Ferragosto da tutto esaurito negli agriturismi lucani
Turismo Verde-Cia Basilicata: prenotazioni chiuse da giorni. Il “pasto della cucina contadina” costa tra 40 e 65 euro. In regione 222 aziende agrituristiche, 190 delle quali offrono ospitalità

Sarà un Ferragosto da tutto esaurito negli agriturismi lucani – come da tradizione che si ripete ogni anno.
A tracciare il quadro è Turismo Verde (Agenzia Agrituristica) Cia Basilicata, secondo cui «da almeno un paio di giorni le aziende agrituristiche hanno chiuso le prenotazioni», con pochissimi posti ancora disponibili.
A trainare la domanda è soprattutto il tradizionale «pasto della cucina contadina», una formula che continua a conquistare famiglie, gruppi e visitatori alla ricerca di autenticità, prodotti locali e convivialità.
I prezzi oscillano mediamente tra 40 e 65 euro a persona, con il numero maggiore delle strutture posizionato sulla fascia dei 40 euro per il menù fisso.
Una proposta che comprende generalmente antipasti – anche una decina di portate – due primi piatti con pasta rigorosamente fatta in casa, la tradizionale grigliata di carne mista, contorni, frutta e dolce della casa. «È un Ferragosto che conferma la vitalità dell’agriturismo lucano – sottolinea Turismo Verde-Cia Basilicata sottolineando che i titolari non hanno ritoccato i listini tenuto conto del “caro carburante”–.
La richiesta è sostenuta e in molte aziende le prenotazioni sono state chiuse già da alcuni giorni. Il valore aggiunto rimane la possibilità di unire la cucina contadina all’esperienza del territorio, in un contesto rurale dove il turista non è soltanto un cliente, ma un ospite».
Dove è possibile trascorrere anche la notte, la permanenza media si attesta intorno a 1,5 notti per azienda, un dato che, secondo Turismo Verde-Cia Basilicata, è circa la metà della media italiana. La permanenza tende invece a crescere nell’area del Metapontino, dove alla proposta agrituristica si somma la forte attrattività della costa e delle destinazioni balneari.
Un sistema diffuso nelle aree rurali
I numeri dell’ultimo rapporto Istat confermano il radicamento del comparto. In Basilicata sono 222 le aziende agrituristiche censite, delle quali 190 offrono anche servizi di ospitalità, per complessivi 2.377 posti letto.
La distribuzione territoriale racconta il legame particolarmente stretto tra agriturismo e paesaggio lucano. La montagna concentra il numero maggiore di strutture, con 109 agriturismi, mentre nelle aree collinari se ne contano 79 e in pianura 34. È soprattutto nelle aree interne e nei territori caratterizzati da maggiore valore paesaggistico e naturalistico che l’agriturismo continua a rappresentare una forma di accoglienza capace di mettere insieme agricoltura, turismo e tutela del territorio.
Significativo anche il dato sulla conduzione delle imprese. In Basilicata il settore presenta un equilibrio quasi perfetto tra imprenditoria maschile e femminile: 109 titolari sono donne e 107 uomini. Un dato che testimonia il ruolo crescente delle donne nella gestione delle aziende agricole multifunzionali e nelle nuove forme di economia rurale.
La diversificazione rappresenta ormai una delle caratteristiche principali dell’offerta. Sono 55 le aziende che propongono attività di fattoria didattica, 54 quelle che offrono osservazione naturalistica e 50 quelle che organizzano trekking. Le escursioni sono presenti in 46 strutture, l’equitazione in 43, mentre 49 agriturismi propongono percorsi in bicicletta.
Numeri che raccontano un turismo rurale sempre meno legato alla sola ristorazione e sempre più orientato alla costruzione di esperienze: camminare, andare in bicicletta, osservare la natura, conoscere gli animali, scoprire le produzioni agricole e vivere direttamente i paesaggi.
Le esperienze degli imprenditori
La crescita della domanda trova conferma nelle testimonianze degli operatori. Sul versante di Pietrapertosa del Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, Giuseppe Velucci, operatore turistico, insieme al padre Antonio, sottolinea il cambiamento delle aspettative dei visitatori.
