CRONACA

Agricoltore morto su trattore a Venosa: Cia Venosa, fare tutto ciò che è possibile perché tragedie come questa non si ripetano

«Di fronte alla morte di un agricoltore non possiamo limitarci al cordoglio. Oggi a Venosa piangiamo Vito Bochicchio, un uomo di 67 anni che ha perso la vita mentre lavorava nel suo vigneto.

È una tragedia che colpisce una famiglia, una comunità e tutto il mondo agricolo. Ma è anche un drammatico richiamo alla necessità di rafforzare la prevenzione nelle nostre campagne».

Lo afferma Rocco Casella, coordinatore Cia-Agricoltori Venosa, intervenendo dopo l’incidente mortale avvenuto nelle campagne di contrada San Giorgio, dove il ribaltamento di un trattore ha provocato la morte dell’agricoltore.

«Il dato che emerge ancora una volta – sottolinea Casella – è che il lavoro agricolo continua a essere esposto a rischi particolarmente gravi, soprattutto quando si utilizzano mezzi meccanici.

In Basilicata il ribaltamento del trattore rappresenta da anni una delle principali cause di morte nelle campagne. Non possiamo considerarlo una fatalità».

La tragedia di Venosa arriva, inoltre, mentre l’Inail ha appena presentato la Relazione annuale 2025, che conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza.

Gli infortuni nel settore dell’Agricoltura rappresentano il 5,8% delle denunce totali in occasione di lavoro registrate in Italia. In Basilicata il 70% delle morti sono causate da incidenti su trattore o per utilizzo motozappa-strumento agricolo.

Sebbene i dati generali del report mostrino una contrazione complessiva dei casi mortali sul lavoro (-3,3% rispetto al 2024), il comparto agricolo continua a presentare specifici profili di rischio legati all’utilizzo dei mezzi meccanici.

Inoltre, nel 2025 le denunce di malattie professionali hanno raggiunto quota 98.312, con un aumento dell’11,3% rispetto all’anno precedente e il livello più alto degli ultimi 26 anni. Tre casi su quattro riguardano patologie muscolo-scheletriche.

«La sicurezza – continua Casella – deve diventare una componente ordinaria del lavoro agricolo. Servono formazione, informazione, manutenzione dei mezzi e una maggiore consapevolezza dei rischi. Ma serve anche una politica concreta di sostegno alle imprese che vogliono sostituire i trattori più vecchi e meno sicuri».

Per  il rappresentante della Cia di Venosa, infatti, «non è sufficiente chiedere agli agricoltori di prestare maggiore attenzione se poi una parte consistente del parco macchine è datata.

La prevenzione passa anche dalla possibilità concreta di investire in mezzi più moderni e dotati dei sistemi di sicurezza necessari».

La Cia richiama inoltre l’attenzione sulla presenza sempre più significativa di agricoltori anziani nelle aziende familiari. «Molti pensionati continuano a dare una mano nell’azienda di famiglia – osserva il dirigente Cia Venosa – per necessità economica, per passione, ma anche perché l’agricoltura rappresenta la loro vita.

È una realtà che non possiamo ignorare quando affrontiamo il tema della sicurezza».

«Per questo – conclude – chiediamo alla Regione Basilicata di rafforzare le campagne di prevenzione e i percorsi di formazione per la guida e l’utilizzo dei mezzi agricoli e di prevedere strumenti più incisivi per favorire il rinnovo del parco macchine.

La morte di Vito deve almeno lasciare un impegno preciso: fare tutto ciò che è possibile perché tragedie come questa non si ripetano. Alla famiglia Bochicchio va il nostro più sincero cordoglio e la vicinanza dell’intera comunità agricola».

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