“Stargate. Terremoto ’80”, si chiude il tour estivo: 15 comuni lucani nel segno della memoria e della prevenzione

“Stargate. Terremoto ’80”, si chiude il tour estivo: 15 comuni lucani nel segno della memoria e della prevenzione
Da Potenza a Chiaromonte, il docufilm di Andrea Manicone ha attraversato la Basilicata raccogliendo consensi (3000 le presenze registrate) e riportando al centro il terremoto del 1980.
Ultima tappa particolarmente intensa, nel ricordo del giornalista Rai Renato Cantore e del senatore Grosso. In autunno e inverno il viaggio proseguirà in altre comunità e nelle scuole.
Si è concluso a Chiaromonte il tour estivo di Stargate. Terremoto ’80, il docufilm di Andrea Manicone dedicato al terremoto che il 23 novembre 1980 sconvolse l’Irpinia e una vasta area del Mezzogiorno, lasciando una ferita profonda anche nella Basilicata.
Quindici i comuni lucani raggiunti dalla rassegna, in un percorso che ha trasformato ogni proiezione in un momento di incontro, confronto e riflessione sulla memoria collettiva e sul tema della prevenzione.
Le tappe sono state moderate e presentate dalla giornalista de Le Cronache Anna Tammariello, alla presenza dell’attore e regista Andrea Manicone, che ha accompagnato il pubblico dentro una narrazione costruita attraverso immagini d’epoca, testimonianze e storie personali.
L’appuntamento conclusivo di Chiaromonte ha assunto un significato particolarmente intenso. Alla serata hanno partecipato l’assessore alle Attività produttive Francesco Cupparo, la sindaca Valentina Viola, Domenico Donadio, presidente di Polis per Chiaromonte ETS, e il professor Ponzo dell’Università degli Studi della Basilicata, tra i protagonisti dell’opera.
Cupparo ha restituito al pubblico il proprio ricordo personale di quella tragica notte del 1980. Aveva 24 anni quando il terremoto entrò nella storia della Basilicata e nella memoria di un’intera generazione.
Nel suo intervento ha legato il ricordo di quella tragedia a un’altra grande emergenza che oggi interessa soprattutto le aree interne: lo spopolamento. Due fenomeni diversi, ma accomunati dalla necessità di non perdere il rapporto con i territori, le comunità e la loro identità.
La conclusione del tour è stata anche l’occasione per rinnovare il ricordo di Renato Cantore, storico giornalista della Rai recentemente scomparso.
Cantore è una delle voci presenti nel documentario, attraverso un’intervista esclusiva che oggi assume un valore ancora più prezioso. La sua testimonianza restituisce la professionalità di un giornalista che ha raccontato con sensibilità e rigore la Basilicata, la sua storia e le profonde trasformazioni che ne hanno segnato il cammino.
Il momento commemorativo ha rappresentato un omaggio a una figura capace di documentare alcune delle pagine più importanti della memoria collettiva lucana, facendo del giornalismo uno strumento di conoscenza e di costruzione della memoria.
Oltre al giornalista, è stata ricordata un’altra figura di spessore ed importanza, quella del senatore e sindacalista Gruosso, scomparso poco tempo fa e tra le voci autorevoli che hanno preso parte all’opera.
Realizzato in collaborazione con Rai Teche, che ha messo a disposizione un importante patrimonio di immagini d’archivio, Stargate. Terremoto ’80 ricostruisce una delle vicende più drammatiche della storia del Mezzogiorno intrecciando documenti storici e testimonianze dirette.
Tra le voci raccolte nel documentario c’è anche quella del giornalista Piero Badaloni, che contribuisce al racconto attraverso il punto di vista di chi visse professionalmente quei giorni e ne documentò gli effetti.
Al centro dell’opera c’è la Basilicata, con le sue comunità e i protagonisti della ricostruzione. Manicone sceglie un linguaggio intimo e riflessivo per mettere in dialogo passato e presente, affiancato nel racconto dal figlio Dino, in un passaggio simbolico della memoria da una generazione all’altra.
Il titolo Stargate richiama proprio l’idea di una soglia, di un passaggio tra ciò che è stato e ciò che continua a vivere nel ricordo.
Il terremoto del 1980 diventa così il punto di partenza per una riflessione più ampia sull’identità dei territori, sulla capacità delle comunità di rialzarsi dopo una tragedia e, soprattutto, sulla responsabilità di trasmettere alle nuove generazioni ciò che è accaduto.
Il tour era partito l’8 maggio da Potenza, con la presentazione in prima assoluta, per poi proseguire il 5 giugno a Balvano.
A giugno il documentario era tornato a Potenza, il 17, nell’ambito delle iniziative con la Lucana Film Commission, per poi fare tappa il 18 giugno a Lagonegro e il 19 a Matera.
Il viaggio è quindi proseguito il 3 luglio a Picerno, il 24 luglio a San Severino Lucano, il 2 agosto a Roccanova, il 3 agosto ad Acerenza, il 5 agosto a Forenza, il 6 agosto ad Abriola, il 7 agosto a Pescopagano, il 18 agosto a Marsico Nuovo, il 19 agosto a Calvello, fino all’appuntamento conclusivo del 26 agosto a Chiaromonte.
Un percorso ampio, che ha portato Stargate. Terremoto ’80 dentro le comunità, restituendo al pubblico non soltanto la cronaca di una catastrofe, ma la storia di persone e territori che hanno dovuto affrontare il dolore, la ricostruzione e le trasformazioni che ne sono seguite.
La chiusura della stagione estiva, dunque, non rappresenta la fine del viaggio. Il progetto proseguirà nei mesi autunnali e invernali, raggiungendo nuove comunità lucane, con l’obiettivo di continuare a “diffondere il verbo” della memoria e della prevenzione.
Accanto agli appuntamenti nei comuni, è previsto inoltre un percorso di divulgazione nelle scuole, per portare il documentario tra gli studenti e trasformare la memoria del terremoto in uno strumento di consapevolezza.
Perché ricordare il 1980 non significa soltanto guardare indietro: significa interrogarsi sul presente, sulla sicurezza dei territori e sulla capacità delle nuove generazioni di conoscere la propria storia per affrontare con maggiore consapevolezza il futuro.