CRONACA

Rapina armata in un distributore sulla Statale 106: arrestata una 24enne, sconterà quasi due anni di carcere

È stata accompagnata in carcere una donna di 24 anni, destinataria di un provvedimento definitivo di esecuzione della pena emesso dall’Autorità giudiziaria.

La giovane dovrà scontare un anno, undici mesi e dieci giorni di reclusione dopo essere stata riconosciuta colpevole, in concorso con altri, di una rapina aggravata commessa a Policoro.

L’ordinanza è stata eseguita nei giorni scorsi dai Carabinieri della Stazione di Nova Siri Scalo e dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Policoro, in seguito al provvedimento disposto dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Matera. La 24enne, già conosciuta alle forze dell’ordine, è stata arrestata e condotta in istituto penitenziario.

L’episodio per il quale è arrivata la condanna risale alla notte del 25 gennaio 2024, quando un distributore di carburanti situato lungo la Strada Statale 106, nel territorio di Policoro, fu preso di mira da un gruppo composto da tre persone.

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, i rapinatori, con il volto coperto e almeno due di loro armati di pistola, avrebbero sorpreso il dipendente dell’impianto alle spalle, minacciandolo ripetutamente con le armi.

L’uomo sarebbe stato spinto con forza e costretto a inginocchiarsi mentre i malviventi si impossessavano del suo portafoglio, contenente documenti personali e patente di guida, oltre all’incasso della giornata, pari a circa 1.600 euro.

Dopo aver portato a termine il colpo, il gruppo si sarebbe allontanato rapidamente a piedi, approfittando del buio per far perdere le proprie tracce.

L’attività investigativa sviluppata dai Carabinieri ha consentito di ricostruire la dinamica dei fatti e di individuare il ruolo della giovane all’interno del gruppo responsabile della rapina. Il successivo iter giudiziario si è concluso con una sentenza divenuta definitiva e con l’emissione dell’ordine di carcerazione.

Ultimate le formalità previste dalla legge, la donna è stata trasferita nella Casa circondariale di Taranto, dove sconterà la pena stabilita dall’Autorità giudiziaria.

 

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