CRONACA

SILS: esposto ad AGCM e Garante prezzi sui carburanti in autostrada

Il SILS presenta un esposto ad AGCM, Garante per la sorveglianza dei prezzi e Guardia di Finanza. Al centro la finestra dal 7 al 24 agosto 2026 e le direttrici turistiche, a partire dalla A14 Adriatica.

Il nodo: l’archivio storico pubblico del MIMIT si ferma al secondo trimestre, quindi agosto oggi il cittadino non può ricostruirlo.

ROMA Ci sono categorie che l’estate la attraversano in auto, di notte, con il bagagliaio pieno di casse e cavi. I lavoratori dello spettacolo sono tra queste: musicisti, dj, vocalist, tecnici audio e luci, service, animazione.

Per loro l’area di servizio in autostrada non è una sosta occasionale, è un ufficio obbligato. Ed è da lì che, per tutto agosto, sono arrivate al sindacato decine di segnalazioni sui prezzi praticati alla pompa nei giorni di maggiore traffico.

Il SILS, Sindacato Italiano Lavoratori dello Spettacolo, ha formalizzato un esposto e una richiesta di verifica indirizzati all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, al Garante per la sorveglianza dei prezzi del MIMIT e alla Guardia di Finanza per i profili di competenza.

Il documento, a firma del Presidente nazionale Filippo Regis, chiede un’analisi retrospettiva sul periodo compreso tra il 7 e il 24 agosto 2026, con attenzione ai giorni di esodo e controesodo e alla direttrice prioritaria della A14 Adriatica, affiancata dalle altre arterie a forte flusso turistico.

«Per noi, come per tante altre categorie che lavorano spostandosi, il carburante pesa due volte. Pesa sul bilancio di casa, come pesa a chiunque faccia il pieno. E pesa sul costo di gestione dell’attività, in modo tutt’altro che marginale: chi percorre trecento chilometri per una serata quel pieno lo mette due volte, all’andata e al ritorno, e lo scarica sul proprio compenso. Quando il prezzo sale in autostrada, per noi non cresce soltanto una spesa: si riduce un guadagno.» Filippo Regis, Presidente nazionale SILS

Che cosa chiede il SILS

L’esposto contiene nove richieste puntuali. Tra le principali: acquisire i prezzi praticati impianto per impianto e operatore per operatore nella finestra indicata; confrontare l’andamento delle direttrici autostradali turistiche con quello della rete ordinaria in aree comparabili; misurare che cosa è successo prima, durante e dopo i giorni di massimo traffico; valutare frequenza, ampiezza e contemporaneità delle variazioni tra operatori presenti sulle stesse tratte; verificare il rapporto temporale tra quotazioni all’ingrosso e prezzi al dettaglio; pesare l’incidenza reale di canoni, royalty e costi di servizio sul differenziale tra autostrada e viabilità ordinaria.

Il sindacato non contesta l’esistenza di un differenziale, che può avere spiegazioni economiche lecite. Contesta il fatto che oggi nessuno, fuori dalle Autorità, sia in condizione di misurarne entità, persistenza e dinamica nel momento in cui la domanda è più intensa e le alternative sono più scarse. In autostrada uscire per rifornirsi altrove costa tempo, chilometri e denaro: è una condizione di mercato particolare, e proprio per questo merita una verifica.

Il buco nei dati pubblici

C’è un passaggio del dossier che riguarda tutti i cittadini, non solo il settore dello spettacolo. Alla data del 12 settembre 2026, l’archivio storico dei prezzi praticati pubblicato dal MIMIT, organizzato per trimestre, espone come ultimo periodo disponibile il secondo trimestre 2026. I dati correnti vengono aggiornati ogni giorno, ma il terzo trimestre, quello che contiene agosto, in quell’archivio storico non c’è ancora.

Tradotto: nel mese in cui milioni di italiani si sono messi in viaggio, la ricostruzione retrospettiva completa non è nelle mani di chi ha pagato alla pompa.

«Un dato pubblicato tardi è un dato che non serve a chi ne avrebbe bisogno nel momento in cui serve. La trasparenza o è tempestiva o è un archivio di storia.» Filippo Regis

Il contesto

Il 10 agosto 2026 la Guardia di Finanza ha comunicato il rafforzamento dei controlli sulla filiera dei carburanti, anche in raccordo con il Garante per la sorveglianza dei prezzi.

Nel periodo dal 1° marzo al 31 luglio 2026 il Corpo ha dichiarato 3.428 interventi presso impianti di distribuzione stradale e 2.279 violazioni contestate a 937 operatori, comprese irregolarità sull’esposizione dei prezzi e difformità tra valori comunicati e praticati. Sono dati di contesto, non prove di anomalie autostradali, e il dossier li cita esattamente con questo peso: a dimostrare che il tema è già sul tavolo delle istituzioni.

Perché lo fa un sindacato dello spettacolo
«Un sindacato fa il suo mestiere anche così: prende una cosa che tutti mormorano in coda alla cassa e la mette per iscritto, con la firma sotto, davanti alle Autorità competenti. E la nostra segnalazione non vale solo per la nostra categoria: vale per chiunque quella notte fosse in coda con noi.» Filippo Regis
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