Gioco d’azzardo online, dati preoccupanti in Basilicata: i riflettori si accendono anche sulla Val d’Agri
Francavilla in Sinni è il caso più eclatante. Ma i numeri raccontano un fenomeno che attraversa anche la Val d’Agri, con Moliterno e Paterno tra i Comuni sotto osservazione.

Non ci sono soltanto le grandi città o le periferie urbane quando si parla di gioco d’azzardo. Anche nei piccoli Comuni, quelli dove ci si conosce un po’ tutti e dove spesso le distanze sembrano rendere più lontani certi problemi, l’azzardo online sta assumendo dimensioni che meritano attenzione.
A fotografare il fenomeno è la terza edizione del rapporto “Non così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani”, realizzato da CGIL, Federconsumatori e Fondazione Isscon, che prende in esame il gioco d’azzardo online nei Comuni italiani con una popolazione compresa tra 2.000 e 10.000 abitanti.
E la Basilicata, secondo i dati contenuti nello studio, presenta numeri particolarmente significativi.
Nel 2025, nei piccoli Comuni lucani la raccolta derivante dal gioco online avrebbe raggiunto una media di 3.179,73 euro pro capite, contro i 2.066,06 euro registrati mediamente a livello nazionale nei Comuni della stessa fascia demografica.
Numeri che, tradotti nella vita quotidiana di comunità spesso composte da poche migliaia di abitanti, fanno riflettere.
Il caso di Francavilla in Sinni
Il dato più sorprendente arriva da Francavilla in Sinni.
Il Comune, che conta 3.823 residenti, secondo il rapporto avrebbe registrato nel 2025 una raccolta online pari a 61,39 milioni di euro. Il valore, rapportato alla popolazione compresa tra i 18 e i 74 anni, corrisponderebbe a 21.927,57 euro pro capite.
Ancora più significativo è il confronto con il passato: rispetto al 2019, il volume indicato dallo studio sarebbe aumentato di circa 28 volte.
Un dato che, da solo, basta a spiegare perché il rapporto abbia acceso i riflettori sul piccolo centro del Senisese.
Ma sarebbe un errore fermarsi al caso più eclatante. Perché la mappa dell’azzardo online coinvolge diversi territori lucani, compresa la Val d’Agri.
Moliterno e Paterno, numeri che fanno riflettere
Nel cuore della valle, il rapporto segnala valori rilevanti soprattutto a Moliterno e Paterno.
A Moliterno la raccolta online indicata nello studio arriva a 5.600,94 euro pro capite, mentre a Paterno raggiunge 4.512,42 euro.
Sono cifre che, inevitabilmente, fanno sorgere interrogativi sulla reale dimensione del fenomeno e sulle sue possibili conseguenze sociali.
Dietro le statistiche, infatti, non ci sono soltanto euro e percentuali. Ci sono persone, famiglie e, in alcuni casi, situazioni di difficoltà che possono rimanere nascoste proprio perché il gioco online può essere praticato in solitudine, attraverso uno smartphone o un computer, senza la visibilità che un tempo accompagnava maggiormente alcune forme di azzardo.
È questo uno degli aspetti che rende il fenomeno particolarmente delicato: il gioco può entrare nelle case senza essere visto.
Gli altri Comuni lucani
La fotografia tracciata dal rapporto non riguarda soltanto il Senisese e la Val d’Agri.
Nel Potentino emergono, tra gli altri, Acerenza, con una raccolta di 5.490,86 euro pro capite, e Sant’Arcangelo, con 4.782,97 euro.
Nel Materano, invece, vengono segnalati valori rilevanti a Rotondella, Miglionico e Pomarico.
Una distribuzione che suggerisce quanto il gioco online sia ormai un fenomeno trasversale, capace di interessare comunità molto diverse tra loro.
Il Betting Exchange e il caso Francavilla
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il Betting Exchange, una particolare modalità di scommessa online.
Secondo i dati riportati da Federconsumatori, a Francavilla in Sinni sarebbero riconducibili a questa tipologia circa 54,6 milioni di euro, vale a dire quasi il 90 per cento dell’intero volume giocato online nel Comune.
È un numero importante, ma va letto con prudenza e nel contesto dello studio.
Gli stessi promotori del rapporto chiedono infatti maggiore trasparenza e ulteriori approfondimenti sui flussi finanziari, sollecitando le istituzioni a guardare con attenzione a fenomeni che, per dimensioni, possono assumere un peso significativo anche nei centri più piccoli.
Numeri da approfondire, non sentenze
C’è però un punto fondamentale da chiarire.
Un volume di gioco particolarmente elevato, così come una determinata anomalia statistica, non rappresenta di per sé la prova di riciclaggio di denaro o di altre attività illecite.
Le richieste di approfondimento contenute nel rapporto sono sollecitazioni avanzate dai promotori dello studio e non equivalgono ad accertamenti giudiziari.
I dati, dunque, vanno considerati per quello che sono: indicatori che possono aiutare a individuare situazioni meritevoli di ulteriori verifiche, senza trasformare automaticamente una statistica in un’accusa.
Un problema che riguarda tutta la comunità
Il punto, alla fine, non è soltanto quanto denaro viene giocato. È capire cosa quei numeri raccontino della società e delle comunità in cui il fenomeno si manifesta.
La crescita dell’azzardo online pone infatti questioni che vanno oltre la semplice dimensione economica: prevenzione, consapevolezza, tutela delle persone più fragili e capacità dei territori di intercettare per tempo eventuali situazioni problematiche.
Per la Val d’Agri, i dati relativi a Moliterno e Paterno rappresentano dunque un campanello d’attenzione.
Non significa che dietro quei numeri ci sia necessariamente una storia di dipendenza o di illegalità. Significa, più semplicemente, che un fenomeno di queste dimensioni merita di essere conosciuto, studiato e affrontato prima che possa trasformarsi in un problema ancora più difficile da gestire.