POLITICA

Sardone: «Basta bonus senza criteri, è tempo di ripensare le misure di sostegno»

ROMA – «È arrivato il momento di dire basta a un sistema di bonus che, a nostro avviso, non tiene sufficientemente conto dei requisiti di cittadinanza e delle condizioni lavorative».

È quanto ha dichiarato Silvia Sardone, eurodeputata e vicesegretaria della Lega, intervenendo dal palco della manifestazione organizzata dal partito a Roma e intitolata “A sua difesa”.

Sardone è intervenuta insieme alle colleghe leghiste al Parlamento europeo Susanna Ceccardi e Anna Maria Cisint, nell’ambito del panel “Islamizzazione, diritti negati e diritti pretesi”.

Nel suo intervento, l’eurodeputata ha posto l’attenzione sulle modalità di accesso ad alcune misure di sostegno economico.

«A Milano, ad esempio, tra i contributi destinati al sostegno degli affitti, oltre la metà viene assegnata a cittadini stranieri», ha affermato Sardone, aggiungendo che, secondo i dati da lei citati, «sul sostegno al reddito destinato alle famiglie con minori e persone con disabilità, il 70% dei contributi va agli stranieri».

Da qui la richiesta di una revisione delle misure: «Dobbiamo quindi ripensare questi strumenti di sostegno», ha sostenuto.

Sardone ha affrontato anche il tema degli asili nido gratuiti, dichiarandosi favorevole al provvedimento ma chiedendo criteri legati alla situazione occupazionale e alla ricerca di lavoro dei genitori.

«Sono favorevole agli asili nido gratuiti – ha spiegato – ma possiamo prevedere che il beneficio sia riconosciuto ai genitori quando entrambi lavorano, studiano o sono impegnati nella ricerca di un’occupazione?».

L’intervento si inserisce nel più ampio dibattito promosso dalla Lega sui criteri di accesso alle politiche sociali e sull’integrazione, temi al centro della manifestazione romana.

 

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