L’Italia in miniatura costruita con i mattoncini: all’Aquila i monumenti di Maurizio Lampis
Dalla Torre di Pisa alla Fontana di Trevi, fino alla Basilica di Collemaggio: tre grandi riproduzioni raccontano il Belpaese attraverso migliaia di mattoncini

Trasformare alcuni dei monumenti più celebri d’Italia in grandi opere realizzate con semplici mattoncini da costruzione. È il progetto artistico di Maurizio Lampis, artista sardo che da anni porta avanti l’idea di ricreare un’intera Italia in miniatura, riproducendo edifici e luoghi simbolo un elemento alla volta.
All’Aquila sono attualmente protagoniste tre delle sue realizzazioni: la Torre di Pisa, la Fontana di Trevi e la Basilica di Collemaggio. Quest’ultima è il lavoro più recente e, per la sua realizzazione, sono stati necessari circa 90 mila mattoncini e sette mesi di lavoro.
Il modello della basilica raggiunge i 170 centimetri di lunghezza e misura quasi un metro e mezzo in larghezza. La riproduzione riprende le caratteristiche geometriche della facciata, le proporzioni dell’edificio e numerosi dettagli architettonici del monumento aquilano.
Un lavoro fatto senza software
Per Lampis tutto parte dall’osservazione e dalla progettazione manuale. Non vengono utilizzati programmi informatici per sviluppare il modello: l’artista studia l’edificio, ne analizza forme e proporzioni e poi inizia la costruzione.
La fase successiva è lunga e meticolosa. Ogni elemento viene assemblato, controllato e, quando il risultato non è soddisfacente, anche smontato e ricostruito.
A rendere ancora più particolare il processo è il fatto che i mattoncini non vengono realizzati su misura per le singole opere. Lampis acquista periodicamente nuovo materiale e sceglie, tra i componenti disponibili, quelli più adatti a riprodurre archi, muri, colonne e decorazioni.
È proprio questo vincolo a rendere la costruzione una vera sfida creativa: bisogna trovare la combinazione più efficace utilizzando esclusivamente colori, forme e dimensioni già disponibili.
Un omaggio speciale alla città dell’Aquila
La riproduzione della Basilica di Collemaggio assume anche un significato personale per l’artista, che ha voluto dedicarla alla città abruzzese.
L’opera diventa così un omaggio all’Aquila e alla sua storia, con un particolare riferimento al terremoto del 2009, un evento che Lampis racconta di non aver mai dimenticato.
Accanto alla basilica trovano spazio la Torre di Pisa, composta da circa 18 mila pezzi, e la Fontana di Trevi, realizzata utilizzando circa 20 mila mattoncini. Per la torre sono stati necessari tre mesi di lavoro, mentre la fontana ha richiesto circa quattro mesi.
Dalla passione dell’infanzia a una vera professione
Nato a Cagliari nel 1976, Lampis ha incontrato il mondo dei mattoncini già da bambino, quando a sei anni ricevette il suo primo set.
Quella che era nata come una passione è diventata, a partire dal 2015, un’attività professionale. Nello stesso percorso è nata anche l’associazione culturale Karalisbrick, dedicata alla diffusione della cultura legata alle costruzioni con i mattoncini.
Nel 2021 Lampis ha inoltre dato vita al Museo del Mattoncino, inizialmente organizzato come realtà itinerante in Sardegna e successivamente trasferito in una sede permanente a Capoterra.
Tra i progetti più imponenti dell’artista figura anche la ricostruzione di piazza San Marco a Venezia: un modello lungo 270 centimetri e largo 105, composto da circa 170 mila mattoncini. L’opera è stata presentata come una delle più grandi realizzazioni di questo genere realizzate da un privato e nel 2023 è rimasta esposta per cinque mesi al Museo Creature di Gomma – Venice Vintage Toys.
Le tre opere attualmente all’Aquila resteranno visitabili fino alla prossima settimana nel foyer del Cinema Teatro Zeta. L’esposizione accompagna l’apertura di Abruzzimaginarium, il parco ludico-didattico ideato da Manuele Morgese.
Un viaggio nell’arte e nell’architettura italiana, dunque, ma osservato da una prospettiva decisamente originale: quella di migliaia di piccoli mattoncini che, assemblati pazientemente, restituiscono la forma e l’identità di alcuni dei luoghi più riconoscibili del nostro Paese.