CRONACA

Aggressione a scuola a Roma, insegnante ferita: fermato un 13enne

Momenti di paura in una scuola del quartiere Centocelle, a Roma, dove una docente di 66 anni è stata aggredita durante le lezioni.
Secondo le prime ricostruzioni, un ragazzo di 13 anni avrebbe utilizzato uno spray urticante contro l’insegnante per poi colpirla con un coltello. A interrompere l’aggressione sarebbe stato un altro studente.

L’allarme è scattato nelle prime ore della mattinata. Sul posto sono arrivati i carabinieri, intervenuti dopo una chiamata al 112. La docente, insegnante di lettere prossima alla pensione, è stata accompagnata in ospedale per le cure necessarie. Dopo gli accertamenti è stata dimessa ed è rientrata a casa.

Il figlio della donna ha riferito che la madre, pur essendo profondamente scossa, non avrebbe riportato lesioni agli organi interni. Secondo il suo racconto, avrebbe ricevuto diversi fendenti nella zona del fianco, poco sotto il seno.

Tra gli elementi al vaglio degli investigatori c’è anche la possibilità che l’aggressione sia stata preparata per essere ripresa e trasmessa online. Secondo quanto riferito da alcuni compagni, il 13enne avrebbe avuto con sé un telefono e un dispositivo dotato di videocamera collegato a Telegram.

Stando alla ricostruzione fornita dagli studenti, il ragazzo sarebbe entrato in aula per ultimo dopo essersi allontanato brevemente. Una volta in classe avrebbe utilizzato lo spray contro la docente e successivamente l’avrebbe colpita con il coltello. Un compagno sarebbe intervenuto riuscendo a fermarlo.

La dinamica è comunque ancora oggetto di accertamenti e le informazioni sulla presunta registrazione dell’episodio dovranno essere verificate dagli investigatori.

La docente, intervistata da la Repubblica, ha raccontato di aver vissuto momenti di grande paura durante l’aggressione. Ha spiegato che il giovane avrebbe agito senza parlare.

La donna ha inoltre espresso parole di forte sofferenza per quanto accaduto, dicendosi dispiaciuta di non aver compreso prima la profondità del disagio che, secondo lei, il ragazzo potrebbe aver vissuto. Ha anche manifestato il desiderio di incontrarlo e abbracciarlo.

La professoressa ha negato di averlo mai sottoposto a punizioni e ha detto di provare soprattutto dolore per la situazione del giovane.

Tra le ipotesi circolate dopo l’aggressione c’è anche quella di un possibile legame con un’insufficienza scolastica. Secondo alcune testimonianze raccolte tra gli studenti, il ragazzo avrebbe dovuto sostenere una prova per recuperare una valutazione negativa ottenuta in precedenza.

Si tratta tuttavia di una circostanza riferita da compagni e non di un elemento che, allo stato delle informazioni disponibili, possa essere considerato come causa accertata dell’aggressione.

La dirigente dell’istituto ha descritto la comunità scolastica come profondamente scossa e ha invitato alla massima riservatezza, sottolineando che il protagonista della vicenda è minorenne.

Secondo quanto riferito dalla preside, il ragazzo frequentava la scuola da molti anni, avendo svolto nello stesso istituto anche il percorso della primaria. Non sarebbero emersi in precedenza comportamenti tali da far prevedere una situazione di questo tipo.

Gli altri studenti sono stati fatti uscire dall’edificio attraverso un’uscita secondaria al termine delle lezioni.

Sul posto sono arrivati anche rappresentanti del Municipio, che hanno incontrato il personale scolastico per esprimere solidarietà alla docente e alla comunità dell’istituto.

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha contattato la dirigente scolastica per manifestare vicinanza alla docente ferita e alla scuola.

In una dichiarazione diffusa dopo l’accaduto, il ministro ha richiamato il tema dell’utilizzo dei social network da parte dei minorenni e della necessità, a suo avviso, di rafforzare l’educazione al rispetto delle regole e la consapevolezza dei rischi legati alla rete.

Valditara ha inoltre rilanciato la proposta di limitare l’accesso dei minori di 15 anni ai social e ai canali considerati pericolosi, collegando il tema della sicurezza digitale a quello dell’educazione e della responsabilità.

Sulla vicenda è intervenuta anche Save the Children, sottolineando la necessità di rafforzare il benessere psicologico e relazionale degli adolescenti all’interno della scuola.

L’organizzazione ha evidenziato l’importanza di offrire ai ragazzi spazi di ascolto, percorsi di educazione emotiva e strumenti per affrontare rabbia, frustrazione e situazioni di disagio, coinvolgendo famiglie, istituzioni scolastiche e comunità.

Save the Children ha inoltre invitato a non interpretare un episodio di questo tipo come rappresentativo di un’intera generazione, ricordando il ruolo avuto dal compagno che è intervenuto per fermare l’aggressione.

Qualora venisse confermata l’ipotesi di una pianificazione della violenza finalizzata alla diffusione delle immagini online, secondo l’organizzazione sarebbe necessario approfondire anche il rapporto tra ricerca di visibilità, dinamiche di emulazione e uso dei social da parte dei più giovani.

La vicenda di Roma arriva a pochi mesi da un altro grave episodio avvenuto in una scuola del territorio bergamasco, dove una docente di 57 anni era stata accoltellata da un alunno di 13 anni. Anche in quel caso un altro studente era intervenuto per aiutare l’insegnante.

I due episodi hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza negli istituti scolastici, sul rapporto tra docenti e studenti e sulla necessità di individuare tempestivamente eventuali situazioni di disagio. Restano ora da chiarire la dinamica precisa dell’aggressione avvenuta a Centocelle, le motivazioni del ragazzo e l’eventuale ruolo avuto dai contenuti online.

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