Sanità, il Senisese alza la voce: “Giù le mani dalla Casa di Comunità di Senise”

Il Comitato per la Sanità nel Senisese contesta il ridimensionamento della struttura e chiede la pubblicazione degli atti e delle motivazioni alla base della decisione.
La presidente Carmelina Bulfaro: “Il Senisese non è un territorio di serie B”.
Sconcerto, amarezza e rabbia. Sono questi i sentimenti espressi dal Comitato per la Sanità nel Senisese dopo aver appreso del presunto ridimensionamento della Casa di Comunità di Senise, che sarebbe passata dalla prevista funzione di Hub a quella di Spoke.
Una decisione che, secondo il Comitato, sarebbe intervenuta senza un adeguato coinvolgimento del territorio e che solleva numerosi interrogativi sulla programmazione dell’assistenza sanitaria territoriale.
“Per un breve periodo ci era stato riconosciuto un ruolo preciso, quello che abbiamo sempre rivendicato: Hub. Poi, senza che il territorio fosse informato, quella stessa struttura sarebbe stata declassata a Spoke”, denuncia la presidente del Comitato, Carmelina Bulfaro, chiedendo innanzitutto di conoscere le ragioni del cambiamento.
La domanda posta dal Comitato è diretta: perché Senise è stata inizialmente considerata idonea a svolgere la funzione di Hub e successivamente ridimensionata?
Il Comitato chiede di capire se siano cambiati i requisiti tecnici, la programmazione sanitaria oppure le decisioni assunte dagli enti competenti. E, soprattutto, sollecita un chiarimento pubblico.
“Se ci sono motivazioni tecniche e oggettive – sostiene Bulfaro – gli enti competenti vengano a spiegarle pubblicamente ai cittadini”.
Per il Comitato, infatti, la distinzione tra Hub e Spoke non rappresenta una semplice questione terminologica o organizzativa. Dietro queste definizioni ci sono servizi, prestazioni e, soprattutto, cittadini che necessitano di assistenza.
“Dietro la parola Hub o Spoke ci sono persone, anziani, famiglie, pazienti che hanno diritto alla stessa qualità e allo stesso livello di assistenza degli altri cittadini lucani”, sottolinea la presidente.
Il tema assume particolare rilevanza per un territorio che, secondo il Comitato, già sconta difficoltà legate alla distanza dai principali servizi sanitari, alla carenza di strutture e all’accesso alle cure.
“Il Senisese ha già pagato troppo in termini di distanza, carenza di servizi e difficoltà nell’accesso alle cure”, afferma Bulfaro.
Da qui la netta opposizione a qualsiasi ulteriore ridimensionamento di una struttura che dovrebbe contribuire a rafforzare la sanità territoriale.
Il Comitato non chiede trattamenti di favore, ma trasparenza. La presidente annuncia infatti la richiesta formale di rendere pubblici gli atti, i criteri e le motivazioni che avrebbero portato dal riconoscimento della funzione di Hub al successivo passaggio a Spoke.
In particolare, il Comitato vuole sapere chi ha assunto la decisione, quando è stata presa, per quali ragioni e quali conseguenze produrrà sui servizi sanitari destinati ai cittadini del Senisese.
La posizione del Comitato appare quindi tutt’altro che conciliatoria. “Non resteremo a guardare”, avverte Bulfaro, ribadendo che il territorio non intende accettare decisioni calate dall’alto sulla propria organizzazione sanitaria senza una spiegazione “seria, documentata e condivisa”.
Per questo viene chiesto un confronto immediato con tutti gli enti responsabili, con l’obiettivo di fare chiarezza sul futuro della Casa di Comunità di Senise e sul livello dei servizi che saranno garantiti.
E il Comitato è pronto ad andare oltre la richiesta di chiarimenti. “Se non arrivano risposte convincenti – conclude la presidente – il Comitato è pronto a mettere in campo ogni iniziativa democratica e istituzionale necessaria per difendere il diritto alla salute”.
La rivendicazione finale è anche il messaggio politico più forte lanciato dal Comitato: “Il Senisese non è un territorio di serie B”.