CULTURA E EVENTI

ArtFest chiude a Venosa: cresce il pubblico, danza e patrimonio sempre più radicati nel territorio

Bilancio positivo per la sezione estiva del Festival delle Arti Coreutiche: sette giornate tra Melfi, Matera, Lagopesole e Venosa, compagnie nazionali e internazionali, prime assolute e nazionali e un percorso dedicato ai giovani danzatori. Merola: “Il pubblico ci segue e ci aspetta ogni anno vuol dire che il lavoro incessante di formazione del pubblico inizia a produrre i propri effetti.

Si è chiusa a Venosa la sezione estiva 2026 di ArtFest – Festival delle Arti Coreutiche, la manifestazione promossa dall’associazione culturale Etra e unica nel suo genere in Basilicata riconosciuta dal Ministero della Cultura.

Sette giornate di programmazione, dal 24 al 30 agosto, hanno costruito un itinerario diffuso tra Melfi, Matera, Lagopesole di Avigliano e Venosa, portando la danza contemporanea dentro castelli, parchi archeologici, architetture storiche, piazze e luoghi delle comunità.

Un’edizione che ha confermato la vocazione di ArtFest a mettere in relazione la creazione coreografica contemporanea con il patrimonio e il paesaggio lucano, coinvolgendo compagnie, coreografi e interpreti nazionali e internazionali e affiancando agli artisti affermati uno spazio concreto per la formazione, la sperimentazione e la crescita delle nuove generazioni.

“Il bilancio è assolutamente positivo – sottolinea Michele Merola, direttore artistico di ArtFest –abbiamo registrato un incremento molto significativo del pubblico, che in questi anni è cresciuto costantemente, edizione dopo edizione.

È un grande risultato, perché significa che ArtFest si è ormai radicato sul territorio: il pubblico ci segue, ci aspetta ogni anno e riconosce il Festival come un appuntamento consolidato”.

Il percorso ha attraversato alcuni dei luoghi più rappresentativi della Basilicata, dalla Cattedrale e dal Castello svevo di Melfi all’ex ospedale di San Rocco a Matera, dal Castello di Lagopesole al Castello Pirro del Balzo, alla Chiesa Incompiuta e al Parco archeologico di Venosa.

In questi spazi si sono alternati, tra gli altri, Compagnia Zappalà Danza, Equilibrio Dinamico Dance Company, Körper Centro Nazionale di Produzione della Danza, MM Contemporary Dance Company, Centro Coreografico Nazionale Aterballetto e la compagnia olandese Introdans, insieme ai giovani coreografi protagonisti della serata dedicata ai debutti in prima nazionale.

Ad accompagnare il pubblico tra spettacoli, approfondimenti e incontri con gli artisti è stata Maria Luisa Buzzi, direttrice di Danza&Danza. Tra i momenti centrali dell’edizione anche le prime e i progetti site specific pensati in relazione ai luoghi: Nella Neve al Castello di Lagopesole, la serata dei giovani coreografi a Venosa, le Microdanze di Aterballetto e The Mirror di Introdans nel Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi, fino a Chopin into US – Bruciare + Elegia nella Chiesa Incompiuta di Venosa.

Al Castello di Lagopesole il programma si è inoltre intrecciato con Federico II – Stupor Mundi, installazione artistica presentata in collaborazione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019 nell’ambito del progetto Fantastico Medioevo.

A suggellare la settimana è stato Studio sul desiderio di tornare di Adriano Popolo Rubbio per Etra, nato dal percorso di residenza artistica sviluppato insieme ai giovani danzatori di ArtFest e restituito alla comunità nella serata conclusiva a Venosa.

Più che un semplice spettacolo finale, il lavoro ha portato davanti al pubblico il processo di ricerca e creazione maturato durante il Festival, facendo dell’incontro con la comunità parte integrante dell’esperienza artistica. Proprio la formazione rappresenta uno degli elementi qualificanti del bilancio 2026.

“Abbiamo concluso questo percorso premiando i ragazzi per la loro costanza – prosegue Merola –hanno ottenuto numerose borse di studio in accademie prestigiose e questo per noi ha un valore particolare: significa che abbiamo fatto fino in fondo il nostro dovere di formatori.

La loro risposta, in termini di impegno ed entusiasmo, è stata straordinaria”. La chiusura di Venosa completa la prima sezione del Festival, alla quale seguirà la programmazione autunnale, proseguendo un progetto che punta a essere sempre più diffuso sul territorio lucano e radicato nelle comunità, costruendo in ogni tappa un diverso rapporto tra spettatore, artista e spazio pubblico.

ArtFest è sostenuto dal Ministero della Cultura, dalla Regione Basilicata, dai Comuni coinvolti, da Enel e dalla Pro Loco Castel Lagopesole. Il progetto è realizzato in collaborazione con Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa, Musei Nazionali di Matera – Direzione regionale Musei Nazionali della Basilicata, Diocesi di Melfi Rapolla Venosa, nell’ambito delle celebrazioni per i 950 anni dalla fondazione della Cattedrale di Melfi, Fondazione Matera-Basilicata 2019, nell’ambito del progetto Fantastico Medioevo, e 24Bottles.

A settembre e a ottobre ci saranno i prossimi appuntamenti che coinvolgeranno anche le scuole.

Pulsante per tornare all'inizio