CRONACA

Scintille durante la visita della Meloni a Policoro. Loris Gentile contesta Coldiretti Il presidente Meloni invita alla calma

Presidente, qui a Policoro ci sono imprenditori perbene.

Non siamo dei caporali e non possiamo accettare che un intero comparto venga raccontato attraverso le responsabilità di singoli soggetti spesso estranei a questo mondo».

Il confronto si è acceso quando Gentile ha chiamato in causa pubblicamente Coldiretti dinnanzi alla Meloni. Ne è nato un botta e risposta, durante il quale la stessa *Presidente Meloni è intervenuta invitando le parti a non agitarsi.

Sono state parole nette quelle pronunciate da Loris Gentile, vicepresidente del Coordinamento Agricoltori Basilicata e referente per il Metapontino, durante la visita a Policoro della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accompagnata dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e dai rappresentanti delle istituzioni regionali.

Il caso di Amendolara e la comunicazione sul caporalato

Uno dei temi sollevati riguarda la tragedia di Amendolara e la comunicazione che ne seguì.

Nelle ore successive all’accaduto, Coldiretti pubblicò sui propri canali social un post molto duro, utilizzando espressioni che collegavano la vicenda ai fenomeni di sfruttamento nel settore agricolo.

Gentile contesta non la necessità di combattere il caporalato, che considera una priorità assoluta, ma il rischio che una comunicazione particolarmente forte possa contribuire a causare generalizzazioni nei confronti di migliaia di aziende che operano nel rispetto delle regole.

In quei giorni tutti i media hanno raccontato di un’agricoltura malvagia, quella del metapontino e molti esponenti anche politici che hanno cavalcato l’onda, invitando a NON CONSUMARE LE FRAGOLE DEL METAPONTINO.

«Chi sfrutta i lavoratori e chi commette reati deve pagare. Su questo non può esserci alcuna ambiguità. Ma una cosa è colpire i responsabili, un’altra è lasciare che nell’opinione pubblica passi l’idea che un intero settore sia composto da sfruttatori».

Secondo Gentile, nei mesi successivi il comparto fragolicolo è stato al centro di un dibattito mediatico molto pesante, con continui riferimenti a caporalato, sfruttamento e condizioni di lavoro a cui sono seguiti controlli a tappeto.

«Il problema esiste e va affrontato seriamente. Ma gli imprenditori agricoli onesti devono essere coinvolti nella soluzione, perché sono i primi a conoscere le difficoltà reali del settore e hanno interesse a isolare chi opera nell’illegalità».

«Quali risultati concreti sono stati ottenuti?»

Gentile richiama anche un episodio precedente.

Il 23 ottobre 2025, dopo la morte di quattro braccianti in un incidente stradale a Scanzano Jonico in un frontale con un camion mentre tornavano a casa dopo una giornata di lavoro, Gentile e numerosi imprenditori agricoli organizzarono un incontro per discutere di caporalato, trasporto dei lavoratori e criticità del settore.

Quell’iniziativa fu successivamente criticata pubblicamente da Coldiretti, che richiamò la delicatezza degli argomenti e l’importanza di affrontarli nelle sedi ritenute competenti.

Gentile pone però una questione diversa:

«Cosa c’è di sbagliato se degli imprenditori decidono di sedersi attorno a un tavolo, guardarsi in faccia e parlare dei problemi che incontrano ogni giorno? Chi meglio di chi vive quotidianamente il settore può contribuire a individuare le criticità e proporre delle soluzioni?».

Da qui la domanda che il Coordinamento pone oggi:

«Da quel momento, quali proposte concrete sono state formalmente presentate? Quali sono state accolte?

E soprattutto, quali risultati sono stati realmente raggiunti?».

Secondo Gentile, tragedie successive dimostrano quanto il tema necessiti ancora di interventi strutturali e non soltanto di dichiarazioni pubbliche.

«Non possiamo aspettare ogni volta una nuova tragedia per tornare a parlare di caporalato. Bisogna lavorare su trasporti, manodopera, controlli, legalità e organizzazione del lavoro prima che accadano altri fatti drammatici».

Il tema della centrale a biogas di Policoro

Gentile estende la sua critica anche al dibattito sulla centrale a biogas prevista nel territorio di Policoro, in un’area a forte vocazione agricola.

Il progetto ha generato da più di un anno preoccupazioni e contestazioni da parte di cittadini e imprenditori agricoli, che hanno organizzato anche manifestazioni e iniziative pubbliche.

Secondo Gentile, su una questione di tale importanza sarebbe stata necessaria sin dall’inizio una posizione più tempestiva, chiara e condivisa da parte di tutte le organizzazioni rappresentative del mondo agricolo.

«Quando un territorio agricolo manifesta una preoccupazione, le associazioni devono ascoltare immediatamente quelle voci, approfondire il progetto e assumere posizioni comprensibili. Non serve arrivare dopo: bisogna esserci quando il problema nasce».

Il Coordinamento sottolinea inoltre che, in alcune iniziative pubbliche organizzate dagli imprenditori sul tema, Coldiretti era stata invitata.

Sulla base di quanto riferito dagli organizzatori, l’associazione non prese parte a quelle specifiche manifestazioni e incontri.

La conclusione è una richiesta di cambio di metodo:

Gli imprenditori agricoli devono essere parte della soluzione, non essere indicati come il problema.

Il settore va difeso dalle generalizzazioni di una comunicazione spesso spietata: tutelare l’imprenditore onesto significa tutelare il lavoratore e difendere il lavoro agricolo.

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