CRONACA

Bernalda, minorenne fermato con cocaina e denaro contante: scatta il collocamento in comunità

Un minorenne è stato arrestato a Bernalda dai Carabinieri della locale Stazione con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio. Il giovane, già conosciuto dalle forze dell’ordine, è stato intercettato durante un’attività di controllo del territorio.

A insospettire i militari sarebbe stato il comportamento del ragazzo alla vista della pattuglia. Il giovane, infatti, si sarebbe abbassato nei pressi di un’auto parcheggiata, cercando di nascondere un piccolo borsello. I Carabinieri sono intervenuti immediatamente, recuperando l’oggetto e procedendo al controllo.

All’interno del portamonete sono state trovate dieci dosi di cocaina, confezionate singolarmente e pronte, secondo l’ipotesi investigativa, per essere cedute. La sostanza aveva un peso complessivo lordo di circa sette grammi.

Il controllo è stato successivamente esteso alla persona. Il minorenne aveva con sé una consistente quantità di contanti, composta da banconote di diverso taglio raccolte in piccoli mazzetti. Anche questo elemento è stato valutato dagli investigatori come compatibile con una possibile attività di spaccio.

La posizione del giovane sarebbe stata ulteriormente aggravata da un precedente episodio. Circa sei mesi fa, infatti, era già stato trovato in possesso di diverse dosi di hashish e di una somma di denaro ritenuta significativa.

Al termine degli accertamenti, il ragazzo è stato arrestato e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Potenza, trasferito al Centro di Prima Accoglienza del capoluogo.

Durante l’udienza di convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Potenza ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti del minorenne la misura cautelare del collocamento in una comunità.

Restano naturalmente ferme le garanzie previste dalla legge e il principio di presunzione di innocenza: il giovane dovrà essere considerato non colpevole fino a un eventuale pronunciamento definitivo dell’autorità giudiziaria.

Considerata la minore età dell’indagato, vengono inoltre mantenuti il massimo riserbo e tutte le cautele necessarie a impedirne l’identificazione.

 

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