Immigrazione, a Potenza si rafforzano le procedure per rimpatri volontari e screening sanitari
Riunito in Prefettura il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione. Al centro dell’incontro anche l’applicazione delle nuove disposizioni europee e la definizione di un protocollo operativo tra Prefettura, Questura e Azienda sanitaria

L’incontro, presieduto dal prefetto Campanaro, ha rappresentato un momento di confronto tra le istituzioni e i soggetti coinvolti nella gestione dei percorsi di accoglienza e integrazione dei cittadini stranieri presenti sul territorio.
In apertura sono state richiamate le funzioni e le finalità del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione, organismo chiamato a favorire il coordinamento tra le diverse realtà istituzionali e sociali impegnate nell’ambito delle politiche migratorie.
Una parte significativa della riunione è stata dedicata al Rimpatrio Volontario Assistito (RVA), alla luce delle recenti indicazioni fornite dal Ministero dell’Interno per favorire una maggiore conoscenza e un più ampio ricorso alla misura.
Il prefetto Campanaro ha illustrato i contenuti della circolare del 3 settembre del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, soffermandosi sulle indicazioni operative rivolte alle strutture e ai servizi territoriali.
La fase maggiormente operativa prenderà avvio con l’arrivo dei consulenti formati nell’ambito del progetto F.A.S.T.E.R. e con la designazione del referente regionale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.
Già da ora, tuttavia, è stato rivolto un invito ai soggetti che quotidianamente entrano in contatto con i cittadini stranieri, a partire dai gestori dei Centri di Accoglienza Straordinaria e dai servizi sociali comunali, affinché venga intensificata l’attività di informazione e sensibilizzazione.
L’obiettivo è intercettare tempestivamente eventuali manifestazioni di interesse al ritorno volontario nel Paese d’origine, anche informali, che potranno successivamente essere formalizzate e accompagnate attraverso il sistema di consulenza previsto dal progetto.
La strategia punta a ridurre i tempi tra la manifestazione di interesse e l’attivazione del supporto specialistico, mantenendo costante l’attività di informazione.
«È necessario un lavoro condiviso – ha sottolineato il prefetto Campanaro – affinché una possibilità prevista dall’ordinamento sia conosciuta da chi può beneficiarne e, quando viene manifestato un interesse, il territorio sia pronto ad accompagnarlo in maniera tempestiva e consapevole».
Il prefetto ha inoltre invitato i componenti del Consiglio a presentare proposte e iniziative calibrate sulle caratteristiche del territorio lucano. Le idee raccolte dalla Prefettura potranno essere sottoposte al Ministero dell’Interno anche in vista di un possibile sostegno attraverso le risorse del FAMI.
L’altro tema centrale ha riguardato l’applicazione del Regolamento europeo 2024/1356, inserito nel quadro del Nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, con particolare attenzione alle procedure di screening e ai controlli preliminari relativi alle condizioni di salute e alle eventuali situazioni di vulnerabilità.
Il prefetto ha richiamato la circolare del 12 giugno scorso del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, che ha trasmesso le Procedure Operative Standard predisposte per garantire modalità omogenee nello svolgimento delle verifiche su tutto il territorio nazionale.
Particolare rilievo assume il controllo sanitario iniziale, finalizzato a individuare rapidamente eventuali condizioni di vulnerabilità o bisogni assistenziali. La valutazione può comprendere la raccolta delle informazioni cliniche, lo screening delle malattie infettive, la verifica dei parametri vitali, l’esame obiettivo e l’accertamento di eventuali lesioni o traumi, oltre a una prima valutazione delle condizioni psicologiche.
Qualora necessario, potranno essere disposti ulteriori accertamenti o visite specialistiche. Le informazioni raccolte serviranno anche a individuare specifiche esigenze da tenere in considerazione nelle successive fasi dell’accoglienza e delle procedure amministrative.
Sebbene la provincia di Potenza non sia un territorio direttamente interessato dagli sbarchi o caratterizzato dalla presenza di una frontiera, non sono escluse situazioni di rintraccio di cittadini stranieri che rendano necessario attivare rapidamente le procedure previste dalla normativa.
Il termine fissato dalla disciplina per il controllo sanitario preliminare è di 72 ore. Per questo motivo è stata ritenuta necessaria la predisposizione preventiva di un modello organizzativo con responsabilità, competenze e modalità di coordinamento chiaramente definite.
Nel corso della seduta, il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Potenza, Giuseppe De Filippis, ha illustrato le modalità organizzative individuate dall’azienda per garantire lo svolgimento degli accertamenti nei tempi stabiliti.
Come presidio sanitario di riferimento è stato individuato l’Ambulatorio dei Migranti ASP Igiene di Potenza. Per le fasce orarie non coperte dall’attività ordinaria è stato inoltre previsto un sistema di reperibilità, destinato ad assicurare il necessario coordinamento organizzativo per sei giorni alla settimana, sulla base delle più recenti indicazioni del Ministero della Salute recepite dal Ministero dell’Interno.
Il modello organizzativo illustrato dall’Azienda sanitaria confluirà in un apposito Protocollo operativo, destinato a formalizzare la collaborazione tra Prefettura, Questura e ASP.
«Ringrazio il direttore generale dell’Azienda sanitaria per il lavoro svolto – ha concluso il prefetto Campanaro –. Il modello delineato è confluito in uno specifico Protocollo operativo che sottoscriveremo nelle prossime ore tra Prefettura, Questura e ASP».
L’intesa punta così a garantire una risposta coordinata e tempestiva qualora si renda necessario attivare le procedure di screening previste dalla nuova disciplina europea.