CRONACA

Autotrasporto, Confartigianato: “Carburanti al 30% dei costi. Servono aiuti mirati”

L’autotrasporto è arrivato a un punto critico. L’aumento dei costi operativi, la pressione della committenza, i margini sempre più ridotti e la volatilità dei prezzi stanno mettendo a dura prova la tenuta delle imprese.

In Basilicata il problema è particolarmente evidente sul fronte dei carburanti: secondo i dati Mimit, oggi il prezzo medio self-service è di 2,064 euro al litro per la benzina e 2,168 euro per il gasolio, mentre il Gpl servito si attesta a 0,749 euro e il metano a 1,671 euro al chilo.

Per le imprese di autotrasporto il carburante, che prima della crisi rappresentava circa il 20% dei costi aziendali, oggi arriva a pesare intorno al 30%, diventando la seconda voce di spesa dopo il personale.

Confartigianato Imprese Trasporti chiede quindi di superare la logica degli interventi emergenziali e una tantum. «Non possiamo più permetterci di procedere giorno per giorno – sottolinea l’associazione –.

Le emergenze non sono più eventi eccezionali, ma sono diventate una prassi consolidata».

Da qui la richiesta di una maggiore stabilità nella determinazione dei costi e di interventi strutturali, evitando di affidarsi esclusivamente a un taglio generalizzato delle accise, considerato costoso e poco mirato.

Sul tema interviene Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale di Confartigianato, che propone di distinguere tra le diverse esigenze di imprese e famiglie.

«Non tutti usano il carburante allo stesso modo. Per un autotrasportatore è una voce di costo aziendale ormai determinante; per un pendolare che vive in un’area poco servita dal trasporto pubblico è invece una spesa spesso obbligata.

E per una famiglia con un reddito basso l’aumento alla pompa pesa molto di più. Per questo riteniamo sia arrivato il momento di ragionare su un Credito Mobilità Rimborsabile, destinato soprattutto alle famiglie con redditi più bassi, ai pendolari e a chi vive nei territori dove l’auto è praticamente indispensabile».

Una misura, nelle intenzioni di Confartigianato, alternativa ai tagli lineari: «Invece di ridurre il prezzo di ogni litro per tutti – spiega Gentile – utilizziamo le risorse per aiutare maggiormente chi ne ha davvero bisogno».

Per l’autotrasporto, invece, la richiesta è di uno strumento specifico. Il Governo ha già previsto un credito d’imposta collegato all’aumento del costo del gasolio, ma secondo l’associazione non è sufficiente.

«Chiediamo per la categoria un prezzo agevolato del carburante, come avviene per agricoltura e pesca, e l’abolizione dell’Iva del 22% sulle accise».

La proposta di Confartigianato punta dunque su una doppia direttrice: sostegni mirati alle imprese di autotrasporto e un credito di mobilità per le famiglie più esposte, evitando di disperdere risorse in misure indistinte.

Una questione che si intreccia anche con la transizione energetica. Alle imprese dell’autotrasporto viene chiesto di investire in mezzi e tecnologie più sostenibili, ma l’impennata dei costi energetici rischia di ridurre proprio la capacità finanziaria necessaria per affrontare quella trasformazione.

«Con risorse pubbliche limitate – conclude Gentile – dare lo stesso sconto a tutti non significa necessariamente aiutare meglio. Servono interventi selettivi, capaci di sostenere chi oggi è maggiormente esposto alla crisi».

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