CULTURA E EVENTI

Notte della Taranta, il Salento guarda al Mediterraneo: musica, memoria e libertà sul palco di Melpignano

Una cultura nata dall’incontro tra popoli, tradizioni e contaminazioni, modellata dalla storia del Mediterraneo e capace di trasformare le proprie radici in un linguaggio musicale rivolto al futuro. È questo lo spirito con cui la Notte della Taranta si prepara a tornare a Melpignano, in provincia di Lecce, per la sua 29ª edizione.

Il grande appuntamento con la pizzica salentina sarà anche un’occasione per riflettere sull’identità di una terra che nei secoli ha assorbito influenze diverse, diventando una realtà culturale ricca e profondamente intrecciata con le rotte del Mediterraneo.

Al centro della serata ci sarà anche il tema della libertà e della memoria. A ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana, il programma vuole ricordare il contributo di partigiani e antifascisti che contribuirono alla costruzione dell’Italia democratica.

A raccontare attraverso la musica le contraddizioni del presente sarà anche Ermal Meta, maestro concertatore di questa edizione. L’artista ha scritto un brano inedito dal titolo “Nu simu nienti”, espressione che significa “Non siamo niente”.

Il pezzo nasce dalla volontà di riflettere sulle ingiustizie legate alla terra e alle comunità che la abitano. Il messaggio, spiegato dallo stesso Meta, riguarda i casi in cui interessi e poteri più grandi cercano di appropriarsi di territori appartenenti a comunità locali, arrivando a trasformarli o distruggerli senza una reale necessità.

Meta ha inoltre curato un nuovo arrangiamento strumentale dell’Inno di Mameli, che aprirà lo spettacolo come omaggio agli ottant’anni della Repubblica.

La manifestazione continua così il percorso di rinnovamento che negli anni ha portato la musica tradizionale salentina a confrontarsi con sonorità contemporanee e artisti provenienti da esperienze differenti. Un processo che ha contribuito a far conoscere la pizzica anche fuori dai confini regionali e nazionali.

La serata sarà trasmessa in diretta su Rai 3 e, per la prima volta, anche attraverso Eurovisione, ampliando ulteriormente il pubblico dell’evento.

Sul palco sono attesi numerosi ospiti. Alessandra Amoroso interpreterà “Santu Paulu”, uno dei brani simbolo della manifestazione. Welo, artista originario del Salento, proporrà “Core meu”, con un’impronta legata anche al rock and roll.

Spazio inoltre a Maria Mazzotta, Giulia Vecchio, che si esibirà con “L’acqua de la funtana”, e Levante, interprete di “Beddha ci dormi” in una rilettura dalle atmosfere liriche.

Tra gli ospiti internazionali ci sarà anche Gisela João, una delle voci più rappresentative del fado portoghese. Il confronto tra fado e musica salentina rappresenta uno degli elementi più interessanti della serata: due tradizioni differenti, ma accomunate dal racconto di sentimenti universali come amore, sofferenza e nostalgia.

La Notte della Taranta conferma così la propria vocazione a mettere in dialogo culture diverse senza rinunciare alle proprie origini. La pizzica diventa allo stesso tempo memoria e linguaggio contemporaneo, capace di raccontare il passato ma anche di interpretare il presente.

Per le istituzioni pugliesi, la tradizione musicale salentina rappresenta un patrimonio culturale da proteggere e trasmettere alle nuove generazioni. Non come una semplice testimonianza del passato, ma come una forma artistica ancora viva, in continua trasformazione e capace di rinnovarsi attraverso nuovi incontri.

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