CRONACA

Tabernacoli profanati e ostie consacrate trafugate: tre episodi tra Lombardia e Sicilia

Tre episodi di particolare gravità hanno interessato, nell’arco di pochi giorni, altrettanti luoghi di culto tra Lombardia e Sicilia.

A Pavia, Poggio Rusco nel Mantovano e Scordia, nel Catanese, sono stati compiuti furti e atti di profanazione ai danni di chiese e cappelle.

In almeno due casi sono state sottratte anche ostie consacrate, circostanza che ha suscitato profonda preoccupazione nelle comunità religiose.

A definire i fatti come “sacrilegi gravissimi” è stato monsignor Corrado Sanguineti, vescovo di Pavia, dopo la violazione della cappella del cimitero monumentale di San Giovannino.

I responsabili hanno forzato l’accesso alla cappella, danneggiato il tabernacolo e portato via una pisside contenente ostie consacrate. Alcune particole sono state successivamente rinvenute a terra e trasferite in Duomo.

Secondo il vescovo Sanguineti, le modalità con cui è stato compiuto il furto lascerebbero ipotizzare una profanazione intenzionale, oltre alla volontà di sottrarre l’Eucaristia.

Un gesto che, ha sottolineato il presule, provoca particolare sofferenza nella comunità cattolica, considerato il significato attribuito al Santissimo Sacramento.

Un episodio analogo si è verificato in Sicilia, a Scordia, nell’area metropolitana di Catania. Dalla chiesa di Santa Maria Maggiore è stata sottratta una pisside contenente ostie consacrate.

Anche in questo caso sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica del furto e stabilire quale possa essere stato il movente.

Nel Mantovano, invece, a Stoppiaro di Poggio Rusco, i ladri hanno preso di mira la chiesa di Santa Maria Maddalena.

Dopo aver forzato una porta sul retro dell’edificio, sono riusciti a raggiungere l’altare maggiore e a smurare un tabernacolo in marmo, realizzato negli anni Cinquanta e dal valore stimato di circa 6mila euro.

All’interno del tabernacolo si trovava una cassa metallica dorata che, al momento del furto, risultava vuota. L’episodio ha comunque provocato forte sconcerto nella comunità locale.

Il sindaco Fabio Zacchi ha parlato di un furto sacrilego che rappresenta un’offesa per l’intera cittadinanza, auspicando che gli autori possano pentirsi e restituire il tabernacolo.

I tre casi, avvenuti a distanza ravvicinata, si inseriscono in una serie di episodi simili segnalati nel corso dell’estate in diverse regioni italiane.

Gli investigatori stanno cercando di comprendere se si tratti di episodi isolati oppure se dietro alcuni di questi furti possa esserci un disegno comune.

Tra le piste prese in considerazione non viene esclusa quella legata a riti esoterici, messe nere o pratiche riconducibili a sette sataniche, soprattutto nei casi in cui vengono sottratte deliberatamente ostie consacrate.

Profondo dolore è stato espresso anche da monsignor Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, intervenuto sul caso di Scordia.

Il vescovo ha definito particolarmente grave la sottrazione delle ostie consacrate, invitando i fedeli a reagire attraverso la preghiera, l’adorazione e gesti di riparazione.

Nel frattempo, le forze dell’ordine proseguono le indagini nei tre territori per individuare i responsabili e chiarire soprattutto se tra gli episodi esistano eventuali collegamenti.

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