Mogol compie 90 anni: una vita tra parole, musica e grandi successi

Il 17 agosto Giulio Rapetti, conosciuto da tutti con il nome d’arte Mogol, raggiunge un traguardo importante: 90 anni. Un compleanno che celebra non soltanto una lunga esistenza, ma anche una carriera straordinaria, capace di attraversare oltre sei decenni della musica italiana.
«La vita volevo viverla pienamente, tuffandomi in ogni situazione senza paura», aveva raccontato Mogol nei mesi scorsi presentando la sua autobiografia Senza paura. La mia vita. Una filosofia che sembra riassumere bene il percorso personale e professionale di uno dei più importanti autori italiani.
Nel corso della sua carriera ha firmato migliaia di brani e contribuito alla vendita di centinaia di milioni di dischi. Le sue parole hanno accompagnato intere generazioni, trasformando sentimenti, passioni, delusioni e speranze in testi entrati stabilmente nella memoria collettiva.
Mogol si avvicina alla musica fin da giovanissimo. Suo padre Mariano, dirigente della Ricordi e autore con lo pseudonimo Calibi, lo introduce nel mondo discografico. Nel 1959 Giulio Rapetti adotta definitivamente il nome Mogol e l’anno successivo firma con Carlo Donida la sua prima canzone, Briciole di baci, interpretata da Mina. Nel 1961 arriva il primo successo al Festival di Sanremo con Al di là, ancora scritta insieme a Donida e portata alla vittoria da Betty Curtis.
Gli anni Sessanta sono ricchi di collaborazioni e successi. Mogol firma o adatta numerosi brani destinati a diventare celebri, tra cui Il Paradiso, Sognando la California, Senza luce, Io ho in mente te, 29 settembre, La spada nel cuore, Riderà e Se piangi, se ridi. In quegli anni si occupa anche di tradurre alcuni grandi classici della musica internazionale, compresi brani di Bob Dylan.
La svolta più importante arriva però con l’incontro con Lucio Battisti. Dalla collaborazione tra i due nasce uno dei sodalizi più celebri della storia della musica italiana. Insieme realizzano canzoni destinate a diventare immortali, da Emozioni a Il mio canto libero, passando per Acqua azzurra, acqua chiara, I giardini di marzo, Ancora tu, Sì, viaggiare, Con il nastro rosa, La canzone del sole e Pensieri e parole. Fu proprio Mogol a incoraggiare Battisti a interpretare personalmente le proprie canzoni, contribuendo così alla nascita di una delle voci più riconoscibili della musica italiana.
Il rapporto artistico tra i due si interrompe nel 1980, dopo contrasti legati soprattutto alla gestione economica del repertorio. Nonostante la separazione, quella collaborazione resta il punto più alto di una carriera già straordinaria.
Negli anni successivi Mogol continua a lavorare con numerosi artisti. Tra le sue collaborazioni figurano Riccardo Cocciante, Mango, Gianni Bella, Adriano Celentano, Gigi D’Alessio, Patty Pravo e Ornella Vanoni. Parallelamente si dedica alla formazione di giovani musicisti attraverso il CET, il Centro Europeo di Toscolano, da lui fondato in Umbria.
Mogol ha inoltre contribuito alla nascita della Nazionale Cantanti ed è stato insignito del titolo di Commendatore al merito della Repubblica Italiana. Nel corso della sua carriera ha vinto quattro edizioni del Festival di Sanremo come autore: nel 1961 con Al di là, nel 1963 con Uno per tutte, nel 1965 con Se piangi, se ridi e nel 1991 con Se stiamo insieme.
Nel febbraio scorso il Festival di Sanremo gli ha assegnato il Premio alla carriera Città di Sanremo. Sul palco dell’Ariston Carlo Conti lo ha definito «la storia della musica italiana», rendendo omaggio a un autore che ha contribuito in modo decisivo a costruire l’identità della canzone italiana.
Anche sul piano politico Mogol ha sempre respinto le etichette. Pur essendo stato accostato ad ambienti di destra e avendo espresso apprezzamento per Giorgia Meloni, ha più volte ribadito la propria indipendenza: «La musica non ha colore politico».
A 90 anni, Giulio Rapetti continua così a rappresentare una figura centrale della cultura musicale italiana. Una lunga storia fatta di parole, incontri, successi e canzoni che, ancora oggi, continuano a parlare a milioni di persone.