Spesa farmaceutica, Chiorazzo e Vizziello (BCC): “Latronico e Bardi hanno trovato la cura per i conti della sanità: mettere le mani nelle tasche dei lucani”.
“Dopo anni di rassicurazioni e annunci sul contenimento della spesa farmaceutica, l’unica soluzione trovata dall’Assessore Latronico e dalla Giunta Bardi per far quadrare i conti è la più semplice: mettere le mani nelle tasche dei lucani”.
Lo dichiarano il Presidente di Basilicata Casa Comune e Vice Presidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo, e il Capogruppo di BCC in Consiglio regionale, Gianni Vizziello, commentando la DGR n. 544 del 27 agosto, che introduce dal 1° settembre un ticket fisso di 2,50 euro per ogni ricetta sulla farmaceutica convenzionata, fatte salve le esenzioni previste.
“Appropriatezza prescrittiva, farmaci generici, informatizzazione dei magazzini. Per anni Latronico ci ha raccontato le iniziative che avrebbero dovuto contenere la spesa farmaceutica. Il risultato è che oggi il conto viene presentato ai lucani”.
“Una scelta ancora più incomprensibile – sottolineano Chiorazzo e Vizziello – perché il problema principale è rappresentato dalla spesa per la farmaceutica ospedaliera sostenuta dalle aziende sanitarie e ospedaliere e, in misura decisamente minore, dalla farmaceutica convenzionata.
Nel 2025 parliamo di uno sforamento di circa 7 milioni di euro per la convenzionata, a fronte di circa 45 milioni per quella ospedaliera. Eppure, per intervenire sul problema più grande, si sceglie di far pagare i cittadini sulla componente più piccola”.
Per questo, come Basilicata Casa Comune, abbiamo presentato già mesi fa una proposta di legge per responsabilizzare il management sanitario, fino alla decadenza dei direttori generali in caso di mancato rispetto dei tetti di spesa.
Una proposta sulla quale si preferisce glissare, evidentemente è più facile chiedere 2,50 euro ai cittadini per ogni ricetta farmaceutica che chiedere conto dei risultati a chi dirige le aziende sanitarie”.
La proposta di BCC prevede infatti un monitoraggio continuativo della spesa e la responsabilizzazione del management rispetto al rispetto dei tetti programmati.
“Le rassicurazioni propagandistiche dell’Assessore Latronico, sempre più impegnato tra sagre, processioni e photo opportunity, si scontrano con l’assenza di governo della sanità e dei suoi problemi.
Non bastano più neppure le risorse delle compensazioni ambientali dirottate per risanare i debiti delle aziende sanitarie.
Ora si comincia direttamente a mettere le mani nelle tasche dei lucani. Bardi e Latronico ritirino immediatamente questa misura per non umiliare ulteriormente malati cronici, pensionati e persone in difficoltà economiche ed intervengano sulle vere cause della spesa.
I lucani non possono pagare il prezzo della loro incapacità di governo”.