«Sempre più persone non solo per Ferragosto cercano luoghi autentici e incontaminati – osserva Velucci –. I visitatori vogliono vivere il territorio, camminare nei boschi, conoscere le produzioni locali e trascorrere giornate lontane dal traffico e dalla routine quotidiana. La richiesta di esperienze naturalistiche è in costante aumento. Le donne si avvicinano alla nostra cucina e chiedono consigli ai nostri agrichef per fare a casa i nostri piatti”.
In questo contesto anche la cucina diventa parte dell’esperienza. Il valore dell’accoglienza passa attraverso i prodotti del territorio, le ricette della tradizione e il racconto delle preparazioni. Un patrimonio che trova negli agrichef uno dei suoi interpreti più importanti, con piatti cucinati e serviti accompagnandoli con la spiegazione delle materie prime e delle tradizioni locali.
A Castelmezzano, Michele Mattia gestisce insieme alla moglie Rosanna Il Molino della Contessa e lega direttamente la crescita dell’agriturismo a quella dell’attrattività complessiva del territorio.
«L’agriturismo cresce se cresce l’attrattività del territorio in cui si trova. Il caso di Castelmezzano è l’esempio migliore – sottolinea Mattia –. Lavoriamo molto con una clientela affezionata che proviene dalle regioni limitrofe, ma anche con nuovi visitatori che arrivano per le nuove attrazioni».
Agriturismo contro lo spopolamento
Per Cia Basilicata, il buon andamento delle prenotazioni di Ferragosto non è soltanto un dato economico. L’agriturismo rappresenta infatti una delle attività attraverso cui le aziende agricole possono diversificare il reddito e mantenere vitali territori che rischiano lo spopolamento.
«Dietro ogni agriturismo c’è il lavoro quotidiano delle aziende agricole e delle famiglie che custodiscono il paesaggio rurale – evidenzia Cia Basilicata –. Scegliere una vacanza in agriturismo significa sostenere l’agricoltura locale, contrastare lo spopolamento delle aree interne e contribuire alla tutela dell’ambiente e delle tradizioni».
È questa la sfida che Turismo Verde-Cia vuole rilanciare anche attraverso una maggiore integrazione tra agriturismi, vendita diretta, mercati contadini e scuole. Nell’anno in cui la cucina italiana è stata riconosciuta patrimonio Unesco, le associazioni La Spesa in Campagna-Cia, per la vendita diretta, e Turismo Verde-Cia, per la promozione agrituristica, puntano su progetti destinati a rafforzare il rapporto tra produzione agricola, alimentazione consapevole e turismo.
La sfida della multifunzionalità
Il sistema nazionale della vendita diretta e dell’agriturismo rappresenta una rete capillare: oltre 26 mila strutture ricettive attive nell’Italia rurale e circa 260 mila aziende agricole che vendono direttamente le proprie materie prime tra mercati, botteghe e punti vendita aziendali.
Per Turismo Verde-Cia e La Spesa in Campagna si tratta di un potenziale da valorizzare ulteriormente attraverso semplificazione burocratica, regole più flessibili, incentivi all’aggregazione e politiche capaci di riconoscere all’agricoltura il ruolo di collante sociale ed economico delle aree interne.
Tra i progetti c’è quello che porta la filiera corta «dai banchi del mercato ai banchi di scuola», con iniziative rivolte a studenti, docenti e famiglie e una particolare attenzione all’educazione alimentare. Tornano inoltre le giornate della spesa consapevole nei mercati contadini e le iniziative dedicate alle eccellenze agricole.
Turismo Verde-Cia chiede anche una revisione delle normative regionali sull’agriturismo, per offrire maggiore flessibilità nella gestione dell’accoglienza, chiarire quali prodotti possano essere considerati aziendali e definire meglio le attività agricole connesse.
Grande attenzione viene infine riservata alla figura dell’Agrichef, marchio registrato, attraverso festival regionali e nazionali, formazione continua e collaborazione con gli istituti alberghieri. E c’è anche la lotta allo spreco alimentare, con il progetto «Così buono da portarlo a casa», che promuove la cultura della doggy bag.
Il tutto parte però dalla domanda che arriva in questi giorni dalle prenotazioni di Ferragosto: posti esauriti, tavole apparecchiate e cucina contadina ancora protagonista. Un segnale che, per Turismo Verde-Cia Basilicata, conferma come nelle campagne lucane il turismo possa diventare una componente sempre più importante dell’economia agricola e della valorizzazione delle aree interne.