CULTURA E EVENTI

Arpor, oltre 20 milioni fino al 2030. Confcooperative Basilicata: così il valore resta agli agricoltori lucani soci

Grimolizzi: «Il prodotto lucano deve uscire dalla regione già lavorato»

Arpor investirà oltre 20 milioni di euro nello stabilimento di Policoro entro il 2030, sedici dei quali su interventi già indicati come prioritari.
Il piano, presentato martedì al convegno “Coltiviamo il Domani”, prevede una nuova linea di surgelazione, l’ampliamento delle strutture produttive e frigorifere e un edificio su due piani che ospiterà cucina sperimentale, sala formazione, controllo qualità e uffici tecnici.
Parte del Gruppo Fruttadoro Orogel, Arpor aderisce a Confcooperative Agroalimentare e Pesca Basilicata. Alla cooperativa conferiscono più di 480 soci agricoltori. Il 2025 si è chiuso a 64 milioni di fatturato, con oltre 27mila tonnellate di vegetali e più di 4.200 ettari coltivati.
Michele Grimolizzi, presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Basilicata, guarda al comparto. «In Basilicata sappiamo produrre, il problema è sempre stato dove il prodotto esce dalla regione. Se parte sfuso, il valore aggiunto lo incassa qualcun altro.
A Policoro le orticole del Metapontino vengono raccolte, surgelate e confezionate a pochi chilometri dai campi.
È il criterio con cui vanno costruite le misure della nuova programmazione regionale: sostenere le filiere che chiudono il ciclo qui».
«Arpor investe a Policoro da diciassette anni e non ha mai spostato altrove il baricentro», dichiara Giuseppe Bruno, presidente di Confcooperative Basilicata.
«Con il modello cooperativo chi coltiva è anche socio di chi surgela e vende, e siede negli organi che decidono.
Così gli utili restano dove abitano i proprietari. È la differenza tra un’azienda che si insedia su un territorio e una cooperativa che il territorio se lo porta dentro, nella base sociale e negli organi di governo».
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