Tre comunità custodiscono le radici per coltivare il futuro
L'assessore regionale alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala a Tursi, Bernalda e Avigliano dove si sono tenute iniziative per che raccontano l'agricoltura lucana fatta di innovazione e memoria. "Qui si costruisce il senso di appartenenza".

«Ogni festa che racconta il lavoro della terra non è soltanto una rievocazione del passato.
È una comunità che rinnova la propria memoria, trasmette conoscenze alle nuove generazioni e ricorda che il futuro dell’agricoltura nasce dalla capacità di custodire ciò che siamo stati».
Lo dichiara l’assessore alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, che nel fine settimana ha preso parte a tre appuntamenti dedicati alla memoria del mondo rurale lucano: la Sagra della Percoca di Tursi, la Trebbiatura ed Aratura Antica di Bernalda e la manifestazione “Il Lavoro dei Contadini” a Piano del Conte di Avigliano. «A Tursi – ha affermato Cicala – abbiamo celebrato un frutto che rappresenta identità, qualità e capacità produttiva.
La percoca non è soltanto un’eccellenza agricola: è il simbolo di una comunità che continua a credere nel valore delle proprie produzioni e nella forza della propria storia». «A Bernalda – ha aggiunto – la trebbiatura e l’aratura antica hanno restituito il senso di gesti, strumenti e tradizioni che hanno accompagnato per generazioni la vita delle campagne. Non è soltanto una rievocazione storica: è un patrimonio culturale che continua a parlare al presente».
«Ad Avigliano, infine, il racconto del lavoro dei contadini ci ha ricordato quanto sacrificio, dignità e spirito di comunità abbiano costruito la Basilicata che conosciamo oggi. Conservare quella memoria – ha preso Cicala – significa dare valore alle persone che hanno reso fertile questa terra e trasmettere ai giovani il significato autentico del lavoro agricolo».
Per l’Assessore, le tre iniziative raccontano un’unica visione. «La nostra agricoltura non può vivere soltanto di innovazione, così come non può vivere soltanto di memoria. Ha bisogno di entrambe.
Innovare significa investire in ricerca, giovani, filiere e competitività; custodire le radici significa rafforzare il legame tra territori, produzioni e comunità. È questo l’equilibrio sul quale il Dipartimento Politiche Agricole della Regione Basilicata sta costruendo la propria azione quotidiana».
Cicala sottolinea come questo percorso nasca anche da un metodo di lavoro preciso.
«Partecipare a queste manifestazioni non è un gesto simbolico, ma parte del nostro modo di amministrare. Significa ascoltare le comunità nei luoghi dove si costruisce il senso di appartenenza, prima ancora che nei palazzi istituzionali.
Ogni sagra, ogni festa contadina rappresenta un’occasione di dialogo diretto con amministratori, associazioni e cittadini: è da questo confronto che nascono spesso le scelte più giuste per il futuro dell’agricoltura lucana. Ascoltare per costruire non è uno slogan, ma il metodo con cui questo Assessorato trasforma il confronto con i territori in scelte concrete».
L’Assessore ribadisce infine che questa presenza costante sui territori rappresenta una precisa scelta istituzionale.
«Continueremo ad essere presenti nelle comunità lucane, perché è lì che la tradizione incontra l’innovazione, che le produzioni raccontano la storia delle persone e che il lavoro quotidiano delle nostre comunità indica la direzione delle politiche pubbliche. È nei territori che si costruisce il futuro dell’agricoltura della Basilicata».
Cicala ha infine rivolto un ringraziamento agli amministratori locali, alle associazioni, ai volontari e a tutti coloro che rendono possibili queste manifestazioni.
«Dietro ogni evento – ha concluso – ci sono persone che dedicano tempo, passione e competenze per mantenere vive tradizioni che appartengono all’intera Basilicata.
Il nostro compito istituzionale è accompagnare questo impegno, perché ogni festa diventi un’occasione per trasformare la memoria in futuro e il patrimonio delle nostre comunità in nuove opportunità di sviluppo».