CULTURA E EVENTI

Klimt, Schiele e Kokoschka protagonisti al Muvec: a Mestre torna la Giuditta

La grande arte viennese del Novecento approda al nuovo museo di Mestre. Tra i protagonisti della prima esposizione temporanea del Muvec, inaugurata il 25 settembre, c’è anche la celebre Giuditta II di Gustav Klimt, proveniente dal Museo Ca’ Pesaro di Venezia e tornata sulla terraferma dopo dieci anni.

Accanto al dipinto di Klimt, il percorso propone alcune opere di Egon Schiele, suo allievo, e 17 lavori di Oskar Kokoschka, concessi in prestito dalla fondazione dedicata all’artista con sede a Vevey, in Svizzera.

La mostra, intitolata “Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea”, mette al centro la rappresentazione del corpo umano e il suo rapporto con le inquietudini personali, sociali e culturali.

L’esposizione parte dai tre grandi interpreti della Secessione viennese per sviluppare un percorso che arriva fino alla contemporaneità.

Il corpo diventa così il filo conduttore attraverso epoche e linguaggi differenti: dalla ricerca di Klimt, Schiele e Kokoschka fino alle sperimentazioni di artisti come Piero Manzoni, Gina Pane e Ana Mendieta.

Il percorso vuole mostrare come la figura umana sia stata utilizzata dagli artisti non soltanto per rappresentare l’individuo, ma anche per raccontare paure, fragilità, identità e trasformazioni della società.

Particolarmente significativo è il ritorno della Giuditta II di Klimt a Mestre.

Il dipinto era già stato esposto dieci anni fa nello stesso complesso, quando l’area ospitava ancora uno spazio espositivo collegato al Centro Culturale Candiani. Oggi quel luogo ha cambiato funzione ed è diventato una sede museale permanente dedicata all’arte contemporanea e gestita dalla Fondazione Musei Civici di Venezia.

Elisabetta Barisoni, dirigente dell’Area Musei di Muve, ha sottolineato il valore simbolico di questo ritorno, evidenziando come lo spazio che accoglie nuovamente l’opera di Klimt sia profondamente cambiato nel frattempo.

L’apertura del Muvec si inserisce nella strategia della Fondazione Musei Civici di Venezia di ampliare la propria attività oltre il centro storico lagunare.

La presidente della Fondazione, Mariacristina Gribaudi, ha ricordato infatti l’importanza di considerare Venezia e la terraferma come parti di un unico sistema culturale.

In questa prospettiva, Mestre non viene pensata soltanto come sede destinata a ospitare esposizioni temporanee, ma come uno spazio capace di favorire incontri, confronto e partecipazione, soprattutto coinvolgendo le generazioni più giovani.

La nuova mostra dedicata a Klimt, Schiele e Kokoschka rappresenta quindi anche un primo passo nel percorso del Muvec, chiamato a diventare un punto di riferimento per l’arte contemporanea e per la vita culturale della terraferma veneziana.

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