Oasis, Liam e Noel Gallagher sbarcano a Venezia: al Lido il documentario sulla reunion

Il rock britannico conquista il Lido di Venezia. Tra gli ospiti più attesi dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ci sono Liam e Noel Gallagher, i due fratelli che hanno riportato insieme sul palco gli Oasis dopo anni di divisioni.
Al festival viene presentato fuori concorso, in anteprima mondiale, il documentario “Oasis: Don’t Look Back in Anger”, diretto da Dylan Southern e Will Lovelace e realizzato a partire da una sceneggiatura firmata da Steven Knight, autore di Peaky Blinders.
Il film segue da vicino la reunion della band e il lungo tour internazionale che ha riportato i Gallagher a esibirsi fianco a fianco. Dopo il passaggio veneziano, il documentario arriverà nelle sale dal 10 settembre, con alcune proiezioni anche in formato IMAX, per poi approdare entro la fine dell’anno su Disney+ per il pubblico internazionale.
Al centro del racconto c’è il rapporto tormentato tra i due fratelli. La collaborazione degli Oasis si era interrotta bruscamente nel 2009, dopo un violento litigio avvenuto a Parigi poco prima di un concerto. Da allora i rapporti personali tra Liam e Noel erano rimasti profondamente compromessi, fino alla decisione di tornare insieme sul palco.
L’arrivo dei Gallagher a Venezia ha richiamato numerosi fan. Già dalle prime ore della giornata, molti sostenitori della band, diversi dei quali indossavano magliette degli Oasis, si sono radunati nei pressi del Palazzo del Casinò e lungo il percorso del red carpet, aspettando di poter vedere da vicino i due musicisti.
Liam e Noel hanno scelto di non prendere parte alla conferenza stampa, lasciando che a incontrare i giornalisti fossero Steven Knight e i due registi. I fratelli hanno però partecipato al photocall, regalando alcuni momenti di leggerezza. Liam, arrivato in motoscafo, ha salutato il pubblico con il pugno alzato. Davanti ai fotografi ha poi scherzato insieme al fratello, coinvolgendo anche Noel in qualche sorriso.
Quando alle fotografie si è aggiunto il direttore della Mostra, Alberto Barbera, Liam ha improvvisato una battuta chiedendogli se fosse George Clooney, prima di posare insieme agli altri protagonisti dell’evento.
È proprio il ritrovato affiatamento tra i due Gallagher a rappresentare il cuore del documentario. Le immagini delle prove e dei concerti mostrano una relazione che, gradualmente, sembra ricostruirsi. Sullo sfondo ci sono alcuni dei brani più celebri degli Oasis, da Wonderwall a Champagne Supernova, passando per Stand by Me e Don’t Look Back in Anger, canzone che finisce per assumere un significato particolare all’interno della vicenda.
Il racconto comincia con una certa distanza tra i fratelli durante le prime prove e segue la progressiva trasformazione del loro rapporto. Tappa dopo tappa, le esibizioni mostrano una crescente sintonia, mentre il tour diventa anche l’occasione per fare i conti con il passato.
Liam ha descritto questa esperienza come un modo per affrontare vecchie tensioni e liberarsi della rabbia accumulata nel tempo. Noel, invece, ha sottolineato l’opportunità di modificare il racconto pubblico della storia degli Oasis attraverso questa nuova fase della loro carriera.
Per Steven Knight, la vicenda dei due musicisti possiede già gli elementi di una grande storia cinematografica. Lo sceneggiatore ha osservato come alcuni spettatori abbiano riconosciuto nel documentario atmosfere che ricordano Peaky Blinders: al centro, ancora una volta, ci sono due fratelli molto diversi, accomunati da un legame difficile da spezzare.
Una componente importante del film è rappresentata anche dalle testimonianze dei fan. Il documentario racconta il legame che unisce sostenitori di età differenti, spesso genitori e figli, tornati negli stadi per assistere alla reunion. Tra le testimonianze compare quella di una giovane donna brasiliana che racconta di aver trovato nella musica degli Oasis un sostegno durante un periodo particolarmente difficile della propria vita.
Dal Sud Corea arriva invece la testimonianza di una fan secondo cui la musica della band non promette semplicemente di cancellare i momenti negativi, ma accompagna chi ascolta durante le difficoltà e lo aiuta a ritrovare la forza per andare avanti.
I due fratelli hanno visto il documentario soltanto una volta completato il montaggio. Secondo Steven Knight, entrambi ne sarebbero rimasti profondamente coinvolti ed entusiasti.
E alla domanda sulla possibilità di trasformare la loro vicenda in un film di finzione, Knight ha risposto che il documentario rappresenta già il modo più efficace per raccontare la storia di Liam e Noel: una vicenda reale, fatta di conflitti, separazioni, musica e una reunion che ha riportato gli Oasis davanti al loro pubblico.