Premio Rossetti Montano 2026, Corleto Perticara celebra la musica, la cultura e la memoria

Si è conclusa con una significativa partecipazione di pubblico la quinta edizione del Premio Rossetti Montano, che dal 21 al 23 agosto ha trasformato il Teatro Comunale di Corleto Perticara in un luogo di incontro tra musica, cultura, formazione e memoria.
Tre giornate dense di appuntamenti, con concerti, laboratori, masterclass, presentazioni editoriali e cerimonie di premiazione, hanno confermato la vocazione della manifestazione: costruire, attraverso la musica e la cultura, un ponte tra il patrimonio della Basilicata e il panorama artistico e culturale nazionale e internazionale.
A guidare il pubblico nei diversi momenti della rassegna sono state Adriana Volpe, Eva Immediato e Cristina Longo, che hanno accompagnato con professionalità le tre giornate del Premio. La manifestazione si è aperta il 21 agosto con il concerto dell’Orchestra San Giovanni di Napoli, diretta dal M° K. Goodman.
La serata è proseguita con la presentazione del Trend Basilicata Magazine e con la cerimonia di consegna dei Premi Rossetti, dedicati a personalità e percorsi che hanno contribuito alla ricerca, alla valorizzazione e alla divulgazione del patrimonio musicale.
Il Premio Rossetti per la Ricerca e la Divulgazione del Patrimonio Musicale è stato assegnato ad Alessandra D’Eugenio, mentre il Premio Rossetti per la Ricerca e la Valorizzazione del Patrimonio Musicale Lucano nella Didattica Musicale è andato ad Antonella Pecoraro.
Il Premio Rossetti alla Carriera Artistica è stato invece conferito a Checco Pallone. Nel corso della serata sono state inoltre assegnate le Borse di Studio della Scuola di Musica Rossetti-Montano per l’Anno Accademico 2025/2026 ed è stato conferito il Premio Rossetti a Veronika Lemishenko.
A chiudere la prima giornata è stato lo spettacolo “Arpiamoci e Partite”, con Dino Paradiso e Antonella Pecoraro, che ha unito musica, ironia e intrattenimento, offrendo al pubblico un finale all’insegna dello spettacolo.
La seconda giornata, il 22 agosto, ha posto al centro soprattutto la formazione e la trasmissione dei saperi. Particolare attenzione è stata dedicata al laboratorio didattico archeo-musicale curato da Alessandra D’Eugenio, ai laboratori musicali e alla masterclass di violino tenuta dalla prof.ssa Victoria Sannicandro.
Uno dei momenti più significativi della giornata è stato rappresentato dalla cerimonia del Premio Montano e dalla prima edizione del Premio Orlando Montano, una delle principali novità dell’edizione 2026.
Istituito a pochi mesi dalla scomparsa di Orlando Montano, il nuovo riconoscimento nasce con l’intento di custodirne la memoria e, soprattutto, di trasformarla in un’occasione concreta per continuare a promuovere quei valori, quell’impegno e quella visione che hanno caratterizzato il suo percorso.
Nell’ambito del Premio Musicale di Parità della Regione Basilicata, promosso dalla Consigliera Regionale di Parità Ivana Enrica Pipponzi, sono stati conferiti riconoscimenti a Maria Sarli, direttrice del Conservatorio di Musica “Gesualdo da Venosa” di Potenza, e a Myriam Di Noia, del Conservatorio “Egidio Romualdo Duni” di Matera.
Il Premio Orlando Montano – I Edizione è stato assegnato al Conservatorio di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari per l’impegno nella valorizzazione del patrimonio dell’arpa popolare. Riconoscimenti sono stati inoltre conferiti ai giovani musicisti Giulia Moraca, per l’arpa, e David Stefanovic, per il mandolino.
La seconda giornata ha visto anche l’assegnazione del Premio “Impegno Politico” Pietro Paolo Montano a Raffaele De Ruggieri e del Premio Montano 2026 a Sara Simari. A suggellare la giornata è stato il concerto del Quintetto d’archi “L’Altro Novecento”, con Francesco Sacco al primo violino, Ilaria Maggi al secondo violino, Gregorio Giamba alla viola, Piero Dattoli al violoncello e Angelo R. Basile al contrabbasso, accompagnati dal soprano Marilena Notarstefano, con gli arrangiamenti di Angelo R. Basile.
La giornata conclusiva, il 23 agosto, si è aperta con la presentazione del volume “Universi sonori. Strumenti, musiche e contesti nel mondo antico” di Alessandra D’Eugenio, ulteriore momento di approfondimento sul rapporto tra ricerca, archeologia musicale e patrimonio culturale.
La serata ha quindi riportato al centro i Premi Rossetti-Montano, con il riconoscimento per la Comunicazione e la Cultura assegnato a Valentina Bisti e quello per l’Eccellenza Musicale Internazionale conferito ad Alexander Boldachev, tra le figure più autorevoli del panorama internazionale dell’arpa.
