CRONACA

Cia: “Il clima cambia, servono interventi strutturali. In Basilicata rese fino al 15% sotto la media”

Caldo e Maltempo, Agricoltura lucana sotto pressione

Prima il caldo estremo e la siccità, poi le piogge improvvise e violente. L’agricoltura lucana è stretta nella morsa di un clima sempre più imprevedibile, con effetti diretti sulle produzioni, sui redditi e sulla tenuta delle imprese. È il quadro tracciato da Cia-Agricoltori Italiani, che chiede di accelerare sulle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici.

In Basilicata, tra luglio e agosto, le temperature massime hanno superato i 35 gradi in circa due giorni su tre. La combinazione tra caldo estremo e scarsità d’acqua ha colpito le colture nelle fasi più delicate, determinando una previsione di resa complessiva circa il 15% inferiore alla media degli ultimi cinque anni, su livelli paragonabili alle annate particolarmente critiche del 2003 e del 2022. Tra le produzioni più penalizzate c’è il pomodoro, per il quale nell’area Sud è stimata una flessione del 16%.

Ma il problema non è soltanto la perdita di prodotto. Secondo Cia, a livello nazionale il conto dell’estate per il settore primario ha già superato i 2 miliardi di euro, considerando le perdite nei campi e le ore di lavoro compromesse dal caldo. A pesare ulteriormente sono l’aumento dei costi di fertilizzanti ed energia e una crescente difficoltà delle aziende a programmare gli investimenti.

«Questa estate ci ha consegnato l’ennesima prova della crisi climatica – sottolinea il presidente nazionale Cia, Cristiano Fini –. Non è più solo una questione di raccolti: sommata al forte aumento dei costi di fertilizzanti ed energia, rappresenta un rischio per l’economia, per la produzione e la sicurezza alimentare, oltre che un fattore inflazionistico destinato a farsi sentire anche nei mesi a venire».

Per Cia non è più sufficiente intervenire soltanto dopo l’emergenza. La richiesta è di una strategia europea strutturale, capace di mettere l’adattamento climatico al centro della prossima Pac, con risorse più flessibili, strumenti di gestione del rischio più rapidi ed efficaci e investimenti in ricerca, varietà agricole resilienti, infrastrutture irrigue e gestione della risorsa idrica. Prime risposte potrebbero arrivare dal Consiglio informale Agrifish in programma a Dublino nei prossimi giorni.

In Basilicata, intanto, il maltempo sta mostrando l’altra faccia della crisi climatica. Leonardo Moscaritolo, presidente di Cia-Agricoltori Basilicata, richiama i danni provocati dagli eventi estremi nelle ultime settimane.

«Il tremendo nubifragio di Policoro, del quale sono ancora evidenti nelle aziende agricole le ferite, è la testimonianza che i cambiamenti climatici colpiscono innanzitutto il comparto primario. E le piogge improvvise e torrenziali che nelle ultime ore hanno interessato il Potentino continuano a provocare danni alle colture ortive».

Per Moscaritolo, la sequenza di eventi estremi impone un cambio di passo: «Non possiamo continuare a considerare caldo, siccità, nubifragi e grandinate come emergenze separate. Sono ormai manifestazioni di una stessa crisi climatica che richiede prevenzione, infrastrutture e strumenti assicurativi adeguati. Le aziende agricole non possono essere lasciate sole a pagare il conto di un cambiamento che non dipende da loro».

«A partire dalla Pac post 2027 – conclude Cia – bisogna mettere gli agricoltori nelle condizioni di prevenire i rischi del cambiamento climatico e non soltanto di affrontarne le conseguenze. Servono strumenti nuovi e risorse adeguate per accompagnare davvero le imprese nell’adattamento».

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