Caro scuola, Confcommercio-Ali-Federcatolai

Lovallo: «Libri e materiale scolastico non possono essere considerati soltanto una spesa. La scuola è un investimento sul futuro. Bene gli interventi del Governo, ma ora serve una detrazione fiscale per le famiglie»
«Continuare a parlare dei libri scolastici soltanto come di una spesa è sbagliato: lo studio non è un costo, ma un investimento sulle competenze e sul futuro dei nostri giovani».
È il messaggio che arriva da Confcommercio Potenza, Ali Confcommercio e Federcartolai alla vigilia del nuovo anno scolastico, attraverso il presidente di Confcommercio Potenza Angelo Lovallo, che rilancia sul territorio le proposte avanzate dalla categoria a livello nazionale.
Il tema del cosiddetto «caro scuola» torna puntualmente a settembre, ma secondo Confcommercio è necessario distinguere gli aumenti effettivi dei prezzi dagli allarmi costruiti su stime generalizzate, che rischiano di offrire alle famiglie una fotografia distorta della spesa e, allo stesso tempo, di penalizzare un’intera rete di piccoli esercizi commerciali.
«I cartolai i conti li fanno ogni giorno – sottolinea Lovallo – e per questo riteniamo fondamentale riportare il dibattito sui numeri reali. Le famiglie hanno diritto a sapere quanto spendono effettivamente e per quali prodotti, senza cifre indistinte che finiscono soltanto per alimentare l’allarme».
Secondo la rilevazione di Federcartolai, realizzata raccogliendo i dati di centinaia di esercizi, uno zaino base si colloca generalmente tra 40 e 50 euro, l’astuccio a tre cerniere tra 19 e 29 euro, quello semplice tra 5 e 15 euro, il diario tra 16 e 25 euro, mentre il set di quaderni e copertine oscilla tra 12 e 20 euro.
Una calcolatrice scientifica può arrivare a 18 euro e la cancelleria completa a circa 14 euro. Per i libri di testo, la spesa è naturalmente più variabile e può arrivare fino a 350 euro per la prima media.
«Numeri alla mano – continua Lovallo – non possiamo accettare che il lavoro quotidiano delle cartolerie venga rappresentato attraverso cifre a effetto che non trovano riscontro nella realtà dei nostri negozi. Dietro ogni cartoleria c’è un’attività di prossimità che serve le famiglie durante tutto l’anno, non soltanto nel periodo del rientro scolastico».
I dati indicati da Federcartolai parlano di aumenti nell’ordine del 2-4% per cancelleria e materiale scolastico e dell’1,8% per i libri di testo 2026/2027, valori che, secondo l’associazione, sono ben diversi dagli allarmi che ciclicamente accompagnano l’avvio dell’anno scolastico.
LIBRI, UN INVESTIMENTO DA SOSTENERE
Sul tema interviene anche Paolo Ambrosini, presidente di Ali Confcommercio, che riconosce al Governo l’aumento delle risorse destinate alle famiglie più fragili e l’intervento sui tetti di spesa dei libri dopo anni di mancato adeguamento all’inflazione. «Sono passi nella giusta direzione – sostiene Ambrosini – ma è necessario fare un ulteriore passo avanti».
La proposta è quella di introdurre una detrazione fiscale per l’acquisto dei libri scolastici, misura sostenuta da Ali Confcommercio da decenni e che oggi raccoglie consensi anche nel mondo editoriale e tra importanti realtà sociali.
«Come Confcommercio Potenza – afferma Lovallo – riteniamo che sostenere il diritto allo studio significhi anche aiutare concretamente le famiglie a sostenere i costi dell’istruzione. Una detrazione fiscale per i libri scolastici sarebbe una misura semplice, strutturale e immediatamente comprensibile».
Per Ali Confcommercio occorre inoltre rivedere i tetti di spesa per i libri scolastici, introdotti con l’obiettivo di tutelare le famiglie ma divenuti nel tempo un meccanismo complesso, che può finire per condizionare le scelte didattiche senza risolvere alla radice il problema dei costi.
IL RUOLO DELLE CARTOLERIE
Federcartolai richiama anche il ruolo svolto dagli esercizi di prossimità nella distribuzione dei libri scolastici per le scuole primarie, la cui fornitura è a carico dei Comuni. Un servizio che, sottolinea la categoria, viene garantito dalle cartolerie mentre la grande distribuzione spesso non lo considera economicamente conveniente.
«Questa rete di piccoli negozi rappresenta un presidio economico e sociale dei nostri territori – evidenzia Lovallo –. Non possiamo ricordarci delle cartolerie soltanto quando arriva settembre. Sono imprese che offrono un servizio alle famiglie, conoscono i clienti, garantiscono assistenza e contribuiscono alla vitalità dei centri urbani».
Altro strumento da valorizzare è la Carta dello Studente, che consente di ottenere uno sconto del 10% sulla cancelleria. Un beneficio che, secondo Federcartolai, dovrebbe essere maggiormente conosciuto dalle famiglie.
«DALLE POLEMICHE ALLE SOLUZIONI»
La posizione di Confcommercio è quindi quella di superare la contrapposizione tra famiglie, scuola, imprese e istituzioni.
«Su un tema così delicato non servono slogan né una gara a chi comunica la cifra più alta – conclude Lovallo –. Servono dati verificabili, confronto e soluzioni. Famiglie, scuola, imprese e istituzioni devono sedersi allo stesso tavolo per individuare strumenti capaci di ridurre il peso economico dell’anno scolastico senza scaricare i costi su un’unica parte».
Tra le priorità indicate da Confcommercio figurano dunque detraibilità delle spese per i libri scolastici, sostegno alle famiglie più fragili, revisione dei tetti di spesa e valorizzazione della rete delle cartolerie e dei negozi di prossimità.
«La scuola – conclude il presidente di Confcommercio Potenza – è il primo investimento che una comunità fa sul proprio futuro. Aiutare le famiglie a sostenere questo investimento significa rafforzare il futuro dei nostri ragazzi e, allo stesso tempo, difendere una rete di imprese che ogni giorno svolge un servizio essenziale sul territorio».