Boldachev si è esibito dapprima da solista, per poi interpretare alcuni dei brani più rappresentativi della tradizione musicale lucana insieme all’ensemble di arpe dell’Associazione Arpa Viggianese.
Un incontro simbolico e particolarmente significativo tra una grande esperienza internazionale e una delle espressioni più identitarie della tradizione musicale della Basilicata.
Nel corso della serata è stato inoltre presentato “Mediterraneo Lucano”, il progetto del chitarrista Mirko Gisonte, che nel mese di settembre porterà la propria musica in un tour nei mercati centrali, proponendo una nuova riflessione sul rapporto tra cultura, identità, tradizione e territorio.
Al termine delle tre giornate, il presidente della commissione Antony Gallo ha tracciato un bilancio della manifestazione, sottolineando la crescente capacità del Premio di costruire un progetto culturale articolato:
“La quinta edizione del Premio Rossetti Montano ci consegna un bilancio complessivamente molto positivo.
Le tre giornate hanno confermato la capacità della manifestazione di costruire un percorso articolato, nel quale musica, cultura, formazione, memoria e valorizzazione del territorio sono riuscite a dialogare tra loro senza perdere la propria identità.
Abbiamo scelto di proporre un programma capace di coinvolgere pubblici e sensibilità diverse, alternando concerti, attività formative, presentazioni, momenti di confronto e riconoscimenti.
Credo che proprio questa pluralità rappresenti uno degli elementi più importanti della manifestazione: non un semplice contenitore di eventi, ma uno spazio nel quale esperienze, generazioni e linguaggi differenti possono incontrarsi”. Particolare attenzione, secondo il presidente della commissione, è stata riservata alla formazione e alle nuove generazioni.
“Investire sulla cultura – afferma – significa anche creare occasioni concrete di crescita e di partecipazione. Allo stesso tempo, abbiamo voluto mantenere forte il legame con la memoria e con il patrimonio musicale e culturale della Basilicata, aprendolo però al confronto con esperienze e professionalità provenienti da contesti più ampi”.
Una filosofia che trova riscontro nella stessa articolazione dei riconoscimenti assegnati durante la manifestazione: “Dalla ricerca alla didattica, dalla carriera artistica alla divulgazione, dalla cultura all’impegno civile, fino all’eccellenza musicale e alla valorizzazione delle nostre tradizioni.
Ogni premio rappresenta un tassello di un progetto più ampio che punta a riconoscere il valore delle persone e delle realtà che contribuiscono alla crescita del nostro patrimonio culturale”.
Tra gli elementi più significativi di questa edizione, un posto particolare spetta alla nascita del Premio Orlando Montano. “Ricordare una persona – sottolinea Gallo – significa soprattutto cercare di mantenere vivi nel tempo i valori, l’impegno e gli ideali che ne hanno caratterizzato il cammino.
Abbiamo voluto farlo attraverso un riconoscimento che possa diventare negli anni un ulteriore momento di riflessione e di valorizzazione”. Un’idea di memoria, dunque, non confinata al ricordo, ma capace di tradursi in progettualità e continuità.
Il riscontro del pubblico e la partecipazione alle diverse iniziative hanno inoltre evidenziato, secondo gli organizzatori, l’esistenza di un interesse crescente verso proposte culturali capaci di coniugare qualità artistica, identità e territorio.
“È un dato che ci responsabilizza e che ci spinge a lavorare per rendere il Premio sempre più strutturato, inclusivo e aperto alla collaborazione evidenziando anche il rafforzamento del rapporto con istituzioni, realtà culturali e musicali e con tutte le professionalità che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione.
Il risultato che portiamo a casa non è quindi quello di una singola iniziativa, ma quello di una rete di collaborazioni che può rappresentare la base per costruire il futuro”.
La quinta edizione del Premio Rossetti Montano si chiude così con un bilancio positivo, ma anche con la consapevolezza della necessità di continuare a crescere. “Vogliamo continuare – conclude – a crescere mantenendo fermo il carattere del Premio: partire dalla nostra storia e dalla nostra cultura per aprirci al confronto, alla contemporaneità e a nuove esperienze”.
Un percorso che guarda dunque già alle prossime edizioni, con l’obiettivo di consolidare una manifestazione che, partendo da Corleto Perticara, ambisce a rafforzare il proprio ruolo nel panorama culturale lucano e a proiettare sempre più lontano il patrimonio musicale e identitario della Basilicata.
Il ringraziamento finale degli organizzatori va al pubblico, agli artisti, ai relatori, ai musicisti, ai giovani, alle istituzioni, ai partner, ai collaboratori e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della quinta edizione.
Perché il Premio Rossetti Montano non vuole essere soltanto una rassegna di eventi, ma un progetto culturale nel quale musica, memoria e identità di