POLITICA

«Il Mezzogiorno non può smettere di raccontarsi». UIL e UIL Pensionati portano al centro del confronto longevità, spopolamento e aree interne. Il 29 settembre a Matera, il 30 a Sant’Arcangelo

Basilicata, la regione che invecchia cerca il suo futuro e quello delle aree interne
De Rita per due giorni in Basilicata: «Il Mezzogiorno non può smettere di raccontarsi». UIL e UIL Pensionati portano al centro del confronto longevità, spopolamento e aree interne. Il 29 settembre a Matera, il 30 a Sant’Arcangelo.
 La Basilicata invecchia, si spopola e rischia di perdere pezzi di territorio. Ma proprio nei paesi che sembrano più fragili può nascondersi una parte della risposta al futuro della regione. È da questo paradosso che partirà il confronto con Giuseppe De Rita, fondatore del Censis, atteso in Basilicata il 29 e 30 settembre per due giornate dedicate alla grande trasformazione demografica e sociale del Mezzogiorno.
Non sarà soltanto un appuntamento sulla terza età. Sarà soprattutto una riflessione su che cosa può diventare una regione nella quale gli anziani aumentano, i giovani diminuiscono e intere comunità delle aree interne fanno sempre più fatica a mantenere servizi, relazioni e prospettive di sviluppo.
A promuovere l’iniziativa sono UIL Basilicata e UIL Pensionati Basilicata, con il patrocinio del Comune di Sant’Arcangelo. De Rita sarà a Matera il 29 settembre per una serie di incontri istituzionali e il giorno successivo si trasferirà a Sant’Arcangelo, dove la longevità e il futuro della Basilicata saranno al centro di un confronto pubblico.
È una presenza che arriva nel momento in cui la questione demografica è diventata una delle grandi emergenze strutturali della regione. E i numeri del recente rapporto Censis “Invecchiare nell’Italia della longevità” danno la misura di una trasformazione che non riguarda soltanto la Basilicata: gli over 65 in Italia hanno superato i 14,8 milioni e nel 2050 saranno più di un terzo della popolazione.
In Basilicata, però, l’effetto si somma a un’altra dinamica: lo spopolamento delle aree interne. Meno giovani significa meno famiglie, meno nascite, meno utenti per i servizi; più anziani significa invece una domanda crescente di sanità, assistenza, mobilità e servizi di prossimità. È il cortocircuito demografico sul quale UIL e UIL Pensionati chiedono di aprire una discussione che non sia soltanto assistenziale, ma riguardi direttamente il modello di sviluppo regionale.
Ed è proprio qui che acquista particolare valore il contributo di De Rita, da sempre convinto del primato del sociale e del locale nella lettura dello sviluppo meridionale. La sua riflessione parte dalla necessità di guardare ai territori non come semplici destinatari di politiche pubbliche, ma come soggetti capaci di esprimere energie, relazioni e capacità autonome.
De Rita ha più volte richiamato il rischio di un «Mezzogiorno che non si racconta più». Una formula che oggi interroga direttamente una regione come la Basilicata: se i territori smettono di raccontarsi, rischiano di diventare soltanto numeri nelle statistiche dello spopolamento. Se invece riescono a riconoscere le proprie risorse e a costruire nuove relazioni, possono tornare a essere comunità.
È questa la prospettiva che il confronto di Sant’Arcangelo intende mettere a fuoco: passare dal “territorio senza” al territorio che costruisce sviluppo, dal paese considerato marginale alla comunità capace di valorizzare il proprio potenziale endogeno.
Una riflessione che affonda le radici nella lettura che De Rita diede già alla fine degli anni Settanta del nuovo protagonismo meridionale, quando emerse quella che definì una «nuova responsabilità soggettuale»: il superamento dell’immagine di un Mezzogiorno unitariamente arretrato e attendista e la scoperta di soggetti e realtà locali capaci di produrre sviluppo.
Oggi quella intuizione torna attuale, ma dentro uno scenario completamente diverso. La Basilicata non deve soltanto confrontarsi con il divario economico e infrastrutturale: deve fare i conti con la demografia. E una regione anziana non può permettersi che l’invecchiamento significhi automaticamente isolamento.
Per questo UIL e UIL Pensionati intendono spostare il tema della longevità dal terreno esclusivamente previdenziale e assistenziale a quello più ampio delle politiche territoriali. Vivere più a lungo deve significare poter continuare a vivere nei propri paesi, con servizi sanitari e sociali accessibili, mobilità, relazioni e occasioni di partecipazione.
L’evento sarà coordinato da Giancarlo Vainieri e si aprirà con i saluti del sindaco di Sant’Arcangelo Vito De Filippo. Parteciperanno Vincenzo Tortorelli, segretario generale UIL Basilicata, Carmine Vaccaro, segretario generale UIL Pensionati Basilicata, Gerardo Larocca, presidente Anci, insieme a sindache, sindaci, amministratori locali e cittadini.
Il confronto con De Rita, dunque, parte dagli anziani ma arriva molto più lontano: alla domanda su quale Basilicata potrà esistere nei prossimi decenni.
Una Basilicata che rischia di avere sempre più anziani e sempre meno abitanti oppure una regione capace di trasformare le proprie comunità locali in un nuovo punto di forza? È il nodo che UIL e UIL Pensionati porteranno al tavolo di Sant’Arcangelo, affidando a uno dei più autorevoli interpreti della società italiana il compito di leggere una trasformazione che ormai non può più essere rinviata.
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