Maurizio Bolognetti: Anna Conte per me

Questa mattina è terminato il percorso terreno dell’architetto Anna Conte. Anna é stata tante cose: scrittrice
(https://www.ibs.it/respiro-della-vita-libro-anna-conte/e/9788861943384). dell’Associazione Asmara Onlus. Contagiosamente vitale. Ci lascla a poco più di 60 anni. Anna é stata la mia testimone di nozze ed è stata un’amica a cui ho voluto un mucchio di bene. Nell’apprendere la notizia ho
scritto di getto tutti i pensieri e le emozioni che mi attraversano in queste ore. Frammenti di vita, fotogrammi che punteggiano ma certo non bastano a descrivere un’esistenza, anche se, a volte, una foto può essere un editoriale e raccontare tanto. Occhi che si illuminano, occhi di speranza, occhi
e sorrisi che trasmettono gioia e a volte un velo di tristezza e malinconia. Guardarsi e capire senza parlare.
No, non è finita. Dai un altro giorno, una settimana, un anno e poi progetti e il rimettersi nelle mani di Dio. Essere speranza e non avere speranza. Si, essere perché essere è diverso. La preghiera e l’amore, amare e succhiare la vita. Brevi momenti in cui perdi la rotta, ma subito tomi in groppa a cavalcare la vita. Una
meta? Ma ne abbiamo proprio bisogno? La meta è il bello; la meta è il giusto; la meta è la vita stessa. Occhi azzurri e sguardi che contemplano. A volte un brivido che nasce dalla paura di arrivare al punto di non riuscire a ricordare, ma subito lo scacci e ci ridi su. La sfida ricomincia e la malattia – brutta carogna – avanza lenta e inesorabile. Ancora un momento, uno ancora, e apri gli occhi e parli con occhi che parlano a coloro che ti amano e ti sono accanto. lo ci sono, pensi. Personalmente penso che per la fede che ha
contraddistinto la tua vita avrai pensato – prima di andare incontro alla luce – ci sarò. Compresenza, Anna, la compresenza dei morti e dei viventi, di chi era e continua ad essere, di chi è e sa
che la vita terrena è solo un alito che soffia verso l’eternità Come sai, cara Anna, detesto i formalismi e pretendo di celebrare la morte, pur con il senso di vuoto che provoca, con il dolore che provoca, come se fosse un passaggio a vita nuova. Un nuovo inizio al cospetto di Dio. Ci rivedremo ancora, spero…e tu, mi raccomando, continua ad essere speranza come lo sei stata nella tua vita terrena. No, nessuna beatificazione o santificazione, non spetta a me. Voglio solo celebrare una vita,
un percarso che ho avuto la fortuna di incrociare.
Un abbraccio a tutti i tuoi cari, ad iniziare da Linda, Biniam, Pino, dalla tua Mamma e dalle tue amate sorelle
Elisabetta e Luciana.