Autonomia differenziata, l’appello dei sindaci lucani. Tortorelli: «No a nuove disuguaglianze»
Sono circa ottanta i primi cittadini della Basilicata che chiedono al Governo di fermare l’accelerazione sulle pre-intese e di garantire un’attuazione dell’autonomia differenziata nel rispetto della Costituzione. La UIL Basilicata rilancia il “Progetto Basilicata 2026-2030”: «Servono diritti uguali, servizi e una nuova strategia di sviluppo»
La Basilicata dei sindaci si mobilita sul tema dell’autonomia differenziata e lancia un messaggio chiaro al Governo: l’autonomia non può diventare una nuova linea di frattura tra Nord e Sud.
Sono circa ottanta i sindaci lucani ad aver sottoscritto l’appello rivolto all’Esecutivo per chiedere un passo indietro sull’iter delle pre-intese e un percorso di attuazione dell’autonomia «equo e costituzionalmente corretto», nel rispetto della legge 26 giugno 2024, n. 86 e dei principi stabiliti dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 192 del 2024.
Una presa di posizione che arriva direttamente dai territori più fragili, dove amministrare significa quotidianamente fare i conti con spopolamento, carenza di servizi, difficoltà della sanità, collegamenti insufficienti e fuga dei giovani.
È proprio dalle esigenze concrete delle comunità che la UIL Basilicata intende ripartire, rilanciando il “Progetto Basilicata 2026-2030”, una strategia di sviluppo costruita attraverso l’ascolto dei territori.
Tortorelli: «Serve una nuova idea di Basilicata»
Il segretario generale della UIL Basilicata, Vincenzo Tortorelli, guarda alle aree interne non come periferie da assistere, ma come comunità che devono essere messe nelle condizioni di crescere, innovare e attrarre nuove energie.
Una visione maturata anche attraverso “On the Way. 131 – La UIL Basilicata incontra le Persone”, il percorso che ha portato il sindacato in tutti i 131 comuni della regione, incontrando cittadini, lavoratori, pensionati, giovani e amministratori.
«On The Way non è stata soltanto un’iniziativa – spiega Tortorelli – ma un metodo permanente di lavoro: un sindacato che va nei territori, ascolta le persone e intercetta i problemi prima che diventino emergenze. Vogliamo costruire insieme ai lucani una nuova visione della Basilicata».
Da questo percorso di ascolto nasce la “Magna Carta sociale e territoriale della Basilicata”, una piattaforma che individua le priorità sulle quali concentrare le politiche regionali nei prossimi anni.
Lavoro e occupazione stabile, investimenti, formazione e capacità di attrarre nuove imprese sono i primi elementi della strategia. «Senza lavoro non c’è futuro per le nostre comunità», sottolinea Tortorelli.
Particolare attenzione viene dedicata ai giovani e alla necessità di contrastare l’emigrazione. Per la UIL non basta convincerli a restare: occorre creare le condizioni perché possano anche tornare.
Da qui l’obiettivo indicato da Tortorelli: trasformare la Basilicata «da terra di emigrazione a terra di ritorno».
Sanità, infrastrutture e sviluppo dei territori
Per raggiungere questo obiettivo, però, il lavoro deve essere accompagnato da servizi efficienti e da una migliore qualità della vita.
La sanità rappresenta uno dei capitoli prioritari, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne. La UIL chiede un rafforzamento dei servizi di prossimità e di una rete di welfare capace di ridurre le distanze tra cittadini e servizi essenziali.
È proprio qui che il tema dell’autonomia differenziata si intreccia con quello della coesione nazionale. Se i diritti fondamentali devono essere garantiti in modo uniforme, sostiene il sindacato, la qualità dei servizi non può dipendere dalla ricchezza o dalla capacità fiscale della Regione di appartenenza.
Centrale diventa quindi il tema dei livelli essenziali delle prestazioni e della perequazione, per evitare che l’autonomia possa trasformarsi in una nuova fonte di disuguaglianze.
Altro pilastro del “Progetto Basilicata 2026-2030” sono le infrastrutture. La regione deve superare le difficoltà di collegamento e rafforzare la propria connessione con i principali assi nazionali ed europei.
«La Basilicata deve superare il proprio isolamento e diventare più connessa ai grandi assi nazionali ed europei», afferma Tortorelli.
Una rete infrastrutturale più efficiente è considerata decisiva non solo per la mobilità, ma anche per sostenere turismo, agroalimentare, manifattura, ricerca e innovazione.
Nel progetto trovano spazio anche la valorizzazione dei borghi, l’energia, la tutela dell’ambiente e la gestione delle risorse naturali, con l’obiettivo di trasformare le ricchezze del territorio in investimenti, occupazione e servizi per le comunità.
«Non possiamo rassegnarci al declino»
La mobilitazione dei sindaci e il progetto della UIL convergono così su una questione più ampia: quale modello di sviluppo scegliere per la Basilicata nei prossimi anni.
L’obiettivo è evitare che l’autonomia differenziata possa produrre cittadini con diritti e opportunità differenti a seconda del territorio in cui vivono. Per la UIL, la Basilicata deve essere protagonista del confronto nazionale e chiedere garanzie concrete su servizi, investimenti e perequazione.
Il “Progetto Basilicata 2026-2030” nasce con questa ambizione: mettere al centro persone, lavoro e territori e costruire una regione nella quale restare sia una scelta possibile, lavorare significhi poter progettare il proprio futuro, curarsi vicino casa sia un diritto e vivere in un piccolo comune non significhi essere cittadini di serie B.
«Vogliamo costruire insieme ai lucani una nuova visione della Basilicata», ribadisce Tortorelli.
Una visione che parte dall’ascolto dei 131 comuni attraversati dalla UIL e guarda al 2030 con una convinzione precisa: la coesione territoriale non è un costo, ma la condizione necessaria per costruire sviluppo, lavoro e futuro.