POLITICA

Recupero ACQUE AFFINATE DEPURATORE MARTINA FRANCA – ASS LLPP di Crispiano Michele Palmisano

L’assessore ai lavori pubblici e urbanistica Michele Palmisano spiega come sarà impiegata l’acqua affinata dal depuratore di Martina Franca nel territorio di Crispiano

La Regione Puglia, con Atto Dirigenziale n. 260 del 24 agosto 2026, ha autorizzato il riutilizzo delle acque reflue affinate provenienti dall’impianto di depurazione e affinamento di AQP di Martina Franca per destinarla ad attività che non richiedono l’utilizzo di acqua potabile e contribuendo a ridurre il ricorso alle fonti
idriche convenzionali.

A Crispiano le acque affinate saranno destinate prioritariamente all’irrigazione delle aree verdi e del campo di gioco dell’impianto sportivo del tiro con l’arco.

Nel caso di disponibilità superiore al fabbisogno, il Piano prevede la possibilità di utilizzare i volumi eccedenti per il rabbocco della cisterna interrata del campo di calcio di via Quasimodo e, in via subordinata, per il lavaggio delle strade urbane.

«È un risultato rilevante – dichiara l’Assessore ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica Michele Palmisano – perché introduce anche a Crispiano un principio del riuso dell’acqua recuperata per ridurre sprechi e rafforzare il modello economico circolare nel quale l’acqua, quando può essere recuperata in sicurezza, torna ad essere una risorsa per la Comunità».

Il riuso, infatti, non è consentito a seguito del prelievo dell’acqua in uscita da un depuratore.

Le acque devono essere sottoposte a un ulteriore processo di affinamento, rispettare specifici requisiti qualitativi ed essere oggetto di specifica valutazione (Piano di Gestione del Rischio, PDGR) per disciplinare controlli, trasporto, accumulo, distribuzione e destinazioni d’uso. Per Crispiano il Piano (PDGR) prevede il trasporto mediante autobotti, autorizzate, e l’accumulo in serbatoi dedicati presso l’impianto sportivo, attraverso una rete esclusivamente destinata all’acqua affinata e separata da quella dell’acqua potabile.

Il sistema, autorizzato dalla Regione, contempla l’impiego, in via primaria, tramite la rete dell’impianto di tiro con l’arco quale sottosistema definito «esclusivamente extra-agricolo e manutentivo» ed è riferito agli utilizzi sportivi e civili individuati nel provvedimento.

Sarà infatti possibile utilizzare per rabboccare le cisterna interrata del campo sportivo di via Quasimodo e la pulizia delle strade. «Non è sufficiente disporre di acqua depurata perché questa possa automaticamente
essere destinata all’agricoltura o ad altri utilizzi.

Il riuso richiede qualità dell’acqua, infrastrutture, sistemi di distribuzione, utilizzatori individuati, controlli e
autorizzazioni coerenti con la destinazione prevista.

Il lavoro di costruzione, congiunta e condivisa, del Piano di gestione del rischio dimostra concretamente quanto sia articolato il percorso necessario per trasformare un refluo in una risorsa effettivamente utilizzabile».

Proprio in questa prospettiva si inserisce anche il lavoro, silenzioso ma determinato, dell’Amministrazione comunale a favore dell’impianto di depurazione comunale, la cui gestione e i relativi interventi sono
di competenza di Acquedotto Pugliese.

«Siamo in attesa di iniziative della Regione che finanzino la rifunzionalizzazione della rete esistente, ovvero l’estensione e, auspicando che AQP, parallelamente programmi gli interventi disistemazione dell’impianto di affinamento ovvero l’adeguamento dell’impianto di depurazione comunale come proceduto in numerosi altri casi nella Regione puglia».

Da febbraio 2022 è in corso un’interlocuzione tra il comune di Crispiano, AQP e Regione, per verificare e conseguire l’obiettivo centrale della dotazione infrastrutturale dei depuratori, gestiti da AQP, affinchè siano adeguati all’affinamento delle acque depurate.

«Continueremo l’interlocuzione con gli attori, a vario titolo coinvolti – Regione, AQP e ARIF – aggiunge Palmisano – affinché le richieste avanzate dal Comune possano trovare quanto prima riscontro e vengano individuate le risorse necessarie per gli interventi sull’impianto di depurazione di Crispiano.

Le somme necessarie per finanziare la progettazione, e la costruzione, di impianti di affinamento non sono alla portata di un ente locale oltre che essere misure obiettivo del programma strutturale regionale.

Per questa ragione saremo attenti alle opportunità veicolate dai bandi regionali». Per Crispiano il provvedimento regionale rappresenta quindi un primo risultato concreto che intanto risponde agli impegni programmatici di questa Amministrazione riducendo la quantità d’acqua – nel caso del tiro con l’arco parliamo di migliaia di litri al giorno di fabbisogno – riducendo drasticamente il ricorso alla risorsa idrica vergine.

La delibera di Giunta n. 195/2026, approvata lo scorso 3 settembre, oltre a prendere atto del provvedimento regionale, sarà un utile strumento per consentire agli uffici di adottare pratiche operative rigorose e ordinate per la gestione delle acque affinate.

«È questo il significato che vogliamo dare alla sostenibilità – conclude l’Assessore –. L’Agenda 2030 è insieme di scelte amministrative e soluzioni che riusciamo concretamente a mettere in campo mediante il recupero e il riutilizzo di una risorsa e con il coordinamento, sinergico, di una governance multilivello e
multiscala».

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