A Spinoso la notte delle ricercatrici e dei ricercatori
Torna a fare tappa, per il secondo anno consecutivo nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Il 25 settembre, a partire dalle ore 16.00, infatti, i cittadini potranno incontrare il mondo della ricerca e vedere con mano la biodiversità del territorio del Parco.

La notte delle ricercatrici e dei ricercatori torna a fare tappa, per il secondo anno consecutivo nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese.
Ancora una volta sarà il centro per lo studio e il monitoraggio della biodiversità di Spinoso ad ospitare l’evento.
Il 25 settembre, a partire dalle ore 16.00, infatti, i cittadini potranno incontrare il mondo della ricerca e vedere con mano la biodiversità del territorio del Parco.
“E’ per noi una grande soddisfazione sapere che anche quest’anno, un evento di portata mondiale farà tappa anche nel Parco grazie al Centro Studi che abbiamo voluto realizzare a Spinoso” è quanto dichiara Antonio Tisci Commissario Straordinario del Parco Nazionale Appennino Lucano.
“Quello del centro studi di Spinoso è stato un investimento importante per il Parco ed una sfida che abbiamo voluto raccogliere e rilanciare.
Dopo l’evento dell’anno scorso e la summer school di quest’estate è questo il terzo momento internazionale che si svolge nella struttura che abbiamo fortemente voluto per costruire un luogo di studio, di approfondimento e di diffusione della conoscenza nel nostro territorio” ha proseguito Tisci.
“Ciò che più ci rende soddisfatti, però, non sono i singoli eventi quanto l’essere riusciti a creare a Spinoso una vera e propria immigrazione della ricerca.
In un anno sono una decina, infatti, i ricercatori che si sono trasferiti nel nostro territorio per studiare e sono in arrivo nuovi avvisi per averne altri.
E’ la dimostrazione che il territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano ha delle unicità ambientali che non solo possono e devono essere valorizzate ma che, se trasformate in occasioni di studio, possono anche diventare attrattive per il territorio”
“Noi – ha concluso Tisci – intendiamo proseguire su questa strada sperando che altre università colgano l’opportunità che viene offerta dalla nostra struttura.
L’obiettivo finale è quello di creare a Spinoso un centro di ricerca capace di attirare in Basilicata cervelli da ogni parte d’Italia e d’Europa.
Un obiettivo a lungo termine che, però, noi intendiamo perseguire con una forte determinazione proprio nella convinzione che questa sia una delle strade da battere per valorizzare le aree interne”.