CRONACA

Senise oggi ti ama di più: l’abbraccio di una comunità a Salvatore Terracina

Senise, 26 settembre — Ci sono giorni in cui una comunità smette di essere soltanto un insieme di persone e torna a sentirsi, semplicemente, una comunità. Oggi è stato uno di quei giorni.

Senise si è fermata per Salvatore Terracina, il suo concittadino, il lavoratore, l’uomo semplice e stimato da tutti, morto tragicamente qualche giorno fa mentre era al lavoro a Sant’Arcangelo.

Questa mattina, nella chiesa di San Francesco, si sono celebrati i funerali. E intorno a Salvatore si sono stretti i suoi familiari, gli amici, i conoscenti e tantissimi cittadini, arrivati per dare quell’ultimo saluto che nessuno vorrebbe mai dover dare.

Tanta gente. Tanta commozione. Tanti occhi lucidi.

Ma soprattutto un silenzio carico di rispetto, quello che accompagna i momenti in cui le parole sembrano non bastare.

Per la giornata dei funerali, il sindaco e l’Amministrazione comunale avevano proclamato il lutto cittadino. Un gesto istituzionale che oggi ha trovato una risposta concreta e profondamente umana da parte dell’intera città.

Dalle 9 alle 11, infatti, le attività commerciali hanno abbassato le serrande in segno di lutto. Dai grandi supermercati alle piccole attività, nessuno si è tirato indietro.

Per due ore, Senise ha scelto di fermarsi.

Non per obbligo, ma per rispetto. Per vicinanza. Per appartenenza.

Perché dietro quelle serrande abbassate c’era molto più di un gesto simbolico: c’era il sentimento di una comunità che ha voluto dire alla famiglia di Salvatore “non siete soli”.

Salvatore era uno di noi. Un uomo conosciuto per la sua semplicità, per il suo essere una persona perbene, per il suo lavoro e per quella normalità che spesso ci fa sembrare scontate le persone che abbiamo accanto, fino a quando la vita non ce le porta via troppo presto.

E allora ci si accorge di quanto una presenza fosse importante.

Oggi Senise lo ha ricordato così: stringendosi attorno alla sua famiglia, riempiendo la chiesa e accompagnandolo nell’ultimo viaggio con una partecipazione sincera e composta.

È difficile trovare parole giuste davanti alla morte. Ancora più difficile quando a morire è una persona che appartiene alla tua terra, alle tue strade, alla tua quotidianità.

Ma forse oggi una parola può bastare: abbraccio.

L’abbraccio dei familiari. Quello degli amici. Quello di chi lo conosceva bene e quello di chi magari lo incontrava soltanto ogni tanto. L’abbraccio delle attività commerciali che hanno abbassato le serrande. L’abbraccio di un paese intero.

Senise oggi ha dimostrato — e forse non ce n’era nemmeno bisogno — di avere un cuore grande.

Ha dimostrato di sapersi fermare quando il dolore entra nella casa di uno dei suoi figli. Di sapersi raccogliere. Di sapersi unire.

Perché nei momenti felici è facile stare insieme. È quando arriva il dolore che si misura davvero il senso di appartenenza a una comunità.

E oggi Senise è stata comunità.

Una comunità che ha accompagnato Salvatore nel suo ultimo viaggio con il rispetto, la commozione e l’affetto che meritava.

Ciao Salvatore.

Oggi Senise non ti ha semplicemente salutato.

Senise oggi ti ama di più.

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