità e la realizzabilità decise costruirne uno proprio seguendo lo stile e la disposizione volumetrica, realizzandolo con le maestranze locali pugliesi.

Questo spiega l’atipicità dell’edificio che si differenziava sia dagli altri stabilimenti enologici realizzati nello stesso periodo sia rispetto al contesto murgiano».

Solo nel periodo tra il 1890 ed il 1902, sotto la sapiente guida del suo lungimirante proprietario, fu la culla di un centro di produzione di vini scelti. Ed è curioso scoprire quanto gli insetti ne abbiano condizionato la storia.

«Durante il 1886 – scrive Giulia Quaranta nella tesi – De Laurentiis intraprese una serie di viaggi e di ricerche in vista dell’imminente attacco della fillossera che aveva iniziato ad intaccare i vitigni bordolesi, difatti Santeramo fu proprio uno dei primi Comuni pugliesi ad essere colpito da questo insetto nel 1899.

Da questi viaggi e dai vari esperimenti effettuati emerse che le viti di tipo “americano” erano quelle più resistenti all’attacco di questo tipo di insetti e per poter superarne l’invasione furono informati tutti i viticoltori pugliesi…

Dopo la morte di De Laurentiis, nel 1902, venne segnato il lento tramonto di questo stabilimento poiché passò a suo fratello Filippo De Laurentiis il quale provò a continuare l’attività vinicola senza ricavarne profitto perché non riuscì ad eguagliare i successi del fratello.

Inoltre, nel 1914, poco prima della morte di De Laurentiis l’uva contrasse la peronospora, una malattia che arrivò a decimare la maggior parte dei vigneti del Meridione.

Nel 1914 terminò definitivamente la storia produttiva della cantina poiché l’attività iniziò a subire un lento declino a cavallo della prima guerra mondiale e nello stesso periodo venne a mancare Filippo De Laurentiis…

Il possesso dello stabilimento da parte della famiglia De Laurentiis cessò nel 1939, quando Giuseppe De Laurentiis, unico possessore, decise di vendere la struttura ad un ricco proprietario altamurano, Fabio Indrio, il quale si impegnò con un discreto successo a tenere alta la fama dello stabilimento, continuando a produrre fino agli anni ’60.

Purtroppo, agli inizi degli anni ’70, lo stabilimento passò a Teresa Indrio, moglie di Fabio Indrio, subendo un’attacco di termiti che distrussero le capriate lignee del tetto della copertura del primo piano, parte degli infissi e le botti situate al piano terra.

Subito dopo questo attacco venne preso il provvedimento di murare la maggior parte delle aperture (di porte e finestre) riuscendo a salvare parte del bottame impregnato di resine nella parte sottostante.

Una volta persa quella che è la sua primordiale vocazione alla produzione e alla conservazione del vino, in questo periodo, si decise di estirpare tutti i vigneti presenti, dividendo lo stabilimento in due proprietà».

Oggi lo stabilimento, acquistato in due fasi dal geometra altamurano Giovanni Martimucci, offre la possibilità di visitarlo e di curiosare tra le rimanenze di quelle che erano le antiche attrezzature per la produzione che sono rimaste lì, «ad attestare come l’arte della vinificazione abbia segnato profondamente la cultura pugliese».

Domenica 4 ottobre il festival condurrà in questi luoghi all’ascolto del Dunbones Trombone Consort, un gruppo di formazione variabile, composto da 8-14 trombonisti provenienti dal Conservatorio “Duni” e dai due licei musicali della provincia di Matera. L’ensemble si propone l’obiettivo di creare connessioni musicali con il territorio, promuovendo l’educazione musicale nei vari contesti scolastici, sin dall’età dell’infanzia, come attività di crescita e formazione personale e culturale.

Sotto la guida del maestro Antonio Reda, docente di trombone del Conservatorio “Duni”, il gruppo ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di “Ensemble stabile in residenza”, all’interno della stessa istituzione musicale, risultando attualmente uno dei gruppi ufficiali promossi dal Conservatorio della provincia materana, sui siti e sulle pagine ufficiali.

L’obiettivo è fare musica divertendosi, far conoscere le splendide sonorità e possibilità timbriche del trombone e dell’ensemble allargato, incentivare l’orientamento musicale sin dagli approcci propedeutici, radicarsi sul territorio come riferimento per la crescita delle istituzioni musicali presenti (associazioni, licei, conservatori) esibendosi in vari contesti e con repertorio ampio e variegato, spaziando dal classico alla musica contemporanea e passando anche attraverso gli arrangiamenti dei più famosi brani pop, rock e jazz della storia della musica.

Il concerto è organizzato da OnyxCEAS.Basilicata, perché a luglio l’Associazione di promozione sociale è stata riconosciuta dalla Regione Basilicata Centro di educazione ambientale e sostenibilità, in collaborazione con l’agenzia culturale WeStart e il Conservatorio di musica “E.R. Duni”. A far da cicerone si presterà l’attuale proprietario dello stabilimento, il geometra Martimucci, accompagnando il pubblico del Gezziamoci nella visita alla masseria e agli edifici di pertinenza che raccontano un’antica storia di successo nel campo della vinicultura.

 

Pulsante per tornare all'inizio